PACC Abruzzo - Piano di Adattamento ai Cambiamenti Climatici della Regione Abruzzo [Climate change adaptation plan of Abruzzo Region]

PACC Abruzzo - Piano di Adattamento ai Cambiamenti Climatici della Regione Abruzzo [Climate change adaptation plan of Abruzzo Region]

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Problemi e scopi

Di fronte alla sfida dei cambiamenti climatici, le azioni da intraprendere vanno dal contrasto alle cause dell'innalzamento della temperatura globale, alla predisposizione di piani di adattamento che minimizzino gli impatti e sostengano le capacità resilienti dei territori. Seguendo l'urgenza di predisporre a livello nazionale, regionale e locale piani di adattamento ai cambiamenti climatici, più volte affermata dall'Unione Europea che ne chiede l'integrazione nelle politiche pubbliche e di pianificazione territoriale, e in continuità con le azioni intraprese nell'ambito della COP21 di Parigi, la Regione Abruzzo, in collaborazione con CDCA e Climalia, ha avviato il progetto PACC Abruzzo - Piano di Adattamento ai Cambiamenti Climatici della Regione Abruzzo (Link 1).

Il progetto PACC Abruzzo ha come primo impegno la formulazione di un profilo climatico della Regione Abruzzo dal quale poi sviluppare un piano di adattamento specifico per la Regione.

Per la formulazione di un piano di adattamento che sia efficace è assolutamente indispensabile il coinvolgimento delle varie parti interessate. Il PACC Abruzzo intende assicurare, a tal fine, un processo attivo di partecipazione degli stakeholder. Il loro coinvolgimento, infatti, garantirà l'identificazione di capacità resilienti al fine di favorire la loro sistematizzazione nella futura strategia (Link 1). 

Le finalità generali del processo che contribuiscono in diversa misura alla strategia di adattamento sono:

  • fornire informazioni;
  • condividere gli obiettivi;
  • rilevare le percezioni relative ai rischi climatici;
  • mappare la resilienza, raccogliendo esperienze per classificare le capacità esistenti sul territorio;
  • integrare le esigenze e le priorità;
  • promuovere l’allargamento, attraverso il coinvolgimento di realtà contigue o affini agli attori inizialmente individuati (Di Pierri, 2017a).

Storia e geografia

L’Abruzzo è una regione dell’Italia centrale di 1.317.000 abitanti. Il territorio abruzzese, a causa delle sue caratteristiche geografiche, è una delle regioni dell'intero territorio italiano con la più alta vulnerabilità ai cambiamenti climatici. Ciò è dovuto al fatto che la regione è caratterizzata dalla più alta diversità climatica dell'Italia peninsulare (Link 1). 

Il governo della Regione, dopo gli anni novanta, è stato caratterizzato da un’alternanza a ritmo regolare di centrodestra e centrosinistra. Attualmente il presidente della Regione è Luciano D’Alfonso, che nelle elezioni regionali del giugno 2014, con un ampio schieramento (PD, 3 liste civiche, Centro Democratico, SEL, IdV, PSI) vince con 319.591 voti (il 46,2%) sul presidente uscente Giovanni Chiodi (FI, NCD, FdI). Il Centrodestra ne esce sconfitto con 95.000 voti in meno rispetto al 2008. Emerge anche il M5S che ottiene 147.716 voti (21,38%) e 6 seggi in Consiglio al pari del centrodestra. Nel programma di D’Alfonso, "partecipazione" è un termine che ha un posto importante.

