Ecomuseo del paesaggio dell’Appennino faentino [Ecomuseum of Faenza Apennines landscape]

Ecomuseo del paesaggio dell’Appennino faentino [Ecomuseum of Faenza Apennines landscape]

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Problemi e scopi

Oggetto del processo è la condivisione di un patto di collaborazione (definizione di: obiettivi, criteri, azioni, strumenti, ruoli e responsabilità) per l’implementazione e lo sviluppo dell’Ecomuseo del paesaggio dell’Appennino faentino. Obiettivi generali: 

  1. sostenere la comunità nel suo essere parte attiva di una proposta per un nuovo modello di sviluppo del territorio centrato sulla promozione del turismo sostenibile, sulla salvaguardia delle tradizioni locali, sulla valorizzazione dei patrimoni identitari (ecomuseo); 
  2. valorizzare le realtà organizzate attive nel campo dell’educazione, della cultura, della tutela ambientale, dello sviluppo sostenibile, della promozione del territorio;
  3. diffondere la conoscenza del territorio e lo sviluppo del senso di appartenenza nelle popolazioni locali; 
  4. promuovere le eccellenze ambientali e culturali fornendo ai cittadini gli strumenti per “conoscere e interpretare” il significato della sostenibilità ambientale e sociale (Link 2).

Risultati specifici: 

“Redazione dell’“atlante” del patrimonio della comunità di Riolo Terme, un contenitore di informazioni, documenti, immagini che riguardano il territorio e il suo patrimonio, uno strumento che non solo si configura come specchio di conoscenza del territorio e della sua identità, ma diventa anche punto di riferimento per lo sviluppo sul territorio riolese di attività caratterizzanti l’Ecomuseo” (Atlantide, 2017, p. 7)

“Costituzione e attivazione di più gruppi di cittadini attivi coinvolti nel dare sostanza all’Ecomuseo e nel essere partecipi del suo sviluppo” (Ib.). 

 

Storia e geografia

“Riolo Terme è una città termale di poco più di 5.700 abitanti. Il territorio riolese fa parte della Comunità Montana dell'Appennino Faentino della regione agraria del “Collina del Senio e del Lamone” e del Parco della Vena del gesso Romagnola. La città si trova a pochi chilometri dalla via Emilia, tra Imola e Faenza, è immersa nel verde dell’Appennino che dalla Romagna già digrada verso la Toscana. Riolo Terme ha le sue principali attrattive nelle ricchezze storiche, ambientali,enogastronomiche e soprattutto nelle sue preziose acque termali le cui proprietà erano già rinomate in epoca romana. Il centro, raccolto attorno alla Rocca trecentesca perfettamente conservata, offre le suggestioni di un agglomerato nato dentro le mura, anticamente a difesa dell’abitato. [...] Il giornalista della BBC Derek Wilson così descrive in un suo articolo Riolo Terme: “un paesaggio che non ho visto in altre parti d’Italia e che ho scoperto con piacevole sorpresa ed anche una leggera inquietudine per la bellezza primordiale dei calanchi, delle imponenti stratificazioni della Vena dei Gessi e quelle scavate dal Senio che ricordano la creazione del mondo e che danno una sensazione di forza ed allo stesso tempo di grande pace e tranquillità. Ma questa non è che una delle tante contraddizioni che rivela questa terra. Ad esempio? Una forte presenza di torri e rocche medievali che ricordano un passato di guerra, e contemporaneamente un senso di serenità e di quiete. Come la possente Rocca di Riolo e le mura, dall’alto delle quali si gode uno splendido paesaggio, che a sua volta rivela il grande lavoro dell’uomo in un rapporto di non conflittualità con la natura, ma la campagnia rivela anche un passato di grandi fatiche che lasciano intuire una cucina forte. E invece scopri piatti leggeri e raffinati, grazie all’uso di erbe aromatiche, piatti accompagnati dalla spiegazione degli ingredienti e della preparazione, come ho visto fare solo in certi paesi orientali” (Ib., p. 4-5). 

I primi passi verso l’Ecomuseo. 

