Conto Partecipo Scelgo. Il Bilancio Partecipativo del Comune di Milano [Milan Participatory budget]

Conto Partecipo Scelgo. Il Bilancio Partecipativo del Comune di Milano [Milan Participatory budget]

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Note: an English version of this case study is available here.

Problemi e Scopi

L’obiettivo del Bilancio partecipativo di Milano, sostenuto dalla Giunta Pisapia nei primi punti del proprio mandato,  è "progettare con i cittadini interventi di interesse pubblico da realizzare sul territorio delle 9 Zone. Per questi progetti sono disponibili 9 milioni di euro totali, 1 milione di euro per ciascuna Zona, da utilizzare per investimenti. Possono partecipare tutti coloro che abitano, studiano o lavorano a Milano di età pari o superiore ai 14 anni. Il percorso parte a luglio 2015 e si conclude a novembre 2015" (cit.)  Il percorso è articolato in 4 fasi: 1) ascolto, 2) co-progettazione, 3) voto, 4) realizzazione.

Storia

Dopo un paio d'anni, dallo scoppio della crisi economica, di attività del più lungo governo Berlusconi e il difficile decollo del Partito Democratico (nato nel 2007), nel maggio 2011 si tengono le elezioni amministrative in diverse città capoluogo italiane, alcuni mesi prima della fine dell'ultimo governo Berlusconi (mag 2008 - nov 2011). L'amministrazione comunale è dal 1993 in mano al centrodestra (Lega Nord e Forza Italia). Prima di Tangentopoli (1992), la città negli anni settanta e ottanta fu amministrata anche da Giunte rosse (PCI e PSI); mentre il PSI ne uscì quasi completamente annientato (compreso il suo premier Craxi, anche lui milanese), la DC e il nuovo PDS furono di molto ridimensionati; il centrodestra, nonostante le amicizie di Berlusconi con Craxi e le indagini che colpirono anche il fratello Paolo Berlusconi, assieme alla Lega Nord, ne fece la sua roccaforte.

Nel 2011 il centro-sinistra adotta il sistema delle primarie per eleggere il proprio candidato alle elezioni; il sistema adottato nel PD, metodo di selezione del leader, in questo caso agisce anche come strumento di dialogo e confronto per aperte collaborazioni e una leale competizione con le altre forze di centro-sinistra e di sinistra. Le primarie di coalizione furono volute dal nuovo segretario del PD Pier Luigi Bersani al fine di ottenere un cambiamento strategico dal precedente corso auto-sufficiente di Veltroni. Bersani stringe accordi espliciti di alleanza con i partiti di centro-sinistra, Italia dei Valori (guidata da Di Pietro) e SEL (da Nichi Vendola, già governatore della Regione Puglia) che vengono integrati nelle campagne delle primarie del centrosinistra. Sia le primarie sia la partecipazione dal basso in questi anni sono spesso considerate le riforme indispensabili per una rigenerazione politica profonda e le esperienze dei bilanci partecipativi, così come le loro evocazioni, si erano diffuse in tutto il paese come nell'hinterland milanese. Da ricordare l'importante esperienza di Pieve Emanuele, un comune di 16.000 abitanti situato a sud dell'hinterland di Milano dove dal 2002 al 2007 promuove ogni anno il Bilancio partecipativo comunale [d.4]

Alle primarie della coalizione (formata da PD, SEL, Liste civiche, Federazione della Sinistra, Lista Bonino, Ecologisti per Milano) si presenta anche Giuliano Pisapia - tra i primi a proporsi con il sostegno di un gruppo di intellettuali (con un passato di estrema sinistra come il suo) e del partito di Nichi Vendola (SEL, Sinistra Ecologia e Libertà) che aveva ottenuto un forte successo alle regionali in Puglia e ampia visibilità mediatica. Pisapia vincerà le primarie, battendo prima l'architetto Stfano Boeri (candidato del PD, archistar e promotore dell'Expo) e poi, alle elezioni, la coalizione di centro-destra di Letizia Moratti. Dagli anni novanta Milano - capitale della creatività italiana, dell'impresa e della finanza -  era considerata una "roccaforte del centro-destra", ma a due anni dai fallimenti dell'economia finanziaria internazionale, la situazione generale peggiora e inizia a manifestarsi nel paese un rapido declino che non risparmia neanche Milano. Le operazioni immobiliari di spicco e in particolare Expo sono le principali opportunità che dovrebbero trascinare varie iniziative di riqualificazione e rigenerazione urbana che sarebbero state messe in cantiere dal nuovo corso amministrativo, con particolare attenzione alle periferie urbane.  Tra le prime azioni proposte ci sono quelle della democrazia comunale.