“Oggi la Regione Abruzzo non è trasparente. Non consente ai cittadini di vedere [...] ciò che accade al suo interno, come vengono prese le decisioni, come viene utilizzato il denaro pubblico. Mancano [...] gli strumenti di innovazione digitale per consentire ai cittadini di accedere liberamente a informazioni, dati, servizi attraverso la rete. La Regione Abruzzo non è aperta. Non è possibile per i cittadini e le loro associazioni concorrere ai processi decisionali attraverso percorsi di consultazione e partecipazione, a cominciare dai temi più sentiti come la sanità, i trasporti, le politiche ambientali e territoriali; non è possibile partecipare al monitoraggio [...] dei risultati amministrativi e del rispetto degli obiettivi di governo; non è possibile contribuire attivamente alla cura dei beni comuni attraverso forme di cittadinanza attiva. Senza trasparenza e partecipazione crescono la discrezionalità, l’arbitrio, la capacità di influenza dei gruppi di interesse prevale sulla garanzia dei diritti e degli interessi di tutti, aumenta il rischio quotidiano di abusi di potere, corruzione e illegalità. Proprio in ragione di tale necessità, vanno quindi previsti sia nuovi ed efficaci strumenti di democrazia partecipativa, volti a coinvolgere i cittadini nelle scelte fondamentali da intraprendere, [...] e a dar corpo all’obbligo dei rappresentanti di rendere conto delle proprie decisioni, nonché di essere responsabili dei risultati conseguiti. Noi vogliamo restituire ai cittadini la loro Regione e lo faremo avviando nei primi sei mesi di governo una rivoluzione amministrativa e legislativa fondata su una nuova Legge per promuovere la trasparenza della pubblica amministrazione [...], per offrire ai cittadini la possibilità di controllare direttamente ogni passaggio della vita amministrativa, a partire dalle scelte di bilancio. Vorremmo concepire un bilancio partecipato, [...], in cui il cittadino dialoga con l’Ente e decide [...] le politiche da intraprendere (è noto il caso di Porto Allegre)” (D’Alfonso, 2014, p.8). 

Sebbene nel programma si parli ovviamente di ambiente e tutela, risorse rinnovabili, eccetera, non si pone la questione del cambiamento climatico. Nella Delibera di Giunta, n. 308 del 29 aprile 2015, con cui viene approvato il progetto “Abruzzo regione resiliente: realizzazione del PACC", è possibile rintracciare alcune tappe relative a questo interessamento. Nella delibera viene “dato atto” che la Regione studia da oltre 10 anni gli effetti dei cambiamenti climatici sul territorio regionale, che con D.G. 1382 del 29/12/04 era stato avviato un progetto di fattibilità per la valutazione della vulnerabilità e degli impatti delle variazioni climatiche sulla regione ed ipotesi di adattamento affidato ad ENEA. Inoltre con D.G. 412 del 26/4/2006 la Regione aderiva all’associazione “Alleanza per il clima”, confermando la propria inclinazione a porre in essere azioni e studi sul tema. Si fa poi riferimento alla Strategia Nazionale del Ministero dell’Ambiente del marzo 2015 così come le indicazioni della piattaforma Climate-ADAPT e della Strategia per l’adattamento ai cambiamenti climatici della Commissione Europea del 2013 (D.G. 

Infine, viene presa visione del documento programmatico presentato dall’assessore competente in materia ambientale Mario Mazzocca e del parere favorevole del Direttore del Dipartimento Opere pubbliche, Governo del territorio e Politiche ambientali, sulla legittimità e regolarità del provvedimento, attestante che lo stesso non comporta direttamente oneri a carico del bilancio regionale (D.G. 308/2015).  Nella Delibera viene approvato anche il cronoprogramma del processo di costruzione del PACC. Esso prevedeva la Conferenza di lancio del processo partecipativo nel giugno 2015, lo svolgimento della prima fase con le conferenze settoriali tra il settembre e il novembre 2015, da gennaio a marzo 2016 un altra prima fase del processo partecipativo con conferenze per amministratori pubblici su aree geografiche omogenee (costa, montagna, urbana). La presentazione del Documento Strategico regionale tra aprile e maggio 2016 e una conseguente Consultazione pubblica online. Nel maggio 2016 sarebbe partita l’elaborazione del PACC con una seconda fase del processo partecipativo, in sessioni tematiche (per settore, p.e. agricoltura, turismo, ecc.). Nel settembre 2016 si sarebbe avviata l’elaborazione del Piano Economico del PACC e una terza fase del processo partecipativo con focus group sui rischi e i fenomeni estremi (ondate di calore, rischio idraulico, dissesto idrogeologico, erosione costiera). Infine ci sarebbe stata la presentazione finale del PACC con il relativo Piano economico che dopo un mese di consultazione pubblica sarebbe stato adottato nel maggio 2017 (D.G. 308/2015). Come vedremo, il cronoprogramma non è stato rispettato.