“Nell’ottobre 2006 è nato, a Riolo Terme, il Museo del Paesaggio dell’Appennino faentino, ospitato all’interno di quello che è forse l’elemento che, per eccellenza, rende Riolo riconoscibile da tutti: la sua Rocca. Il Museo è un importante centro di studi, scoperte e attività in evoluzione continua, un Museo del Territorio e al tempo stesso punto informativo, di documentazione, conservazione e valorizzazione della memoria storica del luogo. È un Museo del tempo e dello spazio: del tempo perché la struttura, in quanto testimonianza di un periodo storico, è in grado di rievocare il Medioevo, trasmettendone emozioni e conoscenza; dello spazio perché rappresenta il territorio nel suo insieme, un bene da conservare e da comunicare, con tutte le espressioni e i segni del lavoro sedimentati nei secoli. Dal 2010 è “Museo di Qualità”, ossia museo riconosciuto dalla Regione Emilia-Romagna in base agli standard e obiettivi di qualità ai sensi della L.R. 18/2000. Nel dicembre 2011 è stata inaugurata all’interno del Museo una sezione dedicata all’Arca della Memoria, un centro di documentazione dedicato al Parco della Vena del Gesso Romagnola (l’ambiente di maggiore pregio naturalistico del territorio dell’Appennino faentino). Si tratta di una raccolta dei ricordi di testimoni d'eccezione del territorio della Vena: i suoi abitanti. Da un'idea del professor Stefano Piastra (Professore associato presso l'Alma Mater Studiorum Università di Bologna, Dipartimento di Scienze dell'Educazione), da lui sviluppata assieme al regista Thomas Cicognani, è nata una banca dati di straordinario interesse documentale, storico, umano, che raccoglie i ricordi dei protagonisti della storia della Vena del Gesso. Momenti di vita quotidiana, lavori ormai scomparsi, tradizioni del passato, antiche leggende, grandi eventi della storia, raccontati dalla viva voce di chi li ha vissuti direttamente, per tenere viva la memoria di un passato non tanto remoto, ma apparentemente lontanissimo. Una banca dati informatizzata, per consultare i racconti integrali, ma anche per selezionarne parti in base a varie chiavi di interrogazione, per temi, toponimi, date, protagonisti. Un valido strumento per le ricerche scolastiche, ma anche un interessante possibilità di approfondimento per i visitatori e una forma di conservazione della memoria collettiva di una comunità, quella della Gente della Vena del Gesso. È evidente come l’istituzione del Museo del Paesaggio dell’Appennino faentino da un lato, e quella dell’Arca della Memoria dall’altro, costituiscano i primi passi verso la realizzazione di un vero e proprio Ecomuseo, inteso come “processo dinamico con il quale le comunità conservano, interpretano e valorizzano il proprio patrimonio in funzione dello sviluppo sostenibile” (Ib., p. 6). 

La tradizione politica di Riolo Terme. Dal dopoguerra è di sinistra (PCI) poi centrosinistra (PD). Nel programma elettorale del 2017, dopo aver ricordato la diffusione di sistemi di telecamere da ampliare ulteriormente, si parla di sicurezza partecipata che coinvolga i cittadini “in un sistema di allertamento [...] per costruire una rete di sicurezza urbana. Un progetto di controllo di vicinato in cui i cittadini che vivono vicini di casa, sono il fulcro di un sistema che, oltre che a formare una barriera a difesa delle abitazioni, può anche essere utile a creare una comunità più coesa e solidale” (Link 4), inoltre l’amministrazione ha sostenuto il Consiglio Comunale dei Ragazzi, un organismo attraverso il quale i ragazzi della comunità “hanno la possibilità concreta di partecipare ed intervenire nella vita politica e amministrativa” (Link 4).  

 

Soggetti promotori e finanziatori

Atlantide Soc. Coop. Sociale p.a. Onlus è il soggetto promotore principale e  richiedente ai fini del bando 2017 per il sostegno ai processi partecipativi, della Regione Emilia-Romagna. Atlantide una cooperativa costituita da 50 dipendenti, di cui 30 soci, laureati in discipline scientifiche e umanistiche, che dal 1990 si occupa di servizi nei settori dell’ambiente, dell’educazione, della cultura e del turismo (Link 3). La responsabile del processo partecipativo è la dott.sa Francesca Fabbrica project manager di Atlantide, responsabile del Museo del Paesaggio (Atlantide, 2017, p. 2-7). 