Nelle prime pagine del programma si legge: 

[...] Oggi ci sono metodi, strumenti, conoscenze per praticare davvero la partecipazione e costruire la democrazia organizzata, la democrazia deliberativa. Ci sono gli strumenti (il web prima di ogni altro) per la conoscenza, la circolazione delle idee, l’organizzazione orizzontale e non gerarchica. Compito del nuovo Comune è costruire procedure deliberative, di assunzione delle scelte che incorporino in modo strutturale l’espressione di volontà anche in modo diretto (in un impianto che rimane di democrazia delegata) da parte dei cittadini. (Programma, p.4)

I prossimi cinque anni saranno quelli della democrazia partecipativa, una scommessa positiva sulla volontà e capacità di cambiamento, un atto di fiducia nei confronti dei cittadini. La partecipazione deve essere uno strumento reale per decidere e governare, dal bilancio partecipato alle scelte di insediamento, di infrastrutture, ecc.. (Ib., p.4).

La giunta Pisapia si insedia dunque ad inizio estate 2011 e il bilancio partecipativo parte solo nel luglio 2015, 4 anni dopo, nell'ultimo anno di mandato. Infatti le polemiche su questo ritardo, da parte soprattutto dei consiglieri del Movimento 5 Stelle, non sono mancate [Franco L., 2015].

Soggetti Promotori e Finanziatori

Il Bilancio partecipativo è un progetto del Comune di Milano realizzato in collaborazione con: Istituto per la Ricerca Sociale, Avventura Urbana, ARCI Milano e ACLI Milanesi. 

Nella documentazione online presente sul sito dedicato non è rintracciabile la spesa organizzativa complessiva sostenuta dal Comune, unico finanziatore del progetto, per l'organizzazione del BP. Dalle delibere è riscontrabile una spesa complessiva di 200.000 Euro (IVA inclusa) [d.1]. La maggior parte (147.621 Euro per l'aggiudicazione del contratto [d.2] + 12.566 [d.3] per una variazione successiva in aumento riguardante la campagna di promozione virale social - IVA inclusa) è andata all'ATI (associazione temporanea d'impresa) formata da Istituto per la Ricerca Sociale (IRS) Soc. Coop. di Milano e Avventura Urbana SrL di Torino, i curatori e facilitatori del processo, che hanno vinto la gara ad evidenza pubblica su altri 4 candidati [d.1]. Il resto ha riguardato spese per la comunicazione online e offline, spazi pubblicitari, ristorazione partecipanti e allestimento spazi ex-Ansaldo per gli eventi. I referenti scientifici principali delle due società - coinvolti anch'essi nel progetto - sono rispettivamente: Bruno Dente e Luigi Bobbio, entrambi docenti ordinari di analisi delle politiche pubbliche. 

Oltre alle risorse finanziarie è stato fatto affidamento su risorse di personale e strutture dell'amministrazione e sulla rete di attivisti e sedi delle due associazioni culturali più popolari del panorama italiano: ARCI e ACLI. 

Metodi

Il Bilancio partecipativo (BP) è uno metodo di partecipazione nato a Porta Alegre in Brasile negli anni ottanta, che prevede la messa a disposizione della decisione pubblica, una percentuale del bilancio di previsione (budget) comunale. Le fasi di apertura generalmente sono organizzate con assemblee pubbliche aperte a tutti nelle varie zone della città/territorio in cui si manifestano i problemi e i bisogni degli abitanti, così come eventuali soluzioni. In alcuni casi, in tali assemblee si eleggono i rappresentanti oppure - come nel caso in esame - vengono estratti a sorte sulla base delle candidature, coloro che andranno a discutere nella fase successiva quali progetti e interventi proporre e progettare. Tali proposte vengono vagliate dai funzionari-tecnici comunali che ne valutano la fattibilità, facendole proseguire alla fase successiva della selezione. Nelle assemblee finali aperte a tutti, nuovamente, si votano le proposte da realizzare. Negli ultimi anni vengono utilizzate sempre di più le votazione online

Con collaborative design si intende un'ampia tipologia di laboratori di discussione in cui - come nel caso in esame - tecnici che si occupano professionalmente di approntare piani o progetti, si confrontano, discutono e cercano di condividere con altri cittadini (non tecnici o tecnici in veste di cittadini) gli obiettivi e il disegno più o meno dettagliato di un'operazione. 

