Piano di tutela delle acque Valle d'Aosta [Regional Waters Protection Plan of Aosta Valley]

Piano di tutela delle acque Valle d'Aosta [Regional Waters Protection Plan of Aosta Valley]

English
Problemi e scopi

Il Piano di tutela delle acque (PTA) trova il suo riferimento normativo nella Direttiva Quadro sulle Acque (Dir. 2000/60/CE), recepita dal D. lgs. 152/2006. Il suo obiettivo è la protezione integrata delle acque superficiali interne, costiere e sotterranee. E’ uno strumento di scala intermedia, regionale, ed è sottoposto al Piano di gestione di distretto idrografico, che in questo caso, per la Valle d’Aosta, è il Piano di gestione del Po.

Tali piani sono stati dunque redatti e approvati a partire dalla metà degli anni duemila e devono essere sottoposti ad un processo di revisione e aggiornamento periodico; il Piano di gestione del bacino del Po come il Piano di gestione del rischio di alluvione del Po sono stati revisionati dal 2012 al 2015. Essi predispongono il quadro e gli indicatori per la progettazione del livello regionale, perciò per il primo Piano di gestione delle acque della Valle d’Aosta (PTA), approvato nel 2006, è stato avviato il processo di revisione nell’ottobre 2015, con DGR 1436 del 9/10/15. 

 

Storia e geografia

La Valle d’Aosta è una regione autonoma a statuto speciale. E’ la più piccola d’Italia, sia come popolazione (126.687) sia come superficie (3.263 Kmq) e le popolazioni alpine che la abitano hanno diverse tradizioni linguistiche e culturali.

Le forze politiche che la governano sono gruppi o partiti di ispirazione regionalista i cui nomi stessi - (p.e. Union Valdôtaine e Union Valdôtaine Progressiste) - sono in francese, ma sono presenti anche le forze politiche nazionali.

Le modalità delle procedure di pianificazione non sono determinate tanto dalla politica locale quanto piuttosto dalla introduzione della Valutazione Ambientale Strategica nei procedimenti di pianificazione con la legge regionale 12/2009 [1].

Fino ad ora non si sono registrate, in Valle d’Aosta, particolari esperienze di percorsi organizzati di discussione pubblica. Nello stesso programma di governo il concetto di partecipazione non compare [2]. Però, i partiti principali, Union Valdôtaine e l’Union Valdôtaine Progressiste provengono da una storia di resistenza al fascismo e al centralismo statale e si rifanno ai principi della Dichiarazione di Chivasso, un documento partigiano scritto il 19 dicembre 1943, ispirato al federalismo, al regionalismo e alla democrazia locale [3]. Rimane dunque da approfondire che tipo di radicamento nelle popolazioni alpine hanno tali partiti/movimenti oggi e come viene gestita una eventuale partecipazione pubblica, probabilmente più informale e non inter(net)mediata. 

L’efficiente gestione delle acque è un tema presente nel programma di governo ma solo nel documento tecnico la stessa dichiara che “l’amministrazione regionale, consapevole dell’importanza della pianificazione partecipata per la gestione concertata di un bene comune così vitale come l’acqua, ha avviato nel mese di aprile 2016, parallelamente alle attività di elaborazione dei dati e a integrazione di queste, il processo di partecipazione pubblica” (Regione, 2017, p. 4). 

 

Soggetti promotori e finanziatori

Il processo di pianificazione è stato promosso e sostenuto dalla Giunta Regionale, in particolare è curato dal Dipartimento programmazione, difesa del suolo e risorse idriche, facente capo all’Assessorato Opere Pubbliche, Difesa del suolo e Edilizia Residenziale e Pubblica; il suo coordinatore è l’ing. Raffaele Rocco e la coordinatrice del processo di partecipazione pubblica è un funzionario regionale, la dott.ssa Eliana Arletti. Non sono disponibili informazioni sui costi del processo di partecipazione. 

 

Metodi e strumenti

Forum è diventato un termine generico per definire, come in questo caso, degli incontri pubblici con presentazioni programmate (che coprono la gran parte del tempo dedicato all’evento) con alcuni interventi non programmati da parte del pubblico presente, nel poco tempo che rimane prima della conclusione. 

