Il percorso partecipato per la pianificazione sostenibile dei Comuni di Calice Ligure e Rialto

Il percorso partecipato per la pianificazione sostenibile dei Comuni di Calice Ligure e Rialto

English
Other images: 

Problemi e Scopi

Il fine del "processo partecipato 2015 di Calice e Rialto" è quello di “definire azioni e progetti utili alla gestione e valorizzazione del territorio sulla base di un piano di sviluppo sostenibile condiviso” (EMA, 2015, p. 13).

Il progetto ha preso avvio il 17 giugno 2015 con la prima assemblea di presentazione pubblica e si è chiuso il 21 ottobre “con il raggiungimento degli obiettivi prefissati, i quali sono stati condivisi con la popolazione il giorno 8 novembre 2015 con l’incontro: mercato dei produttori locali - Chilometri zero in festa in Alta Val Pora, Calice e Rialto” (Ib.). Si tratta di un percorso promosso da un'iniziativa regionale nell'ambito di un progetto europeo di cooperazione transfrontaliera (ALCOTRA) in cui il capofila è la Regione Liguria (Ib., p.13) [1].

Storia e Geografia

Il Comune di Calice Ligure e Rialto si trovano nell'entroterra di Finale Ligure, in Provincia di Savona. Calice ha dal 1861 una popolazione stabile, che ha perso residenti soltanto in maniera relativamente lieve, poche centinaia, dal 1931 al 2001. Dal 2011, con 1683 e 1730 (2015) la quota è tornata ai livelli ottocenteschi. Gli stranieri sono il 2,38% al 2014. Rialto si trova in posizione più elevata (376 m. slm) e la popolazione invece qui ha subito un forte calo dal 1911 al 1961, attestandosi sui 566 abitanti, che sono 564 (2015). Nel sito comunale non ci sono informazioni su Giunta e Sindaco a parte i nomi. Dalla stampa emerge che la giunta attuale sia guidata da un gruppo nuovo "e indipendente da ogni vincolo con altre realtà precedentemente presenti nel paese" [2]. Il paese era stato guidato dal 2009 da liste civiche di centro-destra. Riconfermata nel 2014, nel febbraio 2016 moriva il sindaco, per cui sono state indette nuove elezioni nel giugno 2016. Ai tempi del processo era ancora attivo il sindaco Salvatore Paonessa. Nel comune di Rialto il sindaco Silvio Casanvoa è al secondo mandato dalle elezioni del 2013. Tra i punti del suo programma: dissesto idrogeologico, urbanistica, acquedetto, energie rinnovabili (è presente un impianto eolico con turbine di grossa taglia), valorizzazione del territorio, sentieristica, agricoltura e turismo. 

Per i due comuni coinvolti comunque è certo che "questa è stata la prima esperienza di processi partecipativi sul proprio territorio, anche se la cittadinanza è da sempre efficiente nell ambito della cittadinanza attiva: diverse le associazioni radicate sul territorio, l'organizzazione di eventi, incontri, o altre forme di partecipazione attiva alla vita del comune, ecc.. Nonostante questo, è sicuramente la prima volta che i cittadini di Calice Ligure e Rialto sono stati chiamati a discutere prima ed a decidere poi in maniera strutturata su questioni che hanno riguardato la gestione di azioni di sviluppo territoriale dei propri comuni (EMA; 2015, p. 13).

Soggetti Promotori e Finanziatori

Come è stato dichiarato nella Relazione finale, il progetto è stato promosso dalla Regione Liguria nell'ambito del programma INTERREG ALCOTRA di cooperazione transfrontaliera tra le province confinanti con la Francia e quelle francesi confinanti con il territorio italiano. La Fondazione CIMA (Centro Internazionale di Monitoraggio Ambientale) è un partner importante, impegnato nella ricerca nei campi della protezione civile, gestione del rischi, biodiversità ed ha sede nel Campus Universitario Savona. I due comuni di Calice Ligure e Rialto sono partner fondamentali ma non è chiaro il loro contributo finanziario al progetto, si presume che i finanziamenti siano regionali ma non sono state trovate dichiarazioni in merito. 