I colloqui informali in piccoli gruppi, come i Kitchen Tables,  possono essere occasioni di notevole apprendimento reciproco e favorire l'approccio con soggetti di solito esclusi dal policy-making. 

Selezione dei Partecipanti

Nella prima fase l'accesso è stato aperto a tutti e sono state attivate anche azioni outreach per la promozione dell'iniziativa attraverso una campagna fotografica attraverso i social. Altre azioni hanno riguardato il coinvolgimento della popolazione scolastica più giovane e degli stranieri. Sono stati organizzati 45 incontri distribuiti in tutte le 9 zone del territorio comunale che hanno coinvolto 1442 persone. Oltre a questi incontri, facilitati da professionisti, sono stati forniti dei kit fai-da-te per guidare la conduzione di incontri organizzati autonomamente da associazioni o cittadini attivi; questa modalità di sollecitazione ha generato 17 incontri, coinvolgendo altre 353 persone. Tra questi incontri uno ha coinvolto le comunità straniere e ha visto la partecipazione di 50 persone di 12 nazionalità diverse e un altro ha rigurdato specificamente 10 persone straniere che si occupano di servizi di cura (badanti). Tutte le scuole comunali sono state sollecitate a presentare proposte e progetti; dei 28 progetti presentati dalle scuole, ben 17 sono poi stati adottati nell'elenco dei progetti dei laboratori e sottoposti al voto finale (Comune di Milano, 2016, pp. 8-9). 

Nel complesso sono state coinvolte 2200 persone. Su una popolazione comunale di 1.350.000 si tratta dello 0,16%. 

Nella seconda fase, di co-progettazione, strutturata in 9 laboratori (uno per zona) di 30 cittadini che hanno lavorato due giornate assieme ai facilitatori professionisti e ai tecnici comunali, ripartendo dalle esigenze e dalle proposte iniziali. Essi sono stati selezionati a sorteggio (cercando di equilibrare la distribuzione di genere e di età) sulla base delle 700 candidature raccolte nella prima fase; 210 di questi hanno partecipato ai laboratori ed hanno presentato 40 progetti da sottoporre al voto (Ib. pp. 10-11). 

La terza fase, di voto, tenuta aperta per 18 giorni (dal 12 al 29 novembre) ha raccolto 30.172 voti, di cui 1.700 di voto assistito (operatori nelle biblioteche comunali che aiutavano ad accedere alle pagine di voto online) e altri 6.337 di voto su schede cartacee compilate dagli studenti (over 14). (Ib., pp. 12-13). Nel voto sono stati coinvolti circa il 3% della cittadinanza (considerati gli elettori potenziali - ossia solo i maggiorenni non stranieri - al referendum costituzionale del 4 dic 2014 uguale ad una popolazione di 943.104, dunque facendo un calcolo stimato di gran lunga per difetto rispetto al potenziale elettorato del BP che includeva stranieri e popolazione under 14).

Deliberazione, Decisione e Interazione Pubblica

1 - Nella prima fase, aperta a tutti, viene presentato il progetto del BP e si organizzano vari incontri nei quartieri  ascoltando le esigenze e le idee dei cittadini.

2 - Nella seconda fase di co-progettazione si formano dei gruppi di cittadini, 30 per ogni zona, estratti a sorte tra coloro che si sono candidati per ideare i progetti per ogni zona di Milano. "Ogni gruppo ha lavorato in piena autonomia, con l’aiuto di facilitatori professionisti, e ha svolto le seguenti attività: 1-analisi delle esigenze emerse in ogni Zona; 2- condivisione delle priorità a cui i progetti dovevano rispondere (i criteri); 3- definizione delle aree di progetto su cui lavorare; 4- elaborazione dei progetti per ogni area. Il lavoro, svolto il 24 e 25 ottobre a Spazio Soderini alla presenza dei tecnici comunali di dieci settori diversi, ha dato luogo a 38 progetti, che sono stati successivamente sottoposti ad un’ulteriore verifica di fattibilità da parte degli uffici". (Conto Partecipo Scelgo, cit.)