 

Incontri bilaterali si intendono degli incontri con attori, portatori di interesse, raggruppati per singola categoria (associazioni ambientaliste, consorzi fondiari, produttori di energia, strutture amministrative regionali, comuni), ossia la bilateralità consiste nel dialogo tra la struttura organizzatrice del processo (il Dipartimento programmazione, difesa suolo e risorse idriche della Regione) e i rappresentanti delle varie sigle che possono essere ricondotte alle categorie individuate. 

 

I tavoli tecnici partecipati sono incontri multi-attore in cui si definiscono provvedimenti tecnici e si verificano i documenti con le parti maggiormente competenti e coinvolte. I partecipanti in questo caso vanno dalle 15 alle 40 persone. Per la maggior parte le presenze sono di funzionari tecnici della Regione o dell’ARPA.

 

Selezione dei partecipanti

Non è stato adottato un metodo specifico di selezione dei partecipanti. Il processo è partito con l’apertura di apposite pagine web (link 1) e un “primo forum di consultazione pubblica” (8/4/16), un venerdì mattina ad Aosta, in una sala del Palazzo Regionale. 

La pubblicità dell’incontro e dei successivi, da quel che emerge dalle rassegna stampa presenti sulle pagine web, è stata limitata a testate di informazione online come Aostanews24.it, Aostaoggi.it, Regioni.it [4]. Dalle informazioni disponibili online, si possono visualizzare delle locandine relative agli incontri ma non è esplicitato un piano di diffusione, né altre modalità di comunicazione (manifesti, annunci radiotelevisivi). 

Ai vari incontri riservati agli attori (associazioni ambientaliste, i Consorzi di miglioramento fondiario, i rappresentanti dei produttori di energia elettrica, gli assessorati e le strutture amministrative regionali, i sindaci dei comuni) la presenza è stata completa e più ampia, mentre agli incontri aperti al pubblico generale si nota una scarsa affluenza; si presume che gli inviti siano stati mirati e diretti tramite indirizzari regionali. 

Agli incontri erano quasi sempre presenti anche diversi funzionari tecnici di ARPA Valle d’Aosta. Sempre presenti come conduttori a tutti gli incontri i coordinatori del Dipartimento programmazione, Rocco e Arletti. Non risultano mai presenti le cariche politiche regionali elettive. I media regionali hanno prodotto un servizio televisivo (TG3 regionale) e pubblicato interviste e comunicati stampa (testate online).

 

Deliberazione, decisioni e interazione con il pubblico

Il processo secondo gli organizzatori si è articolato attraverso tre strumenti: informazione, consultazione e partecipazione (link 1 - Partecipazione). Nella pratica si tratta di un percorso molto lungo, avviato con il “I forum di partecipazione pubblica” in data 8/4/16 che si concluderà nel giugno 2018, secondo il calendario disponibile online (link 1 - Calendario). 

Nel primo forum (37 partecipanti) si è presentato il percorso e le varie tematiche che si sarebbero affrontate nel piano (la condivisione del quadro informativo, la mappatura dei corpi idrici, delle pressioni e degli impatti); infine, sono state presentate le pagine web dedicate al percorso. I due lunghi interventi dei tecnici ARPA hanno provveduto a fornire un primo quadro conoscitivo sullo stato dei corpi idrici, sulla rete di monitoraggio, sulle analisi e le fonti informative disponibili. Sul sito sono disponibili le riprese video dell’incontro e una rassegna stampa.

Nei mesi successivi fino a luglio 2016 si sono svolti 9 “incontri bilaterali”, con i raggruppamenti di singole categorie di attori, sempre in giorni feriali nel tardo pomeriggio, presso la sala riunioni del Dipartimento programmazione della Regione. 