Selezione dei Partecipanti

"Visto che i comuni interessati non sono molto popolosi si è ritenuto opportuno non adottare tecniche di selezione e formazione del campione (es. estrazione a sorte, selezione dei delegati, ecc..), ma aprire i tavoli di discussione a tutti coloro che ritenessero opportuno partecipare, mediante inviti specifici a tutte le forme associative e produttive presenti sul territorio, e a tutta la cittadinanza. Complessivamente, il campione ha conteggiato, in 6 incontri,  57 presenze, con un picco massimo di 28 persone" al secondo incontro (Ema, 2015, p. 14).

"Con i numeri di partecipazione riscontrati è stato necessario domandarsi se il campione potesse rappresentare adeguatamente la popolazione del territorio dei comuni di Calice Ligure e Rialto. La rappresentatività è stata osservata secondo due dimensioni: la rappresentatività dei partecipanti agli incontri  e l'andamento di tali presenze nel corso dei sei incontri del processo partecipato (PP.) Appare evidente la scarsa rappresentatività del campione di partecipanti rispetto alla popolazione dei due comuni, in base alle variabili anagrafiche (genere, età e cittadinanza), tuttavia, analizzando la professionalità dei soggetti coinvolti si evidenzia una omogenea rappresentanza delle principali categorie che strutturano il tessuto produttivo e attivo dei territorio oggetto del processo; il campione è stato, pertanto, ritenuto rappresentativo" (Ib., pp. 13 - 14). Sono presenti anche 9 persone con un ruolo presso enti di rierca (sicuramente Fondazione CIMA ma non è precisato di chi si tratta) e 7 con un ruolo nella PA (sicuramente dei Comuni ineressati, ma non è precisato però di chi si tratta). "Inoltre, per prudenza, al fine di contrarre la scarsa rappresentanza di alcune categorie, si è pensato di raggiungere un numero maggiore di cittadini, mediante la somministrazione di questionari, allo scopo di indagare la coerenza con il territorio" (Ib.). 

Metodi e strumenti

Gruppi di discussione, talvolta chiamati "focus group" o "tavoli di discussione" come in questo caso. La discussione di gruppo è un metodo con una storia non tanto recente, risale all'antichità ed esiste in ogni civiltà basica, ma non è stato tra i primi strumenti ad essere utilizzati nella ricerca sociale. Le sue origini possono essere fatte risalire da diverse discipline a differenti autori. Tra i primi va ricordata l'opera sul comportamento della folla di Gustave Le Bon (Psychologie des Foules, 1895) ma tra i più significativi in materia di partecipazione democratica vanno ricordati in particolare, i capolavori di Mary Parker Follett (The New State, 1918; Creative Experience, 1924) dedicati al lavoro di gruppo e alle discussioni in gruppo come mezzo di emancipazione ed evoluzione sociale in chiave pragmatista. In seguito negli anni quaranta la teoria sulle dinamiche e sulle metodologie di gruppo si è ulteriormente sviluppata grazie all'opera di vari studiosi tra cui Wilfred Bion in psicanalisi, Kurt Lewin e Robert K. Merton in sociologia. Il gruppo di discussione ha molte varianti (da cui derivano molte denominazioni) che dipendono dalle modalità di conduzione, dagli scopi, dalla composizione, e dall'impiego di media per l'interazione tra cui quelli informatici. I gruppi favoriscono l'apprendimento reciproco e producono un risultato mediato, favoriscono l'emersione di nuove idee creative, sono efficienti (sfruttano la comunicazione non verbale e dopo un po' di tempo linguaggi di gruppo) e sono fondamentali nella divisione dei compiti su obiettivi condivisi e nella armonizzazione di progetti comuni. All'interno dei gruppi si possono usare vari strumenti di lavoro. Qui di seguito sono elencati quelli utilizzati nel caso in esame.

La SWOT analysis è uno schema di organizzazione dell'analisi di un oggetto, in questo caso il territorio in esame. SWOT significa Strenght, Weakness, Opportunities, Threats ossia inquadra l'analisi sotto i punti di forza (p.e. risorse interne al territorio); punti di debolezza (limiti del territorio, scarsità di risorse); opportunità (situazioni favorevoli, tendenze micro e macro) e minacce (fattori esterni e situazioni potenzialmente dannose, p.e. fenomeni climatici estremi). 

Le Mappe mentali sono forme di rappresentazione grafica del pensiero teorizzate dal cognitivista inglese Tony Buzan. Le mappe mentali seguono una strutturazione a ragnatela, partendo da un centro - il tema-concetto centrale - si dipanano verso i bordi del foglio, sistemando i concetti nello spazio e collegandoli tra loro.