3 - Una terza fase di voto, dal 12 al 29 novembre, è stata dedicata alla scelta, da parte di tutti gli interessati, dei progetti da realizzare. I 40 progetti sottoposti al voto sono il prodotto dei progetti dei laboratori e dell’analisi di fattibilità tecnica. Al fine del voto i progetti sono stati pubblicati sul sito e su materiali divulgativi; tutti coloro che abitano, studiano o lavorano a Milano, al di sopra dei 14 anni hanno potuto votarli online, attraverso il sito web del progetto oppure, il 21 e 28 novembre, nei punti di voto assistito allestiti in nove biblioteche di Milano. Per le scuole che hanno un intervento all’interno dei progetti è stato esteso il voto anche ai minori di 14 anni, attraverso delle schede cartacee. Al termine della fase di voto e dello spoglio delle schede delle scuole, che ha dato luogo ad un totale di 30.172 voti validi, è stato pubblicato un documento con i risultati e la lista dei progetti interamente finanziati (cit.)

4 - I progetti vengono successivamente presi in carico dal Comune che farà un’istruttoria tecnica per individuare la modalità più adeguata per finanziarli. Gli interventi infrastrutturali più semplici, di importo inferiore ai 100.000 euro, saranno avviati alla realizzazione nel 2016, quelli più complessi rientreranno invece nel prossimo Piano triennale delle opere 2016/2018 e dovranno essere sottoposti a una fase di progettazione tecnica e di definizione del dettaglio degli investimenti per poter attuare le procedure di gara pubblica e eseguire gli interventi. (cit.) L'avanzamento dei progetti  viene aggiornato e comunicato nel sito dedicato.

Il momento chiave della deliberazione si sviluppa a partire dai laboratori di co-progettazione, costituiti da un mix di 30 individui scelti a caso (cercando una equilibrata distribuzione di genere e di età) con i tecnici comunali e il gruppo dei facilitatori. Ai partecipanti è stato esplicitamente richiesto di assumere il ruolo di interpreti - e non di autori - delle esigenze espresse per la loro zona di residenza nella fase di ascolto e produrre progetti in grado di rispondere il più possibile a tali esigenze. Nei laboratori, l'elenco delle 700 esigenze prodotte durante la fase di ascolto (probabilmente in schede) è stato ricomposto in una mappa del territorio per ogni zona (Comune di Milano, 2016, pp. 10-11). Oltre a definire implicitamente le priorità di intervento con i propri progetti, i gruppi hanno fornito stime sui costi e le modalità di realizzazione degli interventi proposti (Ib., pp. 10-11). I tecnici, oltre ad essere presenti durante gli incontri per fornire risposte durante la progettazione, hanno anche svolto una analisi di fattibilità durante la settimana successiva. I progetti sono stati illustrati sul sito web da schede sintetiche e con un formato unico e con locandine affisse nelle biblioteche. Hanno riguardato soprattuto il recupero o la riqualificazione di parchi e aree verdi, la sicurezza stradale, la realizzazione di spazi culturali attrezzati polifunzionali o le scuole (Ib., pp. 14:17). Infine si è proceduto con il voto online e per chi aveva maggiori difficoltà sono stati predisposti dei punti di voto assistito nelle biblioteche di quartiere (Ib., pp. 12-13). Dunque i progetti più votati per ogni zona saranno finanziati integralmente e qualora rimangano risorse (quindi i progetti richiedono risorse inferiori al milione di euro massimo destinato ad ogni zona) queste saranno assegnate al progetto successivo nella graduatoria. 

I progetti con costi inferiori ai 100.000 Euro sarebbero stati inseriti nell'avvio dei lavori pubblici nell'anno 2016 mentre per gli altri progetti più impegnativi i progetti sarebbero stati inseriti nel piano triennale delle opere pubbliche (2017-2019), che quindi sarebbe stato portato avanti dalla nuova amministrazione. Infatti le critiche al progetto riguardavano proprio il suo tardivo avvio e dunque alla impossibilità di fare una valutazione completa dell'iniziativa entro il mandato, di non poter avere un riscontro fino alla fine del processo di BP rispetto alla coerenza verso gli impegni assunti con i cittadini, di perdere l'opportunità di poter ripetere il progetto con meno risorse (visto l'esperienza acquisita dai funzionari amministrativi) ed inserire la pratica del BP nelle ordinarie pratiche di governance dell'amministrazione. Tuttavia è stato realizzato a supporto del monitoraggio diffuso dei progetti un WebGis (senza caratteristiche partecipative), collegato al SIT comunale, che rileva le localizzazioni degli interventi e il nome dei progetti che hanno vinto la selezione pubblica tramite il BP; però non è possibile inviare commenti relativi agli oggetti se non attraverso altri canali di comunicazione classica (email o telefono) che non hanno un diretto collegamento alla piattaforma WebGis. Ciò scoraggia il monitoraggio dell'implementazione dei progetti da parte di coloro che hanno partecipato alle fasi precedenti ed hanno sostenuto i progetti. Un altra categoria del sito è dedicata agli aggiornamenti dove si possono trovare delle schede che descrivono per ogni progetto i tempi attesi ed effettivi per ogni azione (dalla progettazione, all'assegnazione delle opere, all'inizio e fine lavori) e l'entità del finanziamento. 