 

Soggetti promotori e finanziatori

Regione Abruzzo, Presidenza della Regione, Assessore Mario Mazzocca, Dipartimento opere pubbliche, governo del territorio, politiche ambientali, Servizio politiche energetiche, qualità dell’aria. 

CDCA - Centro di Documentazione sui Conflitti Ambientali, con sede a Roma, nasce come progetto dell’Associazione A Sud, con l’obiettivo di indagare e divulgare cause e conseguenze dei conflitti generati dallo sfruttamento delle risorse naturali e dei beni comuni, nel mondo. Ha una sede regionale anche a Rocca San Giovanni, in provincia di Chieti (Abruzzo). Ha curato le fasi partecipative e la redazione dei documenti del PACC. 

Climalia SrL, è una società di consulenza italiana che fornisce supporto specializzato sull’adattamento ai cambiamenti climatici e la resilienza sistemica, con servizi di consulenza e progettazione per aziende e amministrazioni pubbliche. Ha curato assieme a CDCA la facilitazione e contribuito alla redazione dei testi. 

 

Selezione dei partecipanti

Si è cercato di coinvolgere gli attori regionali dapprima con una conferenza di lancio che si è tenuta a Pescara il 17 dicembre 2015 dalle 9:30 alle 18:00 presso il Dipartimento di Architettura dell’Università G. D’Annunzio. L’iniziativa è stata promossa con locandine (disponibili online), ma non vengono fornite ulteriori informazioni sulla campagna di pubblicizzazione (Link 1). All’incontro, oltre ai soggetti promotori, erano presenti l’ANCI Abruzzo, AGENA (Agenzia per l’Energia e l’Ambiente), Comune di Vasto, Riserva Naturale Lago di Penne, Università dell’Aquila (Dip. Ingegneria Civile) e Università di Pescara (Dip. Architettura), CEA (Il riccio e la Castagna), CEA Coop. il Bosso (turismo esperienziale educativo), Coop. Linea Verde (agenzia itinerari turistici naturalistici), Posidonia SrL (Lavori in mare e ricerca scientifica), inoltre ha partecipato la direttrice della Direzione Generale Politiche Agricole della Regione Molise, nell’ottica di avviare un percorso condiviso finalizzato a ottimizzare e concertare gli sforzi di entrambe le regioni (Di Pierri et al., 2015).

Dopodiché, due anni più tardi, sono stati organizzati incontri chiamati “conferenze di settore”, poi “incontri partecipativi”, che sono state/i distribuite/i sul territorio:

  • Vulnerabilità climatica e Valle Peligna, 22/9/17 ore 17:30, Sulmona (Aquila);
  • Vulnerabilità climatica e zona costiera, 6/10/17 ore 17:30, Vasto (Chieti);
  • Città metropolitana e cambiamenti climatici, 20/10/17 ore 14:00-16:00, Pescara;
  • Eventi estremi, 27/10/17 ore 17:30, Teramo;
  • Cambiamenti climatici e effetti sul territorio, 23/11/17 ore 17:30, L’Aquila. 

Non sono date le modalità di pubblicizzazione e non è dato il numero e la natura dei partecipanti, probabilmente i report non sono ancora stati redatti (ril., 21/2/18).