Arch. Monia Guarino (Ass.ne professionale Principi Attivi) é il curatore del processo partecipativo. 

Comune di Riolo Terme è il titolare della decisione, dei beni pubblici e del territorio su cui si svolge il processo (Ib., p. 1). 

Regione Emilia-Romagna, Tecnico di garanzia per la partecipazione. Costituito nel 2012 come struttura prevista dalla Legge regionale 3/10 è un ruolo in capo al Direttore Generale dell’Assemblea Legislativa della Regione. Lo staff è composto da 2 funzionari. Promuove le politiche della partecipazione regionali, la formazione e valuta la qualità dei progetti ex-ante, in itinere ed ex-post ai fini del bando regionale per l’assegnazione dei finanziamenti che per la sola certificazione. 

Soggetti finanziatori. Il costo totale del progetto, come da budget iniziale è di 15.000 Euro, la quota a carico di Atlantide è di 7.000 Euro, mentre il finanziamento richiesto alla Regione é per i restanti 8.000 Euro (Ib., p. 21-22). 

 

Selezione dei partecipanti

Staff di progetto è composto da la dott.sa Francesca Fabbrica (Project manager di Atlantide, resp.le Museo del paesaggio) come supervisione generale e relazioni con il soggetto decisore, la dott.sa Fabiana Succi (responsabile della comunicazione di Atlantide) con incarico di segreteria organizzativa del processo, comunicazione e promozione; la dott.sa Federica Malavolti (staff del Museo del paesaggio dell’Appennino faentino all’interno della Rocca di Riolo) con incarico di segreteria organizzativa, gestione logistica e segreteria di progetto; la dott.sa Elisa Stivari e il dott. Andrea Benassi come supporto tecnico-organizzativo, relazioni con il territorio/la comunità, approfondimento contenuti (Atlantide, 2017, p. 7-8). 

Curatore del percorso partecipativo, responsabile dello svolgimento, conduzione, facilitazione e reporting. Nel documento di progetto era ancora da individuare (Ib., p. 8) e non è riportato nè nella pagina web del processo (Link 1) né nel primo report (R.1). Da una richiesta inviata via email al responsabili non è stata ottenuta nessuna risposta, mentre il Tecnico di Garanzia regionale ha risposto che il curatore individuato è l'arch. Monia Guarino.

Accordo formale preliminare. Il bandi della Regione prevedono dei punteggi premianti, a fini della graduatoria per l’assegnazione dei finanziamenti. L’accordo formale è uno dei requisiti che permette di ottenere un punteggio aggiuntivo. Si tratta di un patto sottoscritto tra promotori, autorità titolari della decisione e attori che hanno manifestato interesse e l’impegno di collaborare, sostenere, partecipare al processo. In questo caso l’accordo è stato sottoscritto da: IF Imola Faenza Tourism Company s.c.a.r.l., Ente gestione per i Parchi e la Biodiversità della Romagna, Istituto Comprensivo G. Pascoli di Riolo Terme, Associazione turistica Pro Loco di Riolo Terme (Atlantide, 2017, p. 8-9). Erano inoltre elencati (Ib.) altri 19 soggetti che non avevano ancora sottoscritto l’accordo formale ma si dichiaravano già sollecitati/coinvolti e che dunque sarebbero stati convocati nel TdN (p.e. Circolo Arci Isola, Gart Gruppo d’arte, Gruppo Alpini, Ass.ne turistica Pro Loco Borgo Rivola, ecc.). 

Tavolo di negoziazione (TdN). Nella convocazione del 26/8/17 del primo TdN (del 1/9/17) compaiono tutti i soggetti che avevano sottoscritto l’accordo formale, ma solo quelli (C.1).

Mappatura. “Attraverso una specifica mappatura saranno individuati altri eventuali soggetti interessati, coinvolgendo gli stessi via mail e telefono per convocazione ad un primo incontro organizzato in una data concordata con gli stessi soggetti, in modo da conciliare le diverse esigenze. Si tratterà di momenti informativi e di scambio mirati nell’ambito di riunioni organizzate come focus group. Saranno direttamente invitate a partecipare tutte le associazioni di promozione culturale e turistica e di tutela ambientale presenti nel territorio e tutti coloro che appaiano, a qualunque titolo potenzialmente interessati” (Ib., p. 9). 