Influenza, Risultati ed Effetti

Dalla documentazione emerge che molte azioni (di progettazione esecutiva per esempio o di un potenziamento di installazioni già pronte, come Bike-Mi, rastrelliere per biciclette, telecamere, studi di fattibilità) sono partite fin dall'aprile 2016 e alcune si sono anche concluse. Per molte altre schede gli spazi sono bianchi, non ci sono informazioni, per molte altre si rimanda al piano triennale, dunque al 2017 o al 2018. 

Per approfondire la qualità del percorso e l'effettiva messa in cantiere dei progetti servirebbero alcune interviste agli attori coinvolti nell'arco di un più lungo lasso di tempo (da qui a tre anni); come sarebbe importante sapere, quanti partecipanti continuano ad essere coinvolti nel monitoraggio dei progetti, dato che dipende quasi esclusivamente dalla loro iniziativa. 

Analisi e Lezioni Apprese

ll Bilancio partecipativo di Milano ha interessato 9 milioni di Euro, circa il 5-6% delle spese in conto capitale e circa l'8% delle spese per investimenti (basandosi sui dati del 2014) del comune (Comune di Milano, documento informativo, 2015, p. 10) ed è costato 200.000 Euro, il 2,22% della somma allocata. Entrambe sono cifre significative, decisamente sopra la media italiana dei BP.

La rappresentatività raggiunge un picco (stimato per eccesso) del 3% con la votazione finale (30.000 voti). In questo come negli altri casi di BP pare che valgano più gli sforzi per la promozione e l'esortazione al voto per la selezione dei progetti candidati al BP, che l'effettiva affluenza, a determinare l'empowerment emanato dal processo. In altre parole, se l'amministrazione investe in azioni per la promozione della partecipazione e del voto tende anche a tenerne in maggior conto, assegnando maggior importanza alla significatività dei risultati ottenuti dal processo che alla sua effettiva rappresentatività.

Il percorso parte durante l'ultimo anno di mandato del sindaco che l'aveva inserito nei primo punto del suo programma; nella primavera 2016 Pisapia non si ricandida e l'assessore al bilancio della sua giunta, Francesca Balzani (SEL) candidata alle primarie, raccoglie il non sufficiente 34% contro il 42% (dei 60.900 voti) del candidato Giuseppe Sala, (PD) ex amministratore incaricato per la gestione di Expo (Rai News, 2016). La Balzani avrebbe indicato un forte consenso di continuità rispetto alla gestione Pisapia (che fu sostenuto dalla stessa area di SEL) ma le reti di sostegno politiche sono più complesse, Pisapia era meno legato al partito di SEL della Balzani e Sala - il candidato del premier Renzi - tranquillizzava di più il mondo degli affari milanese, che appariva, negli ultimi tempi, sempre più renziano. 

Il bilancio partecipativo di Milano, non diversamente dalla maggior parte dei casi italiani, seppur un po' più alto della media, non si occupa di investimenti di grandi dimensioni riguardanti  infrastrutture ed eventi straordinari (in questo periodo a Milano sono state investite diverse centinaia di milioni nell'Expo, in una nuova linea della metropolitana e in altre infrastrutture stradali) ma di distribuzione di un sempre più esiguo surplus tra i quartieri di un territorio comunale. Per ora sembra che lo strumento del BP - forse perché tratta di surplus di bilancio - almeno abbia conservato una certa affidabilità relativamente al rispetto della progettualità espressa dai partecipanti e dunque alla sua concretizzazione, ma non è certo se il percorso avrà un'adeguata fase di monitoraggio sulla realizzazione dei progetti, se l'esperienza verrà ripetuta e come lo sarà. Per il momento, tuttavia, Giuseppe Sala, il nuovo sindaco di centro-sinistra, ha inserito il BP nel proprio programma al punto 21 su 32, elogiandolo come un'esperienza di successo.