Il Quadro logico è uno strumento fondamentale del project management per evitare che i propositi, i progetti, siano redatti in modo approssimativo, non siano definiti in modo chiaro e circostanziato gli obiettivi, siano indicati i risultati attesi, le attività da svolgere, tutte le cateogorie del progetto e tutti gli indicatori, fonti di verifica e ipotesi attinenti a ciascuna delle categorie.

Deliberation, Decisions, and Public Interaction

Il processo è stato articolato in tre fasi (EMA, Ib., pp. 15 - 16):

1- Introduzione al processo: analisi delle variabili del contesto di riferimento
2- Fase dialogica: avvio discussione, costruttiva e assistita sui bisogni e le opportunità, atta ad individuare e definire i bisogni e le opportunità del territorio;
3- Fase deliberativa: selezione delle proposte di progetti comuni di sviluppo del territorio da sottoporre ai soggetti competenti per l’attuazione.

 

La fase di introduzione al processo è stata caratterizzata da tre momenti distinti (Ib., p. 17): 

1.1 La presentazione del percorso che si doveva intraprendere nel primo incontro partecipato, durante il quale si è fatto riferimento ai principi di partecipazione e agli steps che si dovevano percorrere per ottenere gli obiettivi prefissati. 

1.2 L'attività di divulgazione delle informazioni mediante il forum digitale realizzato ad hoc denominato Progettazione Partecipata Calice e Rialto (link 2), sul quale sono stati divulgati i report degli incontri e sono stati stimolati i partecipanti alla discussione a fornire i propri pareri sulle necessità, le problematiche e i progetti da portare in discussione (l'attività capillare di diffusione delle informazioni durante la somministrazione di schede e questionari a tutta la cittadinanza effettuata nei punti strategici dei comuni interessati).

1.3 L’analisi delle variabili del contesto di riferimento. Nel secondo incontro i partecipanti sono stati suddivisi in tavoli di lavoro ed hanno elaborato un’analisi SWOT al fine di ridurre la complessità territoriale secondo i quattro fattori: punti di Forza (risorsa interna al territorio), di Debolezza (limitazione interna al territorio), Opportunità (situazione favorevole) e Minacce (situazione sfavorevole).

I conduttori hanno prodotto una tabella (vedi tab. SWOT > link) in cui in rosso sono indicati i punti espressi da tutti i tavoli, in verde indicati da 2 tavoli e in nero da un solo tavolo.

La discussione ha fatto poi emergere un elenco di indicazioni, “che sono state considerate come elementi di partenza per avviare una progettazione sul territorio” (Ib., p. 20). Tra le indicazioni emerse, partendo dalla prima in elenco: attivare una rete di produzione e vendita dei prodotti del bosco; valorizzazione delle produzioni locali sui mercati esteri; sviluppare un marchio per i prodotti tipici; fare gruppo per il raggiungimento di un obiettivo comune; adeguato sfruttamento di strutture già esistenti come il vivaio e i capannoni abbandonati, riportandoli all’uso; possibilità di sviluppare lo sfruttamento della legna come combustibile dando vita ad una centrale a biomassa; adeguato sviluppo della rete dei sentieri esistente; ecc.. (Ib., p. 20).

 

2. Con la fase dialogica si è voluto "sottolineare che in questa parte del processo è stata fornita la centralità al dialogo, al confronto discorsivo e strutturato dei partecipanti. Un confronto appunto fondato su argomentazioni esposte in maniera orale, all’interno di gruppi di lavoro in cui discute un ristretto numero di persone, dentro i quali vengono proposte metodologie che permettono non solo il dialogo costruttivo e creativo, ma che facilitano principalmente l’emergere delle idee, punti di vista, opportunità e conoscenze di cui ogni persona è portatrice. Questo ovviamente non significa che solo in questa parte si sia concentrato il dialogo, che è invece è stato un elemento comune di tutto il percorso.In questa fase, in cui si sono alternati momenti di dialogo in sessione plenaria e in tavoli di lavoro è stato possibile inquadrare e realizzare una mappa concettuale delle opportunità e dei bisogni che ha preso origine dalla discussione sui punti dell’analisi SWOT prodotto della fase introduttiva del processo. Nel dettaglio mediante una discussione plenaria sono stati ripresi i punti della SWOT e presentati ed integrati dai soggetti che li avevano individuati durante la fase precedente, questo ha permesso di condividere collegialmente i punti individuati e ragionare per arrivare ad una sintesi condivisa sui quali fossero i temi principali su cui ancorare lo studio dei problemi e dei bisogni" (Ib. p. 20). 