Campagna di pubblicizzazione. “Il processo sarà inoltre aperto a tutti i cittadini che desiderano partecipare attraverso una campagna di promozione condotta con l'utilizzo dei siti web di Atlantide e del Comune, dei social networks ufficiali, cartoline, locandine, articoli di giornale e con un incontro pubblico di illustrazione del progetto. I suddetti strumenti “mediati” saranno integrati con la collaborazione delle realtà locali ad oggi 10 sollecitate e con quanti manifestano progressivamente l’interesse ad essere parte del percorso. Un’attenzione particolare sarà posta al coinvolgimento dei soggetti fragili e vulnerabili (in particolare soggetti in solitudine con difficoltà economiche, persone diversamente abili, persone straniere) attraverso il contatto diretto, informale e conviviale, ove possibile e significativo” (Ib., p. 9-10). Infine risulta dal progetto la “definizione dell’immagine coordinata con la creazione di un logo specifico per il percorso” (Ib. p. 13) che nella pagina del sito non compare come non compare nessun logo. Solo nella pagina del gruppo Fb nell’intestazione c’è una scritta che ha un minimo di veste grafica ma non è definibile come logo (Link 6). 

Sito web di Atlantide (link 1). C’è una pagina statica dedicata con una breve descrizione del progetto, il link alla scheda del progetto, il link alla delibera di sospensione delle decisioni della Giunta (D.G. n. 62 del 22/5/17), una brevissima descrizione del TdN con il link alla prima convocazione del TdN, nessun resoconto dell’incontro, la descrizione del “Laboratorio pubblico” con l’elenco degli appuntamenti senza nessun tipo di materiale pubblicitario, solo dell’Assemblea pubblica di apertura (8/11/17) è disponibile il link alla sintesi della serata e il link al fotoreportage. Degli altri 7 appuntamenti non ci sono informazioni né di tipo pubblicitario né resoconti. A fondo pagina è presente un link alla scheda di adesione e il logo del sostegno della Regione E-R. 

Sito del Comune (link 5). Da una rapida ricognizione sul sito del Comune compare la pagina del Museo del paesaggio faentino in cui non sono nemmeno indicati gli orari di apertura al pubblico. L’assenza di un’informazione basica come gli orari di apertura, i numeri di telefono, e altre carenze - rilevate dopo una visita al museo - erano state segnalate via email il 19/2/2017. La pagina del comune non è cambiata (ril. 11/3/18).

Facebook @roccadiriolo La pagina è raggiungibile da un link posto in fondo alla pagina dedicata sul sito di Atlantide; sono stati rilevati 2 avvisi di eventi (workshop del 6/12/17 e del 17/1/18) dunque mancano gli altri 6 appuntamenti; non è quindi rilevato nessun avviso o post sul processo partecipativo (ril. 11/3/18). 