4 incontri si sono tenuti con 5 associazioni ambientaliste (Legambiente, Valle Virtuosa, C.A.I. VdA, Movimento per la decrescita felice,  ATTAC) ; 1 incontro con i rappresentanti dei Consorzi di miglioramento fondiario (Fédération des Coopératives Valdôtaines); 2 incontri con i produttori di energia elettrica (Confindustria VdA, Alga/Euriver, Coop. Forza e Luce di Aosta, CVA SpA, Deval SpA, Eaux Valdôtaines, Flli Ronc s.r.l); 1 incontro con le strutture amministrative regionali (7 soggetti tra dipartimenti, strutture e agenzie regionali); 1 incontro con i sindaci della regione (non risulta un numero precisato di sindaci e sebbene sia riportato l’Assessorato opere pubbliche non è indicato chi lo rappresentasse all’incontro). Nel complesso a questi incontri hanno partecipato 80 persone. Gli argomenti affrontanti sono stati molti, ogni gruppo si è concentrato sugli aspetti maggiormente attinenti ai propri interessi (p.e. depurazione, prelievi per irrigazione, efficienza acquedotti, sfruttamento idroelettrico e riqualificazione ambientale per il primo gruppo; il Deflusso Minimo Vitale nell’uso irriguo, i co-utilizzo delle acque derivate - irriguo e idroelettrico - e il recupero dei costi per i servizi forniti agli utenti dal consorzio per il secondo attore; rilascio concessioni di impianto, Deflusso Minimo Vitale per l’idroelettrico, incentivi, interventi di mitigazione per il terzo gruppo; coordinamento nel coinvolgimento delle strutture per il quarto; uso pubblico e privato delle acque derivate, uso termale, minerale e potabile e l’innevamento artificiale per i comuni. Il gruppo ambientalisti e il gruppo imprese hanno anche redatto un proprio documento congiunto, scaricabile dalla pagine dedicate (link 1 - Incontri bilaterali). 

Gli attori che hanno partecipato alla fase precedente sono stati invitati al confronto in “incontri tematici”, per due giorni consecutivi, feriali, il 29-30 giugno 2016. 67 partecipanti hanno discusso in tre sessioni successive, aperte al pubblico (ma il pubblico era molto scarso), su: uso delle acque a fini industriali, agricoli e civili, riqualificazione fluviale, ambiente ed economia dell’acqua. Nel sito sono disponibili le videoriprese degli incontri ossia una successione di interventi frontali in una sala conferenze. “L’obiettivo degli incontri  è stato quello di identificare distanze e punti di convergenza tra le differenti esigenze, ridurre le prime e consolidare le seconde, per sviluppare una pianificazione il più possibile condivisa ed espressione delle molteplici necessità del territorio” (Link 1 - Incontri tematici). 

A seguito di questa prima fase di incontri è emersa “l’opportunità di organizzare un incontro informativo per illustrare i metodi di valutazione applicati alle domande di autorizzazione alle derivazioni, per esporre la carta di idoneità ittica ed il metodo Mesohabsim, nonché per informare sui metodi di valutazione del rischio ambientale delle derivazioni” (Link 1 - Incontro informativo). In questo incontro 3 esperti (Rete Reseau, Unità di ricerca ecosistemi acquatici - Consorzio pesca - ARPA) hanno esposto approcci, tecniche e criteri di misurazione. 

Un altro incontro è stato dedicato al confronto con i Consorzi di miglioramento fondiario che si è tenuto proprio presso la sede della Fédération des Coopératives Valdôtaines soc. coop. a Saint-Christophe. Dopo tre ore di interventi programmati, alle 12:00 era prevista la discussione. E’ online anche il link al servizio del TG3 Regionale in cui emergono i temi legati all’uso irriguo, alla azione di sensibilizzazione contro lo spreco e ad eventuali nuovi provvedimenti sul monitoraggio (contatori presso i punti di prelievo maggiori) pur assicurando che l’utilizzo irriguo rimarrà gratuito. 

Chiude questa prima fase di incontri del 2016, un “Incontro di sintesi e proposte per l’aggiornamento del PTA”, tenuto il 14 dicembre 2016. L’incontro era diretto agli attori che avevano partecipato al processo fino a quel momento, ed erano presenti con 15 partecipanti. Si tratta della condivisione del quadro conoscitivo-informativo, e delle proposte emerse fino a quel punto. Tutta l’ampia documentazione è stata inserita nelle pagine dedicate, assieme alla presentazione delprogetto SPARE di Arpa, che ha tra i suoi obiettivi quello di sperimentare processi di gestione partecipata della risorsa fiume seguendo una metodologia adattata alle condizioni locali (Link 1 - Incontro di sintesi). 