Tutti i soggetti presenti hanno condiviso ed accettato i 4 punti di seguito riportati (Ib., p. 20):

- Conoscenza del territorio.
- Sentieristica.
- Valorizzazione dei prodotti locali.
- Cambiamento di mentalità.

 

In quattro tavoli di gruppo poi i partecipanti sono stati chiamati ad individuare per ciascun tema, i bisogni e i problemi connessi al punto analizzato adottando la logica delle Mappe mentali (Mind Maps). Tale metodologia ha permesso di (Ib., p. 21):

  • individuare attraverso il dibattito i bisogni, problemi e opportunità del territorio;
  • inquadrare i bisogni, i problemi e le opportunità, per definire una cornice all’interno della quale collocare un quadro progettuale capace di soddisfare i bisogni, affrontare i problemi e cogliere le opportunità;
  • fare in modo che i partecipanti al progetto possono discutere costruttivamente e in maniera
  • assistita sui bisogni e le opportunità in funzione delle proprie percezioni;
  • identificare dei luoghi significativi del territorio rappresentativi di specifici bisogni e
  • opportunità.

Ogni gruppo ha discusso una mappa mentale per ciascun tema, posizionando al centro della mappa il tema di interesse e connettendo a questo i bisogni individuati e quando previsto i problemi relativi a ciascun bisogno (esempio di mappa mentale > link) (p. 21). 

Ogni mappa poi è servita per costruire una mappa concettuale d’insieme con i quattro temi focali e i relativi collegamenti (p. 23). 

“Sulla base delle informazioni condivise i partecipanti sono stati invitati a presentare le proprie idee progettuali relative alle azioni da attuare sul territorio per raggiungere gli obiettivi prefissati, progetti che hanno avuto l’opportunità di maturare durante la fase dialogica. In questo processo, è stato condiviso che la proposta progettuale dovesse essere definita mediante uno schema logico di eventi che sia capace di portarci dal problema (definiti e strutturati mediante le mappe concettuali) alla soluzione (azioni di progetto). Per far questo è stato utile, anche se di difficile comprensione iniziale, l’adozione di uno strumento che prende il nome di matrice del Quadro logico che altro non è che una tabella in cui ordinare le cose che si intende realizzare, secondo vari criteri logici e rispettando alcuni vincoli pensati per rendere trasparente il progetto” (p. 24).

I progetti sono stati discussi dai partecipanti suddivisi per i tre tavoli di discussione, ciascun tavolo ha sviluppato diverse idee progettuali dopodichè i progetti sono stati discussi anche in sede plenaria attribuendo a ciascun tavolo, che aveva individuato un presentatore, 30 minuti per poter spiegare a tutti i componenti del gruppo partecipativo i progetti. [...] Inoltre, alcuni progetti sono pervenuti nel quadro della discussione mediante la pubblicazione sul forum online aperto nel sito del progetto (link 2), il quale ha permesso anche una discussione virtuale. Tuttavia, per evitare il motivo di esclusione informatica tutti i progetti sono stati riportati sui report degli incontri e resi disponibili a tutti i soggetti partecipanti. Una volta presentate le idee progettuali è iniziata la discussione, con l’obiettivo di far emergere le impressioni suscitate, gli aspetti positivi o negativi le aspettative e sorprese, ed eventuali soddisfazioni. All’interno dei tavoli i dibattiti sono entrati velocemente nel concreto e hanno fornito spunti utili ad affinare le idee progettuali, spunti e adattamenti che poi sono stati discussi e condivisi in sessione plenaria (Ib., p.24).  Del lavoro dei gruppi emerge un’intensa fase dialogica con obiettivi diversificati. Il primo gruppo si è focalizzato su meta-obiettivi, sulla possibilità cioè di creare un’infrastruttura informativa capace di assistere lo sviluppo sui  vari progetti, dalla loro elaborazione alla realizzazione.

Ad esempio si ritiene prioritario (Ib., p. 25): la realizzazione di una banca dati ed eventuali nuove rilevazioni di dati; sviluppo del wi-fi; realizzazione di un Info Point fisico (che potrebbe essere svolto da un’edicola, una tabaccheria dotati di terminale, che potrebbe essere usato anche per raccogliere informazioni sui turisti analizzando i siti web visitati) che sul web (portale aggiornato dove vengono presentate le diverse strutture e iniziative del territorio); un sistema di trasporti (p.e. navette) per raggiungere le diverse zone del territorio senza mezzo privato.