Gruppo FB (link 6). Il gruppo Facebook pubblico denominato “Ecomuseo del paesaggio dell’Appennino faentino” è stato creato da Francesca Fabbrica il 28/11/17. Esso é stato rilevato digitando il nome del processo nella casella di ricerca di FB. Non è indicato da nessuna parte. Gli eventi passati segnalati nel gruppo sono quelli dei workshop del 6/12/17 e del 17/1/18. I post iniziano il 28/11/17 con la presentazione del progetto e l’indicazione per trovare più informazioni alla pagina di Atlantide. Inoltre viene pubblicato un sondaggio con 5 risposte alla domanda “Che cosa rende Riolo Terme un luogo unico e diverso dagli altri?”. La risposta “Il suo paesaggio” è quella che raggiunge più voti (19), la rocca sforzesca (10), la storia del territorio e il suono delle acque (5), infine i prodotti agro-alimentari (3). Viene segnalato il workshop del 6/12/17 e viene segnalata l’apertura di un sondaggio in cui ci sarebbe stata “la cartolina cartacea in tutta Riolo, da compilare e portare nell'apposito raccoglitore in Comune” (Ib.). Il 30/11 viene segnata con una foto la scatola situata in Municipio, dove inserire le cartoline. IL 10/1 viene segnalato il workshop del 17/1. Il 14/1 viene data la notizia che stanno “elaborando le cartoline del sondaggio esplorativo: che cosa rende Riolo Terme un luogo unico e diverso dagli altri?”. Segue un post del 17/1/18 in cui si scrive “I lavori si stanno concludendo. Assemblea pubblica, proposta partecipata, ospite Ecomuseo delle valli di Argenta” con una foto in cui 5-6 persone sedute guardano una slide e un’altra persona la descrive. L’8/3/18 c’è un post in cui si dice “Prime passeggiate per far conoscere territorio ed Ecomuseo” con una foto in cui sono visualizzati degli inviti stampati per una passeggiata programmata per l’11/3 (Dentro le mura della Contea, passeggiata da corso Matteotti a piazza Mazzanti in occasione di: Da cortigiana a padrona di sé) ed una il 14/4/18 (La Contea dai Mille Colori: passeggiata dalla corte al podere in occasione di AGriolo 2018). Si specifica con il sostegno della Legge regionale E-R 3/2010 (Link 6). Viene inviato un post l’11/3/18 alle 14:30 che cita “Detto le mura della “contea”? Oggi alle ore 14:30 c.so Matteotti” con una foto che riprende la Rocca senza nessun individuo ripreso (ril. 11/3/18). Nel complesso non è stata rilevata nessuna interazione online a parte un commento di un utente che ha segnalato quanto sia importante ricordare la battaglia del Senio (10-11 aprile 1945). 

Materiale informativo. E’ stato possibile rilevare, attraverso il canale sopra descritto, l’esistenza di cartoline per il sondaggio ma non è data la cartolina nella sue parti, e le ultime cartoline di invito per le passeggiate. Nel progetto erano indicate anche locandine e lettere d’invito, “in forma cartacea da affiggere in tutto il territorio del Comune, che digitale da disseminare tramite i profili social dei principali influenzer” (Atlantide, 2017, p. 14). Era prevista la “predisposizione di una brochure informativa del percorso per presentare le tematiche oggetto del confronto (questioni in gioco)” (Ib.), “comunicati stampa sugli appuntamenti in previsione e su quelli realizzati” (Ib.), “creazione e gestione di una pagina Facebook per stimolare il confronto virtuale tra i cittadini che potranno in tal modo visualizzare in tempo reale foto e reportistica sugli eventi trascorsi del progetto, materiali e informazioni in aggiornamento sul progetto, news e brevi comunicati sugli appuntamenti appena realizzati” (Ib.). Non è dato, nella pagina del gruppo sopra descritto, nessun report e mancano quasi tutti gli appuntamenti. L’interazione è stata nulla (ril.   11/3/18).
Erano inoltre previsti “l’elaborazione calendario degli incontri - prima di ogni attività, documenti e schede di lavoro utili ai partecipanti per prepararsi alla discussione saranno pubblicati on line” (Ib., p. 14) e “la stesura di report e resoconti - un instant report sarà condiviso in esito ad ogni incontro (scelti tra i componenti del TdN i verbalizzatori), mentre un resoconto (report/foglio di giornale), più dettagliato sarà redatto dal curatore stesso e inviato via e-mail prima dell’incontro successivo per le opportune integrazioni/conferme da parte dei partecipanti. I resoconti saranno resi pubblici su web. Lo strumento del resoconto consente di organizzare i contributi emersi dal confronto affinché emerga la progressione verso i risultati attesi” (Ib.). 

A parte il primo report (R.1) tutti gli altri documenti dichiarati non sono presenti online (Link 1). 

 

Metodi e Strumenti

Tavolo di negoziazione (TdN). Il TdN è previsto dalla legge regionale 3/10 (art. 13), si tratta di un gruppo di discussione a cui accedono gli attori per discutere e raggiungere un accordo su un obiettivo comune. Per attori si intendono coloro in grado di mobilitare risorse (positivamente o negativamente) di vario tipo (culturali, economiche, politiche) su una determinata questione. 