 

Metodi e Strumenti

Focus group. Il metodo del focus group permette di riunire un gruppo di persone e avviare con loro una discussione attorno a un tema desiderato, grazie alla conduzione di un facilitatore che è chiamato a stimolare la discussione e a verificare che tutti possano esprimere la propria opinione. Attraverso tale metodologia si possono raccogliere pareri diversi, stimolare un confronto ed esplorare diversi punti di vista ovvero arrivare ad un accordo. Per facilitare la discussione si può fare ricorso all’utilizzo di post-it, che permettono a coloro che non sono a loro agio nel parlare in pubblico di esporre le proprie opinioni e a coloro che hanno difficoltà di sintesi di riflettere su quale sia il concetto fondamentale che vogliono esprimere. Nel caso in esame (è disponibile solo il report relativo al focus group che si è tenuto dopo la conferenza di lancio, ma nella stessa giornata) 3 gruppi di lavoro (composti da autorità e attori) hanno utilizzato la Matrice delle Capacità di Resilienza e sono stati orientati da domande chiave (p.e. definizione del concetto di resilienza) e discussioni con esperti, utilizzato la tabella shock e stress e li hanno mappati su una carta geografica fisica della regione (Di Pierri, 2015, p). 

Matrice delle Capacità di Resilienza (vedi figura nelle immagini allegate). Si tratta di una mappa circolare suddivisa in 4 macro-ambiti disposti a settori convergenti verso il centro della mappa: 1) Leadership e strategia, 2) salute e benessere, 3) Economia e società, 4) Infrastrutture e ambiente. Ogni ambito è poi suddiviso in 3 temi: p.e. per il primo ambito sono indicati: 1.a Promuove leadership e management efficace; 1.b Coinvolge una vasta gamma di parti interessate; 1.c Promuove una pianificazione a lungo termine e integrata (Di Pierri, 2015). I partecipanti sono invitati a inserirsi dentro la mappa e fornire le proprie valutazioni. 

La tabella shock e stress è una matrice a doppia entrata. Su un piano cartesiano abbiamo: Impatto lieve e grave, poco e molto frequente. Viene utilizzata per identificare e ordinare la magnitudo e le priorità dei rischi. La carta geografica offre poi la possibilità di localizzare le aree più vulnerabili individuate. 

 

Deliberazione, decisioni e interazione con il pubblico

Conferenza di lancio. Tra mare e montagna. 17 dicembre 2015, 9:30 / 18:00, Università G. D’Annunzio, Pescara. Il processo partecipativo parte con la conferenza di presentazione della strategia. Fino alle 13:30 si tengono 6 interventi di rappresentanti di istituzioni, università, ordine architetti sotto il titolo “Saluti Istituzionali”. Seguono 10 interventi specialistici di esperti (p.e. D. Gaudioso, ISPRA, Rischi e vulnerabilità al cambiamento climatico; D.E.I. Spano, Assessore Ambiente Regione Sardegna, Il ruolo delle regioni per la resilienza ai cambiamenti climatici). 

Dopo la pausa pranzo si tengono i tavoli di lavoro che da programma dovevano essere 4, mentre saranno 3 (Di Pierri, 2015). L’introduzione e la facilitazione dei 3 gruppi è stata curata dai tre promotori (Regione, CDCA e Climalia). Dai report dei 3 focus group (Ib.), emerge che i rappresentanti degli attori partecipanti hanno iniziato l’attività posizionando il proprio ruolo nella Matrice delle Capacità di Resilienza (vedi metodi e strumenti), coprendo tutti i 4 ambiti, con una maggiore presenza nel settore “Leadership e strategia” e in quello “Infrastrutture e ambiente”. Si è chiesto poi agli attori di dare una definizione di resilienza (delle risposte non viene data memoria) che è seguita ad una discussione guidata dall’esperto di resilienza P. Pellizzaro (Climalia). Si è giunti così alla definizione condivisa che intende come resilienza, “la capacità dei sistemi integrati ecologici ed umani, di assorbire un disturbo e di riorganizzarsi mentre ha luogo il cambiamento, garantendo però il mantenimento della vitalità delle funzioni e delle strutture del sistema stesso” (Ib). 