Il gruppo 2 si è concentrato invece sulla governance dell’organo gestionale che deve essere in grado di valorizzare il territorio, mediante l’attivazione dei progetti. L’organo dovrebbe essere a carattere pubblico-privato con capofila i due comuni di Calice e Rialto e dovrebbe disporre di esperti nei vari settori necessari alla realizzazione dei diversi progetti. Sono stati elaborati 11 progetti a priorità variabile. I primi riguardano la nascita del nuovo organismo, la sua sede presso la nuova struttura comunale e le sue infrastrutture di comunicazione e servizi connessi al turismo e alla gestione dei sentieri. Il secondo gruppo di progetti comprende: prodotti a km zero, frantoio/laboratorio polivalente/punto vendita, progetti di valorizzazione dei prodotti forestali e la biodiversità; infine il terzo gruppo di progetti con minore priorità riguardano la viabilità rurale e la sentieristica (Ib., p. 25).

Il gruppo 3 ha focalizzato l’attenzione sul rafforzamento degli elementi emersi negli altri gruppi. Il gruppo fa emergere con forza che l’economia è legata alla terra e tutto il resto viene di conseguenza. “E’ importante puntare sul cambio di mentalità e occorre attivare un processo lento e graduale di crescita” (p. 26). Nello specifico elenca progetti del tutto simili ai precedenti, oltre a un “progetto prodotti” con: la creazione di un marchio; censimento produttori, prodotti e caratteristiche; individuare un prodotto identitario; censimento terreni allo scopo di riunire gli appezzamenti più piccoli e creare accordi con i proprietari; creare un centro di raccolta e distribuzione della legna; sviluppo di gruppi d’acquisto; sviluppo servizio di consegna a domicilio; organizzare visite scolastiche nelle aziende; organizzare corsi di coltivazione e corsi culturali; promozione dei prodotti online ed eventi. Vi sono inoltre un “progetto ospitalità” con censimenti strutture e clientela, sviluppo di sharing economy lavoro-ospitalità (tipo Work-away, Helpx, Woofers); wi-fi gratuito per gli ospiti; e un “progetto sentieri” che prevede un rilievo dello stato di fatto della sentieristica; creazione di bike park per ritrovo e soste dei ciclisti con strutture di servizio; controllo e pulizia dei sentieri; differenziare le informazioni sui sentieri per tipologia di utenza (camminatori, ciclisti, cacciatori, cavalli) (Ib., p.27). 

 

3. Nella fase deliberativa i partecipanti sono stati invitati a valutare le idee progettuali e convergere verso una linea di azione comune e condivisa. Dalle valutazioni emerse nei piccoli gruppi di lavoro durante gli ultimi incontri in programma, si è passati ad una validazione allargata con la distribuzione di un questionario strutturato alla popolazione, “che ha sostanzialmente confermato quanto emerso nei gruppi di lavoro” (p. 29). L’elaborazione di tutte le informazioni acquisite ha portato al successivo accorpamento e alla revisione di idee progettuali in soluzioni più aderenti alle indicazioni fornite dai tavoli (p. 29). Non ci sono però informazioni relative alla distribuzione, somministrazione ed ai risultati del questionario. 

“Dai tavoli di lavoro è stata fortemente confermata la volontà di realizzare una “Consulta Intercomunale” che dovrà essere di carattere pubblico-privato, quindi capace di coinvolgere gli attori pubblici e privati locali, fra cui i due comuni che hanno partecipato al processo partecipativo Calice Ligure e Rialto, la Fondazione Cima, Coldiretti, az. agricole, strutture ricettive, professionisti, cittadini, ecc..” (p. 30). 

Come forma di governance leggera, in itinere, la “consulta” dovrà avere una forma “libera” aperta a tutti gli attori locali, che possono accedere e portare il loro bagaglio di conoscenze, interessi e idee al fine di indirizzare lo sviluppo dei progetti territoriali. Per il momento, i partecipanti al PP congelano la possibilità di imbrigliare il gruppo di discussione all’interno di una forma giuridica codificata dall’ordinamento giuridico, tuttavia si ritiene fondamentale monitorare il quadro di azione a livello regionale al fine di individuare la forma giuridica più adeguata al perseguimento dello sviluppo locale che possa adattarsi alla dinamicità della “consulta”.