L’obiettivo di un Tavolo di Negoziazione può essere di tre tipi:

  1. un accordo sul processo partecipativo relativo ad un problema/obiettivo politico comune. L’accordo appunto riguarda l'adesione o l'impegno a partecipare ad un percorso di discussione organizzato su un problema comune; 
  2. un accordo sull’obiettivo: in questo caso gli attori, oltre a condividere il processo, propongono diversi scenari sui quali gli stessi attori trovano una mediazione o un compromesso, selezionando un singolo scenario condiviso; in tal caso sarebbe preferibile fare anche un passaggio di verifica allargata con i cittadini attraverso degli strumenti che favoriscono una maggiore rappresentatività;
  3. un accordo sul conflitto: in questo caso gli attori propongono diversi scenari sui quali però non trovano concordia. Avendo però accettato il processo partecipativo/deliberativo, vengono coinvolti nella discussione con i cittadini e si impegnano ad accettare l’esito di tale percorso, attraverso strumenti di allargamento della rappresentatività. 

Focus group. Sono modalità molto comuni per riunire un gruppo di persone e avviare con loro una discussione attorno a un tema desiderato, grazie alla conduzione di un moderatore che è chiamato a stimolare la discussione e a verificare che tutti possano esprimere la propria opinione. Attraverso tale metodologia si possono raccogliere pareri diversi, stimolare un confronto tra posizioni diverse ed esplorare diversi punti di vista ovvero arrivare ad un accordo. Per facilitare la discussione si può fare ricorso all’utilizzo di post-it, che permettono a coloro che non sono a loro agio nel parlare in pubblico di esporre le proprie opinioni e a coloro che hanno difficoltà di sintesi di riflettere su quale sia il concetto fondamentale che vogliono esprimere. In genere i focus group ospitano 12-14 partecipanti. In questo caso, pur essendo presumibile dal primo report (R.1) 

Workshop (laboratori). Sono incontri facilitati, spesso partecipano anche tecnici della pubblica amministrazione ed esperti, prevedono di solito più appuntamenti. Sono finalizzati alla elaborazione in gruppo di progetti o indicazioni progettuali di vario tipo. Nel caso di laboratori sul paesaggio si utilizzano mappe, fogli, post-it e schede per inquadrare sotto vari aspetti luoghi, attività, e idee. In questo caso non sono date le modalità metodologiche e organizzative.

Bar camp adattato a questo caso, è un “incontro pubblico di presentazione del percorso e sviluppo argomentato delle questioni in gioco” (Atlantide, 2017, p. 15). 

Exhibit è un evento allestito come un’esposizione di progetti/opere/poster/casi studio in cui i partecipanti vengono coinvolti in valutazioni, impressioni, stimolati da ciò che vedono ed esperiscono. In questo caso, è dichiarato nel programma ma non ci sono report disponibili. In questo caso è un “incontro pubblico con altre realtà che hanno già intrapreso il percorso di costituzione dell’ecomuseo” (Ib., p. 15). 

Passeggiate sceniche (sopralluoghi partecipati con performance) è uno strumento per avvicinare i partecipanti al contesto e favorire interazioni informali con tecnici, progettisti, esperti sull’oggetto situato del processo. Per questo sono consigliate nelle fasi di apertura o di approfondimento di un percorso. In questo caso sono indicate nel progetto nelle fasi di apertura (Ib., p. 13) mentre di fatto sono state rilevate ben oltre l’assemblea finale che doveva sancire la chiusura del percorso (vedi sopra gruppo FB). 

 

Deliberazione, decisioni e interazione con il pubblico

L’avvio del percorso può essere fatto risalire alla convocazione del 1° incontro del TdN (C.1) del 26 agosto 2017. La chiusura da progetto era prevista per il 17 febbraio 2018, ma non sono disponibili resoconti per quella data. Inoltre sono state rilevate 2 passeggiate (11/3 e 14/4/18). 

Delle 7 iniziative dichiarate nella pagina dedicata (Link 1) di una soltanto è scaricabile il resoconto sintetico e un fotoreportage a mosaico dove con difficoltà è possibile distinguere 4 gruppi da 5 persone ciascuno che discutono e un tabellone con dei post-it. 