Ciascun gruppo poi ha posizionato shock e stress (un elenco era già disponibile) nella tabella a doppia entrata (vedi metodi e strumenti). Ai vari fenomeni sono stati assegnati dei punteggi (da 1 a 3) per l’intensità dell’impatto e la sua frequenza. Dall’elenco in ordine di priorità/gravità emerge che i più critici sono: I) piogge intense ed erosione costiera, II) acidificazione dei mari e alluvioni, III) siccità; seguono infrastrutture obsolete, innalzamento dei mari, carenza idrica, incendi boschivi, scioglimento nevi, minore biodiversità, ondate di calore. Inoltre sono stati introdotti fenomeni non elencati: dissesto idrogeologico, consumo di suolo, innalzamento quota innevata, qualità aria, degrado urbano/carenza di verde, integrazione sociale, sovrappopolazione animale (Ib). Infine sono stati localizzati i fenomeni in una mappa geografico-fisica della regione. L’intero territorio risulta affetto da piogge intense, eccessivo consumo di suolo e infrastrutture obsolete. 

La costa è interessata dall’erosione, acidificazione marina e innalzamento dei mari, dalla rarefazione della biodiversità e da carenza ciclica di risorse idriche, oltre che le aree interne della Marsica. I fenomeni alluvionali interessano maggiormente la costa settentrionale e le province di Teramo e Pescara, gli incendi le zone del Chietino e del Vastese, mentre la scarsa qualità dell’aria interessa l’area metropolitana di Pescara. Tutti queste informazioni serviranno poi a produrre il Profilo Climatico Regionale e a preparare dunque le successive fasi partecipative. 

Incontri partecipativi (n. 5). Settembre/novembre 2017.

Dal dicembre 2015 le attività ripartono due anni più tardi. Probabilmente questo ritardo è dovuto - ironia della sorte - proprio ai fenomeni nevosi estremi che si sono tenuti nell’inverno del 2016 in Italia centrale e in particolare in Abruzzo, che poi hanno generato disagi gravi o addirittura disastri; il più noto è quello causato dalla valanga che ha investito l’albergo di Rigopiano, una frazione di Farindola nella montagna pescarese, con 29 morti, 11 feriti e 11 sopravvissuti, tra cui 9 estratti dalle macerie (18/1/2017). 

Il 22 settembre 2017, due anni dopo, riprende il processo con 5 incontri partecipativi, che si tengono nelle principali città della regione (vedi sopra, selezione dei partecipanti).

Ogni incontro è stato programmato con una locandina/volantino in cui si descrive il tema, il programma e i focus tematici. Nel primo incontro di Sulmona, ad esempio, i focus group riguardano: minore piovosità, surriscaldamento, inversione termica, rischio incendi. 

L’ultimo, che si è tenuto all’Aquila, il 23/11/17, nella sede della Regione, i gruppi si focalizzano su: temperature estreme, conseguenze biogeografiche, effetti sul patrimonio naturale (Link 1). Degli incontri, ad oggi (ril. 20/2/18) non sono disponibili report o altre informazioni (Link 1). 

 

Influenza, risultati ed effetti

Il processo dovrebbe essere terminato ma non sono ancora disponibili i resoconti degli ultimi incontri partecipativi. Non è possibile ancora cogliere quale contributo abbia dato il processo al PACC (ril. 20/2/18).

 

Analisi e lezioni apprese

Si premette che quanto realizzato e sommariamente programmato nelle Linee Guida (Di Pierri, 2017a) corrisponde solo in minima parte al cronoprogramma presente nella D.G. 308/2015. I tempi di svolgimento sono completamente disattesi, gli strumenti adottati sono diversi e la consultazione online inesistente. Inoltre nella stessa D.G. si dichiara che il processo non avrebbe comportato costi diretti per l’amministrazione così rimane da comprendere se gli incarichi affidati a CDCA e Climalia SrL sono a titolo gratuito. 