La “consulta” dovrà avere il ruolo di incubatore di idee, dal quale dovranno scaturire le idee, e i gruppi locali (es. imprenditori di una certa filiera e comuni, gruppi di ricerca e imprenditori , ecc..) che svilupperanno e porteranno avanti i progetti perseguendo obiettivi e fini condivisi nella “consulta”. I progetti che dovranno maturare nell’incubatore potranno avere genesi in funzione di bandi specifici, project financing, volontà imprenditoriali o di ricerca. I partecipanti al PP sottolineano la necessità di un soggetto coordinatore e garante che sia in grado di strutturare le azioni della “consulta” e da più voci viene indicata la Fondazione Cima quale soggetto capace di animare le attività della stessa, monitorare i bandi a cui partecipare e individuare i tempi e i modi di operare. Viene evidenziata la necessità di un impegno diretto da parte dei comuni nella “consulta” per la messa a disposizione di strutture, informazioni e know how locale, inoltre i comuni dovranno fornire la propria disponibilità a supportare lo sviluppo della “consulta”con le risorse disponibili (p. 30). Ne emerge una cornice sulla quale impostare un patto di collaborazione cittadini e amministrazioni. Per la “consulta” vengono individuati i seguenti obiettivi specifici (Ib., p. 30):

  1. l'attività costante di cooperazione e collaborazione finalizzata a perseguire strategie di sviluppo incrementando le relazioni e i rapporti fra le parti, in un’ottica di sviluppo sostenibile, programmazione, pianificazione e gestione del territorio condivisa;
  2. la presentazione di progetti a valere su finanziamenti pubblici, project financing, volontà imprenditoriali o di ricerca, che saranno predisposti nella forma indicata dai vari bandi e per l'occasione sarà formalizzata una partneship tra i soggetti che manifesteranno la volontà di  costituirsi;
  3. l'implementazione del processo partecipativo locale in un'ottica di miglioramento della qualità della vita in senso ampio specificatamente riferita agli ambiti di sviluppo economico, turistico, agro-silvo-pastorale che caratterizzano il territorio. 

Dal processo quindi emergono precise linee di sviluppo della “Consulta” che fanno maturare una Carta della Consulta Intercomunale che è stata sottoscritta dai partecipanti e ha dato avvio alle attività della stessa . Dai tavoli di lavoro è emersa la necessità di costituire anche una associazione di scopo al fine di realizzare un soggetto giuridicamente riconosciuto e che possa avere la capacità di rispondere correttamente e tempestivamente a esigenze di sviluppo progettuale. Il processo ha prodotto lo statuto dell’associazione di scopo che si basa ovviamente sui principi della “Consulta” e su quanto emerso durante tutto il percorso partecipativo (Ib. p. 30). Attraverso il sito è possibile reperire i documenti allegati alla Relazione finale, come la Carta della Consulta e lo Statuto dell'associazione di scopo. 

Un’ulteriore progetto validato dal processo "prevede la realizzazione di una filiera agricola che coinvolga direttamente gli agricoltori, una struttura polifunzionale di trasformazione, confezionamento e commercializzazione. Questo progetto rappresenta un input pratico, un primo embrione che può maturare all’interno della “Consulta” ed essere sviluppato, mediante l’attivazione di un tavolo tecnico dall’associazione di scopo" (Ib., p. 31). 

Influenza, risultati ed effetti

Il risultato ha prodotto una Consulta Intercomunale che è si è attivata subito con la festa mercato dei produttori locali - Chilometri zero in festa in Alta Val Pora, Calice e Rialto, del 28 novembre 2015 [3]. Inoltre, sempre grazie all'organizzazione della Consulta Intercomunale è stato realizzato l'evento festa sportiva della 5a Tappa Stage Race del 22 giugno 2016, una importante competizione che si svolge in mountain bike e di corsa con un centinaio di atleti per una settimana sul percorso dell'Alta Via dei Monti Liguri [4].

Relativamente al progetto di una filiera agricola locale "all’interno del processo sono comunque già emerse le volontà di aderire [...] da parte di alcuni agricoltori cosi come la volontà del comune di Rialto ad individuare gli spazi per la realizzazione delle struttura polifunzionale (Ib., p. 31).