Da questo incontro si traduce in decisione politica il percorso fatto con la Delibera di Giunta n. 1836/2016, in cui si approva il quadro conoscitivo sulle principali criticità, la sintesi delle pressioni e lo stato di qualità dei corpi idrici, comprese le criticità e le proposte rilevate dagli attori. Oltre al sito queste informazioni sono state diffuse tramite newsletter. 

La seconda fase si apre con un incontro (26/1/17, 45 partecipanti) finalizzato alla definizione tematica, numero e calendario degli incontri dei “tavoli tecnici”, “corrispondenti alle principali pressioni generate dalle attività umane sullo stato dei corpi idrici regionali: scarichi di acque reflue urbane depurate, prelievi per uso idroelettrico, prelievi per uso irriguo, alterazioni morfologiche, acque sotterranee - geotermia e prelievi ad uso idropotabile” (link 1 - Incontro organizzativo dei tavoli tecnici). Inoltre si svolge un secondo forum, (3/2/17, 40 part.) per informare i partecipanti sui risultati ottenuti nelle attività partecipative del 2016 e sulla pianificazione del 2017, oltre ad un altro incontro informativo (11/4/18, 18 part.) sul PEAR, Piano energetico ambientale regionale e sullo stato delle concessioni per lo sfruttamento dell’energia elettrica (link 1 - Incontri). 

Inizia così la fase dei “Tavoli tecnici partecipati”, 11 riunioni dal 14/2 al 28/9/17 (100 part.), per definire le misure principali del PTA. 

Sul sito è presente tutto il materiale (verbali, presentazioni, documenti di posizione degli attori) in cui anche fino a 40 rappresentanti, ma in genere una ventina, si sono confrontati sulle questioni, assieme ai tecnici (quasi tutti i regionali erano mobilitati, coprivano oltre il 30% delle soggettività organizzate).  Si sviluppano brevi dibattiti ma soprattutto scambi di risorse cognitive, conoscenze, competenze, modalità operative, si chiarisce lo stato dell’arte di diritti, come gli “antichi diritti” di uso dell’acqua a fini irrigui. L’abbondanza d’acqua in quei versanti di valle bassa, permette un’irrigazione a pioggia diffusa per incrementare la produzione di foraggere estiva, e l’attingimento è sempre stato gratuito. Si elaborano regole di uso del bene comune, applicando l’indicatore del DMV (Deflusso Minimo Vitale) ma bisogna stabilire dove mettere i contatori del deflusso e dunque il loro controllo e manutenzione (un costo per la collettività) dunque stabilire le priorità relative al dove metterli perciò serve un censimento dei punti di presa e delle infrastrutture che non è completo o con dati non corretti. Servirebbe dunque una revisione della base dati e si chiede la collaborazione dei Consorzi. Inoltre si propone di distinguere il caso in cui gli attingimenti siano a fini irrigui o anche idroelettrici. Il solo irriguo potrebbe beneficiare di metodologie di misurazione della portata meno costose. Interviene il ricercatore del progetto SPARE che sostiene che attrezzare il sito non costa molto ma bisogna poi verificare dove applicare il metodo e l’amministrazione regionale puntualizza che il periodo e i siti vanno concordati con lei. Si apre un dibattito ancor più breve tra i circa 100 presidenti dei consorzi, in cui si rimarca il rispetto del loro diritto di utilizzare l’acqua come hanno sempre fatto, anzi chiedono di estendere il periodo di prelievo. Di nuovo si torna alla questione che si tratta di distinguere e capire se c’è anche l’uso idro-elettrico. L’argomento viene rimandato chiedendo l’istituzione di un ulteriore gruppo di lavoro [5].