La reportistica è essenziale, la trasparenza è carente sotto i seguenti aspetti: incongruenze tra linee guida (Di Pierri, 2017a) e incontri partecipativi. Nelle linee guida si parlava di Conferenze di settore (agricoltura, turismo costiero, turismo montano, eccetera) mentre nel programma (Link 1) i 5 incontri partecipativi hanno temi più generali. Assenza di spiegazioni relativi ai tempi di svolgimento del processo ed ai suoi lunghi periodi di stasi. Assenza di informazioni sulle modalità di reclutamento degli attori e pubblicizzazione degli eventi partecipativi. Assenza inspiegabile e non spiegata delle associazioni ambientaliste all’evento di lancio del 2015. Da tutto questo si deduce una carente condivisione del processo con gli attori stessi. Dalle linee guida (Di Pierri, 2017a) inoltre emerge che il processo si conclude con 5 incontri multi-attore, senza prevedere ulteriori strumenti di allargamento della rappresentatività degli esiti conclusivi. 

 

Fonti secondarie

Di Pierri, M. (2017a, a cura di), Regione Abruzzo, PACC, Linee guida, 9/2 > https://www.regione.abruzzo.it/system/files/energia/pacc/lineeguida.pdf (ril., 20/2/18). 

Di Pierri, M. et al. (2015), Report dei gruppi di lavoro, PACC, Coinvolgimento degli stakeholder, percezione del rischio e mappatura buone pratiche per la stesura del profilo climatico, 17/12 > https://www.regione.abruzzo.it/sites/default/files/energia/PAAC/REPORT.pdf (ril., 20/2/18). 

D’Alfonso, L. (2014), Programma elettorale del candidato presidente alla Regione Abruzzo > http://docplayer.it/9870451-Programma-elettorale-del-candidato-presidente-alla-regione-abruzzo-luciano-d-alfonso-2014-2019.html (ril., 21/2/18).

 

Delibere

Regione Abruzzo, Giunta Regionale, deliberazione n. 308 del 29/4/2015 > http://leggi.regione.abruzzo.it/asp/redirectApprofondimenti.asp?pdfDoc=delibereRegionali/docs/delibere/DGR308-2015.pdf (ril., 21/2/18).

 

Link

  1. Regione Abruzzo, PACC Abruzzo: resilienza e politiche di adattamento ai cambiamenti climatici > https://www.regione.abruzzo.it/content/pacc-abruzzo-resilienza-e-politiche-di-adattamento-ai-cambiamenti-climatici (ril., 20/2/18). 

 

 

Case Data

Location

Geolocation: 
Regione Abruzzo, several venues
via Leonardo da Vinci, 6
67100 L'Aquila , AQ
Italy
L'Aquila IT

Purpose

What was the intended purpose?: 

History

Start Date: 
Wednesday, December 16, 2015
End Date: 
[no data entered]
Ongoing: 
[no data entered]
Number of Meeting Days: 
6.00

Process

Methods: 
Facilitation?: 
Yes
If yes, were they ...: 
Facetoface, Online or Both: 
Face-to-Face
Type of Interaction among Participants: 
Decision Method(s)?: 
If voting...: 
[no data entered]
Method of Communication with Audience: 

Organizers

Who paid for the project or initiative?: 
Regione Abruzzo
Who was primarily responsible for organizing the initiative?: 
Other: Organizing Entity: 
Climalia SrL
Who else supported the initiative? : 
Fedarene (European Federation of Agencies and Regions for Energy and Environment)
Other: Supporting Entities: 
Università G. D'Annunzio Pescara

Resources

Total Budget: 
[no data entered]
Average Annual Budget: 
[no data entered]
Number of Full-Time Staff: 
[no data entered]
Number of Part-Time Staff: 
4
Staff Type: 
professionals
Number of Volunteers: 
[no data entered]

Discussions

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