Infine, il processo "ha permesso di raggiungere anche quegli obiettivi, che possono essere definiti immateriali, ma che non per questo devono essere considerati meno importanti, quali l’accrescimento delle competenze e aumento della partecipazione dei cittadini nell’ambito territoriale, una maggiore consapevolezza dell’amministrazione delle problematiche del territorio che amministra" (Ib., p. 32). 

Analisi e lezioni apprese

Il processo, in particolare nella sua fase dialogica e deliberativa, ha dato la possibilità alla comunità di costruire un progetto condiviso ben impostato. Le amministrazioni tuttavia sono carenti nella cura dei propri siti web che pare gestiscano al minimo, quindi non è possibile trarre conclusioni sulla continuità che è stata data al progetto. Pare che la consulta non abbia ancora attivato una piattaforma online propria o un sistema informativo dedicato. Nelle realtà remote talvolta la rete internet non è diffusa o è poco veloce ed è comprensibile come gli aggiornamenti online lascino a desiderare. Mancano anche tutti i dati relativi al sondaggio allargato realizzato tramite questionario. Si teme che senza ulteriori aggiornamenti sullo stato di avanzamento del progetto e sulle attività della Consulta che magari dovrebbe provvedere ad una sua modalità autonoma di comunicazione, questo progetto tenda a deperire. 

Fonti secondarie

EMA (2105), Relazione finale processo partecipato per lo sviluppo sostenibile di Calice e Rialto > http://progettarecalicerialto.altervista.org/wp-content/uploads/2015/11/... (ril. 7/3/2017) > link copia

Link 

1. Progetto UE ALCOTRA > http://www.interreg-alcotra.eu/it 

2. Progettazione Partecipata Calice e Rialto > http://progettarecalicerialto.altervista.org

 

Note

[1] Si tratta del progetto Alcotra, presente solo con il logo nella intestazione della Relazione finale, ma non se ne parla in altre parti del blog dedicato al progetto, né nella Relazione finale. Nessuna risposta è stata ancora ricevuta dai curatori del progetto, contattati via e-mail. Nessuna risposta alla query "alcotra" sul sito del comune di Calice. Il progetto Alcotra "Alpi latine cooperazione transfrontaliera" è un programma UE INTERREG, finanziato dal FESR (Fondo europeo di sviluppo regionale) che interessa varie province e dipartimenti francesi in non risulta l'area della Provincia di Savona (dove si trovano i due comuni), sebbene attigua. Il programma si occupa di cooperazione su progetti transfrontalieri, trasferimenti di innovazione, dedicati alla qualità della vita, allo sviluppo sostenibile inclusivo (link 1). 

[2] La Stampa Savona, Comunali ecco la lista guidata da Comi, 18/5/2016, http://www.lastampa.it/2016/05/18/edizioni/savona/elezioni-ecco-la-lista...

[3] Evento km zero in festa in Alta Val Pora, Domenica, Rialto, 8/11/2015 > http://www.cimafoundation.org/km-zero-in-festa-in-alta-val-pora/

[4] 5a Tappa Stage Race - Traversata della Liguria, 22/6/2016 > http://www.cimafoundation.org/stage-race-liguria/ 

Case Data

Location

Geolocation: 
Comune di Rialto
via Melogno 34
17020 Rialto
Italy
IT

Purpose

Other: Intended Purpose(s): 
sustain community initiative to manage community project and commons

History

Start Date: 
Tuesday, June 16, 2015
End Date: 
Tuesday, October 20, 2015
Ongoing: 
No
Number of Meeting Days: 
7.00

Process

Facilitation?: 
Yes
If yes, were they ...: 
Facetoface, Online or Both: 
Face-to-Face
Online
Type of Interaction among Participants: 
If voting...: 
[no data entered]
Method of Communication with Audience: 
Other: Method of Communication with Audience: 
local farmers market fair

Organizers

Who paid for the project or initiative?: 
Regione Liguria
Who was primarily responsible for organizing the initiative?: 
Type of Organizing Entity: 
Who else supported the initiative? : 
Fondazione CIMA (Savona)
Types of Supporting Entities: 

Resources

Total Budget: 
[no data entered]
Average Annual Budget: 
[no data entered]
Number of Full-Time Staff: 
[no data entered]
Number of Part-Time Staff: 
1
Staff Type: 
professionals
Number of Volunteers: 
[no data entered]

Discussions

No discussions have been started yet.