8/11/17 - Assemblea pubblica (apertura). Si presume che l’incontro sia stato organizzato in focus group, con un tema ciascuno: ecomuseo, atlante dei patrimoni, catalogo azioni-tipo (R.1). Ogni tema aveva diverse domande guida. Per esempio nel primo le domande erano: quale tema distintivo tratta? Quale nome lo caratterizza meglio? Quali sono i suoi confini culturali? Come si gestisce? Relativamente alle azioni tipo: p.e. cosa può fare il cittadino singolo? Cosa può fare la realtà privata? Cosa può fare il terzo settore e l’istituzione? Quale contributo specifico possono dare i cittadini di origine straniera? (il progetto infatti prevedeva anche azioni outreach nei confronti degli stranieri). Le risposte sono tutte molto sintetiche. Sull’ecomuseo: (p.e.) il nostro vissuto e il nostro vivere nel territorio; l’espressione della comunità locale, una forma di partecipazione; un aggregatore di contenuti; il punto di origine nell’educazione e fonte di memoria (Ib.). Sugli obiettivi: (p.e.) valorizzare le caratteristiche uniche del territorio; generare collaborazione; promuovere il territorio (dal punto di vista turistico ed agro-alimentare); creare spirito identitario e rafforzare il senso di appartenza; mantenere viva la storia di una cultura in evoluzione (Ib.); seguono la gestione: il cittadino è promotore/attore/destinatario; i dispositivi digitali (App, QrCode, bacheche web) sono validi strumenti promozionali; sugli attori: bambini e bambine; saggi (anziani); abitanti (autoctoni/forestieri); esercenti; gestori dell’ospitalità, ecc. (Ib.) un po’ tutti tranne portatori di handicap e stranieri/e. Infine chiudono la rassegna le azioni (o buoni propositi): cittadino (partecipare, tenere vivo il territorio, organizzare corsi e momenti di incontro, fasi portavoce, essere propositivo); la realtà privata (investire risorse materiali, economiche, culturali, ecc..); Terzo settore (favorire l’inclusione anche delle persone fragili e vulnerabili); varie categorie inclusi i forestieri (conoscere le tradizioni del posto e far conoscere agli abitanti le proprie); tutti: fare rete! Sulla destra compare un elenco di 7 gruppi di lavoro con vari nomi (p.e. #Riolesi Doc 2.0; Gocce di memoria, Sota e masciò) con 27 nomi di iscritti (4-5 per ogni gruppo).

Nella pagina del sito, dunque dopo l’assemblea pubblica del 8/11/17, segue un calendario di appuntamenti/iniziative (Link 1):

  • 8/11 al 20/11 - sondaggio esplorativo (identità)
  • 22/11, 6/12, 17/1 - 3 workshop, con gruppi di lavoro su: Atlante dei patrimoni; Catalogo delle azioni-tipo; Patto di collaborazione.
  • 6/1 sondaggio mirato (patrimoni e azioni-tipo)
  • 31/1 Exhibit (confronto con altri Ecomusei)
  • 17/2 Assemblea pubblica (chiusura)

Non sono menzionate le passeggiate che invece si trovano nella pagina del gruppo FB ma non in quella della Rocca di Riolo, né in quella di Atlantide, nè in quella del Comune.

Per nessuno dei suddetti appuntamenti esiste un avviso scaricabile né un report o resoconto dell’evento.

 

Influenza, risultati ed effetti

Da quanto si apprende dal sito e dai canali social attivati non è percepibile alcun processo prima ancora che dei risultati.

 

Analisi e lezioni apprese

Attinenza e coerenza del processo partecipativo con il procedimento. Non é possibile indicare alcuna coerenza.

Trasparenza e coerenza al progetto. Da quanto disponibile online non è possibile rintracciare alcuna trasparenza, per di più andrebbe verificata da chi di dovere (il Tecnico di garanzia regionale della partecipazione, che ha tra i propri compiti anche a valutazione in itinere ed ex-post dei progetti) una certa confusione del programma progettato, da quanto dichiarato a quanto effettivamente realizzato. 

Rappresentatività. Non è possibile farsi un’idea della rappresentatività, se non dai 27 nomi di persone che compaiono nel resoconto e che si presume abbiano partecipato all’assemblea pubblica dell’8/11/17 (R.1). Non sono date informazioni sui sondaggi.

Inclusività. Non sono date informazioni sulla tipologia dei partecipanti nemmeno per l’assemblea del 8/11/17, alcuni di essi sono soci/dipendenti della Coop. Atlantide (R.1). 