Proprio su questa tema si svolgerà anche un incontro informativo (30/5/17, 30 part.) dedicato all’aggiornamento “normativo in merito alla valutazione delle derivazioni idriche e alla definizione del deflusso ecologico” (link 1 - Incontri); più tardi un successivo incontro con i Consorzi (17/11/17, 101 part.) presso la sede della Fédération des Coopératives Valdôtaines, “per fare il punto sullo stato dell'arte della revisione del PTA, delle interazioni con il PSR e delle attività connesse all'aggiornamento della banca dati (101 partecipanti)” (Ib.). 

Il percorso ad oggi (27/1/18) non è ancora concluso, altri incontri di confronto dovrebbero continuare ancora fino ad aprile, dopodiché inizia la condensazione di quanto elaborato e testato sul campo, nella definizione redazionale del nuovo PTA, una fase di un mese (maggio) in cui tecnici e funzionari della programmazione andranno a riportare sul documento. Non è dato sapere come avverrà nel metodo questa fase. Probabilmente incontri tecnici più serrati. Dopodiché verrà adottato dalla Giunta e presentato in un Forum finale di partecipazione pubblica. Verrà infine trasmesso all’Autorità di Bacino del Po (organo che sovrintende la funzione) per l’espressione del relativo parere e al Consiglio regionale ai fini della sua approvazione e la sua trasmissione nel Portale dedicato (link 1 - Calendario). Va inoltre segnalato che la fase partecipativa è stata fondamentale per fornire i pareri e le osservazioni a fini della VAS (Valutazione Ambientale Strategica, avviata nel gennaio 2018) e dunque alla sua integrazione nel percorso di elaborazione del PTA (Link 1 - Calendario Processo di VAS).

 

Influenza, risultati ed effetti

Il processo non è ancora concluso, ma già dalla prima fase sono emersi chiari collegamenti con le decisioni effettive prese dalla Giunta (vedi sopra, D.G. 1836/2016). Dai materiali online emerge che i funzionari, posti al coordinamento del processo, hanno svolto un ruolo di mediazione tra le parti sociali e tecniche, senza escludere - come avviene spesso in Italia - il mondo ambientalista. Una mediazione che ha prodotto una gerarchia nell’agenda delle politiche sulla gestione dell’acqua, un confronto tra interessi e un ordine di priorità e limitazioni sugli usi. Gli stessi strumenti di controllo sono un costo e si apre una discussione su come si stabilisce il contributo fornito dalla amministrazione pubblica e quello invece a carico dei privati, delle imprese o dei consorzi, con lo spirito però della massima collaborazione al fine di raggiungere risultati concreti con minori costi e più benefici un po’ per tutti (anche solo di desiderabilità sociale e concordia tra gli attori). I Forum sarebbero il momento di legittimazione pubblica di questo processo di mediazione tra attori, tuttavia non è ancora chiaro fino a che punto ogni attore sia pienamente soddisfatto e se non vi siano istanze maggiormente polarizzate che avrebbero necessitato di una maggiore legittimazione democratica attraverso metodologie di coinvolgimento più rappresentative. A questo proposito i sondaggi realizzati con questionario online dalle pagine dedicate non sono stati utilizzati - fino ad ora - nel senso di allargare la rappresentatività su alcune questioni dirimenti ma di verificare la completezza e correttezza delle informazioni del quadro conoscitivo e le esigenze di approfondimento su temi non programmati. Questo comunque ha avuto un effetto positivo perché si è aperto un sentito confronto pubblico sulla questione della gestione dell’uso irriguo con un forte coinvolgimento dei presidenti dei consorzi, preoccupati che venisse messo in discussione un “antico diritto”. Tuttavia la mediazione è stata gestita dal coordinatore ing. Rocco, senza ricorrere a strumenti di allargamento della rappresentatività, né con la presenza nella discussione delle cariche elettive dell’amministrazione pubblica. Interessante notare che tra le regole di uso irriguo tra diversi usi e la risoluzione di potenziali conflitti sul singolo corso d’acqua nel PTA si prevede di aprire dei tavoli di concertazione relativi alle parti coinvolte sul singolo corpo idrico. Idem nelle domande di concessione per lo sfruttamento idroelettrico, si prevedono dei bandi, una selezione sulla base di regole e punteggi trasparenti e poi si apre una fase di partecipazione pubblica locale che precede la VIA e la eventuale autorizzazione unica. 