Proseguire l’esperienza del Bilancio partecipativo del Comune, coinvolgendo fin dall’inizio del percorso i Municipi e lavorando perché, attraverso una commistione di strumenti, compresi quelli digitali, l’esperienza del Bilancio partecipativo cresca e si faccia metodo condiviso a tutti i livelli istituzionali (cit. in: Programma, 2016, p. 108).

 

Fonti Secondarie

Programma del candidato sindaco (2011) Giuliano Pisapia e delle liste che lo sostengono, mag www.pisapiaxmilano.com/wp-content/uploads/2011/04/programma-coalizione.pdf

Programma del candidato sindaco (2016) Giuseppe Sala e delle liste che lo sostengono, Milano ogni giorno ogni ora, giu www.beppesala.it/wp-content/uploads/2016/03/programma-beppe-sala-complet...

Franco L., (2015) Bilancio partecipativo a Milano, dalla mobilità alla scuola: scelgono i cittadini, Il Fatto quotidiano, 11 nov www.ilfattoquotidiano.it/2015/11/11/bilancio-partecipativo-a-milano-dall...

Comune di Milano, (2016) Conto partecipo scelgo. Il primo bilancio parecipativo di Milano. Racconto di un'esperienza di attivismo civico, feb www.bilanciopartecipativomilano.it/wp-content/uploads/2016/05/BBPM_docum...

Comune di Milano, (2016) Conto partecipo scelgo. Documento informativo: cos'è il bilancio, come si svolge il percorso e tutto ciò che occorre sapere per partecipare attivamente www.bilanciopartecipativomilano.it/wp-content/uploads/2015/06/documentoi...

Rai News, (2016) Eletto il candidato sindaco del centrosinistra per le amministrative di Milano, 7 feb www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Milano-primarie-del-centrosinistra-Sa...

Delibere comunali:

[d.1] Delibera di Giunta, n° 2088 del 24/10/14 - Progetto pilota per il bilancio partecipativo > link copia

[d.2] Determina dirigenziale, Settore Gare Beni e Servizi, Prot. Rif. 2683 del 25/5/15, Appalto n. 01/2015 - Affidamento del servizio sviluppo e realizzazione del bilancio partecipativo [...] > link copia

[d.3] Determina dirigenziale, Direzione centrale pianificazione bilancio e controlli, Prov. n°2346 del 1/10/15, Integrazione degli strumenti di comunicazione del bilancio partecipativo [...] > link copia

[#d.4] Comune di Pieve Emanuele, BP 2005, Attività e linee guida, 2005 > http://www.lapei.it/public/books/Percorsi/CD/10_pieveemanuele/10A-attivi... > link copia

Links

Conto partecipo scelgo, il bilancio partecipativo del Comune di Milano > http://www.bilanciopartecipativomilano.it [ril. 14/01/17] 

Giuliano Pisapia sindaco x Milano - Il vento cambia davvero > http://www.pisapiaxmilano.com [ril. 14/01/17] 

Case Data

Overview

General Issue(s): 

Location

Geolocation: 
City council various venues 20121 Milan
Italy
IT

History

Start Date: 
Tuesday, June 30, 2015
End Date: 
Monday, November 30, 2015
Ongoing: 
No
Number of Meeting Days: 
70.00

Process

Facilitation?: 
Yes
Other: Facilitation: 
in a minor number of cases some DIY meetings were organized by peer facilitators
Facetoface, Online or Both: 
Face-to-Face
Type of Interaction among Participants: 
Other: Interaction among Participants: 
design workshop
Method of Communication with Audience: 

Organizers

Who paid for the project or initiative?: 
Comune di Milano [Milan City Council]
Who was primarily responsible for organizing the initiative?: 
Type of Organizing Entity: 
Who else supported the initiative? : 
ARCI e ACLI (2 of the major Italian NGOs)
Types of Supporting Entities: 

Resources

Total Budget: 
US$214 000.00
Average Annual Budget: 
[no data entered]
Number of Full-Time Staff: 
[no data entered]
Number of Part-Time Staff: 
8
Staff Type: 
professionals
Number of Volunteers: 
[no data entered]

Discussions

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