 

Fonti secondarie

Atlantide (2017), Ecomuseo del paesaggio dell’Appennino faentino Patto di collaborazione per un nuovo modello di sviluppo sostenibile del territorio, progetto, 29/5 > http://osservatoriopartecipazionerer.ervet.it/Upload/Upload/ATLANTIDE%20COOPERATIVA%20SOCIALE.pdf (ril. 11/3/18). 

 

Report e documenti

C.1 Atlantide, convocazione 1° incontro del TdN, 26/8/17 > http://www.atlantide.net/wp-content/uploads/2017/09/pRIOL1%C2%B0incontro-Convocazione.pdf (ril. 11/3/18). 

R.1 Foglio di sintesi 1, Ecomuseo del paesaggio dell’appennino faentino, http://www.atlantide.net/wp-content/uploads/2017/09/prioloFOGLIO-di-sintesi-1-8nov2017.pdf (ril. 11/3/18). 

 

Link

  1. Atlantide Soc. Coop. Sociale p.a. > Ecomuseo del paesaggio faentino - Patto di collaborazione per un nuovo modello di sviluppo sostenibile del territorio > http://www.atlantide.net/amaparco/ecomuseo-del-paesaggio-dellappennino-faentino-patto-collaborazione-un-modello-sviluppo-sostenibile-del-territorio/ (ril. 11/3/18). 
  2. Ervet - Regione E-R Partecipazione > Osservatorio della partecipazione > http://osservatoriopartecipazionerer.ervet.it/Scheda.aspx?4361736F4964%3d31313534 (ril. 11/3/18). 
  3. Atlantide Soc. Coop. Sociale p.a. > Chi siamo > http://www.atlantide.net/chi-siamo/ (ril. 11/3/18).  
  4. Centrosinistra per Riolo Terme, Alfonso Nicolardi, Elezioni comunali 11 giugno 2017, documento politico-programmatico > https://csxrioloterme.wordpress.com/programma/ (ril. 11/3/18). 
  5. Comune di Riolo Terme > Museo del paesaggio dell’Appennino faentino > http://www.comune.rioloterme.ra.it/Turismo/La-Rocca-sforzesca/Museo-del-paesaggio-dell-Appennino-faentino (ril. 11/3/18). 
  6. Facebook, gruppo pubblico > Ecomuseo del paesaggio dell’Appennino faentino > https://www.facebook.com/groups/933079353516714/about/ (ril. 11/3/18). 

 

 

Falldaten

Standort

Geolocation: 
Rocca di Riolo
Piazza Ivo Mazzanti
48025 Riolo Terme , RA
Italy
Ravenna IT

Verlauf

Anfangsdaten: 
Freitag, August 25, 2017
Enddatum: 
Freitag, Februar 16, 2018
Andauernd: 
Nein
Anzahl der Sitzungstage: 
7.00

Teilnehmer

Gesamtanzahl der Teilnehmer: 
27
Zielgruppe (Bevölkerungsgruppen): 
Rekrutierungsmethode: 

Prozess

Förderung?: 
Ja
Falls ja,waren sie ...: 
In Person, online oder beides: 
In Person
Art der Interaktion zwischen Teilnehmern: 
Entscheidungsmethode(n)?: 
[no data entered]
Falls abgestimmt wird...: 
[no data entered]
Zielgruppe: 
[no data entered]
Kommunikationsmethode mit dem Publikum: 
[no data entered]

Organisatoren

Wer hat das Projekt oder die Initiative bezahlt?: 
Regione Emilia-Romagna
Andere: Finanzierung: 
And co-founded by Coop. Atlantide
Wer war in erster Linie verantwortlich, um diese Initiative zu organisieren?: 
Wer hat die Initiative noch unterstützt?: 
Riolo Terme Town Council, Tecnico di garanzia Regione E-R

Ressourcen

Gesamtbudget: 
US$18 463.00
Durchschnittliches Jahresbudget: 
[no data entered]
Anzahl der Vollzeitmitarbeiter: 
[no data entered]
Anzahl der Teilzeitmitarbeiter: 
6
Art der Mitarbeiter: 
professionals
Anzahl der Freiwilligen: 
[no data entered]

Diskussionen

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