Al momento dunque sembra che il processo generi un reciproco apprendimento e dunque la mediazione delle opinioni e posizioni tra portatori di interessi diversi produca effetti tangibili sui provvedimenti. 

 

Analisi e lezioni apprese

Si tratta di un percorso lungo e di scala regionale (sebbene la Valle d’Aosta sia una regione dalle dimensioni territoriali modeste, quelle di una grande provincia italiana), impegnativo, in cui tutti gli attori hanno partecipato continuativamente. Lo spirito di comunità delle popolazioni alpine e il corretto atteggiamento dei funzionari hanno senz’altro favorito un confronto aperto che sembra far parte delle abitudini delle genti di montagna, senza investire in comunicazione mediatica e pubblicitaria e senza investire troppo nel coinvolgimento della cittadinanza generale, concedendosi inoltre i tempi necessari alla metabolizzazione dei concetti, dei problemi e dello scambio dei punti di vista. Lasciare la possibilità di accesso a tutti solo nei forum e negli incontri informativi rileva una comprensione delle dinamiche sociali e una focalizzazione autentica e concreta sulla questione in discussione. 

La previsione di inserire nel PTA, procedure che attiveranno la partecipazione pubblica nelle scale inferiori, a livello di singolo corpo idrico, in caso di conflittualità tra utilizzatori e in caso di nuovi impianti idroelettrici, indica che l’amministrazione, sebbene non faccia retorici proclami democratici e non presenzi con saluti e convenevoli gli eventi del processo, abbia inteso che le pratiche partecipative sono un affidabile strumento di costruzione delle politiche e di allargamento del consenso.

 

Fonti secondarie

 

Regione Autonoma Valle d’Aosta (2017), Relazione di sintesi delle attività svolte al 20 luglio 2017 > http://pta.invallee.net/contributi (ril.27/1/18).  

 

Link

 

1. PTA 2016 - Piano di tutela delle acque Valle d’Aosta > http://pta.invallee.net/home

 

Note

 

[1] PTA 2016, Processo di partecipazione pubblica > http://pta.invallee.net/partecipazione (ril. 27/1/18).

 

[2] Programma di Governo > http://www.regione.vda.it/pressevda/giunta/programma_i.aspx (ril. 27/1/18).

 

[3] Provincia di Torino, Carta di Chivasso, Materiali per una riflessione > http://www.provincia.torino.gov.it/cultura/minoranze/dwd/chivasso_materiali.pdf (ril. 27/1/18).

 

[4] Primo Forum di partecipazione pubblica > Rassegna stampa > http://pta.invallee.net/incontri/primo-forum/rassegna-stampa (ril. 27/1/18).

 

[5] Tavoli tecnici partecipati - verbale di riunione, pp. 3-4 > https://drive.google.com/file/d/0B7vT_NbZSIVTLVJVY3VPRDFXNHM/view (ril. 29/1/18).

   

 

Case Data

Location

Geolocation: 
Valle d'Aosta Region
P.zza Deffeyes, 1
11100 Aosta , AO
Italy
Aosta IT

History

Start Date: 
Thursday, April 7, 2016
End Date: 
[no data entered]
Ongoing: 
Yes
Number of Meeting Days: 
31.00

Process

Facilitation?: 
Yes
If yes, were they ...: 
Other: Facilitation: 
public servants
Facetoface, Online or Both: 
Face-to-Face
Type of Interaction among Participants: 
If voting...: 
[no data entered]
Method of Communication with Audience: 

Organizers

Who paid for the project or initiative?: 
Regione Valle d'Aosta...
Who was primarily responsible for organizing the initiative?: 
Who else supported the initiative? : 
[no data entered]
Types of Supporting Entities: 
[no data entered]

Resources

Total Budget: 
[no data entered]
Average Annual Budget: 
[no data entered]
Number of Full-Time Staff: 
2
Number of Part-Time Staff: 
[no data entered]
Staff Type: 
public servants
Number of Volunteers: 
[no data entered]

Discussions

No discussions have been started yet.