Piano urbanistico comunale (PUC) di Olbia [Olbia local plan]

Piano urbanistico comunale (PUC) di Olbia [Olbia local plan]

English

 

Problemi e scopi

Il Laboratorio PUC Olbia è un processo di partecipazione della cittadinanza e dei portatori di interessi diffusi, pubblici e privati, attivato dall’Amministrazione a supporto delle fasi di elaborazione del nuovo Piano Urbanistico Comunale (PUC) per la città e il territorio di Olbia.

“Nelle Linee programmatiche e procedure operative per la redazione del nuovo Piano, il Consiglio comunale ha infatti previsto una intensa attività di partecipazione, consapevole della necessità di un importante investimento comunicativo e di mobilitazione della comunità locale, al fine di un’adeguata condivisione e legittimazione delle scelte del Piano” (Link 1 - Laboratorio). 

 

Storia e geografia

Olbia è una città-scalo della Gallura, nord-est della Sardegna. La sua popolazione dal 1871 è passata progressivamente da 3.042 abitanti ai 60.143 del 2017. L’industria dei servizi, oltre alle attività primarie e secondarie legate al marmo e al mare, è in crescita, soprattutto nel turismo. La tradizione di governo locale è democristiana ma sin dagli anni venti, è forte il movimento socialista che ha raggiunto risultati importanti un paio di volte. Dal 1997 ha prevalso il centrodestra con Forza Italia. Dal 2007 al 2011 è in carica il sindaco Giovannelli, sostenuto da Forza Italia e centrodestra. Giovannelli è poi restato alla guida come sindaco dal maggio 2011 al 2016, dopo una breve parentesi di commissariamento, ma questa volta sostenuto dal centrosinistra a maggioranza PD. Dal 2016 è in carica un sindaco di centrodestra (Forza Italia). Nel programma elettorale del 2011 l’ampia aggregazione di centrosinistra (PD, IdV, SEL, Unione Popolare Cristiana e Liste civiche) inseriscono anche, tra gli ultimi punti, il tema della partecipazione, declinandola in chiave di trasparenza e consulte (Programma, 2011). Un capitolo viene dedicato al piano urbanistico senza trovarvi però posto la parola partecipazione, ma obiettivi chiari e improrogabili, come il freno al consumo di suolo, la riqualificazione di aree anche frazionali, la riorganizzazione delle infrastrutture della grande viabilità e portuali e una nuova zona industriale (Ib., p. 11). Nel gennaio 2013 vengono redatte dall’Amministrazione, le linee programmatiche per il nuovo Piano Urbanistico Comunale (PUC), firmate da sindaco, assessore C. Careddu e dal dirigente C. Azzena. Nell’approccio metodologico un paragrafo è intitolato: “Un processo partecipato”. 

“Sul piano della civitas, della costruzione di una nuova cittadinanza, la produzione di località come dimensione nuova del locale nel contesto dei processi di globalizzazione non può prescindere dal senso comune. Per questo il progetto della città come capacità di progettare l’ambiente in cui viviamo va considerato come un processo di comprensione e di interpretazione che non può essere preso come un insieme di regole e assunzioni, dal momento che riguarda le nostre azioni e la nostra storia considerate nella loro globalità, quello che viene generalmente chiamato il senso comune, che non è altro che la nostra storia personale e sociale, quella storia su cui si costruisce il senso di appartenenza che è alla base del progetto della città” (Comune, 2013, p. 10).

“Per cui se la città tende sempre più a diventare il luogo critico di un’organizzazione imperniata sulla circolazione e sullo scambio delle risorse umane, delle informazioni, delle conoscenze, cioè i punti nodali della «società dell’informazione», la sua costruzione non potrà prescindere dagli obiettivi fondamentali di questa società, vale a dire la crescente e sempre più attiva partecipazione dei cittadini all’informazione e al sapere che richiama l’Amministrazione della città verso la ricerca di una sempre maggiore integrazione tra sapere tecnico e sapere comune, in quanto intelligenza collettiva di uno specifico contesto. Questo, affinché sia possibile la formazione di un’intenzionalità comune per il progetto della citta”̀ (Ib.).

 

Soggetti promotori e finanziatori

Comune di Olbia, Ufficio del Piano è il responsabile del procedimento di pianificazione e curatore della comunicazione pubblica attraverso un sito web dedicato (Link 1). 

d:rh architetti associati è uno studio fondato nel 1996 da Sergio Dinale e Paola Rigonat Hugues ed Enrico Robazza come associato, ha sedi a Venezia e a Como. Per il Comune di Olbia ha curato la redazione del PUC e relativo processo partecipativo fino alla Valutazione di incidenza. Nell’incarico era capogruppo della ATI (Associazione Temporanea d’Impresa) con la società Criteria SrL.

Criteria Srl è uno studio di ingegneria con sede a Cagliari, composto da un gruppo multidisciplinare di professionisti che lavora nel campo della pianificazione, progettazione e valutazione ambientale. I referenti principali sono Paolo Bagliani, Margherita Monni, Paolo Falqui e Laura Zanini, Patrizia Carla Sechi e Maurizio Costa.

Si presume che l’affidamento sia avvenuto tramite bando, ma non è specificato, sul sito dedicato, come non è indicato l’importo del contratto.

 

Selezione dei partecipanti

Non è indicato come sono stati pubblicizzati gli incontri e come sono stati reclutati i partecipanti. Sul sito dedicato sono dati gli annunci con data, orari e luogo, ma non è indicato chi può partecipare. Sembrano aperti a tutti visto che dai report i partecipanti sono eterogenei. 

Tavoli introduttivi. Nei “tavoli introduttivi alla partecipazione con le associazioni di categoria e i comitati di quartiere” sono presenti, nel primo: 10 sigle con 11 delegati, 2 “geometra” ed un “privato”; nel secondo: 24 delegati di comitato di zona (in numero variabile, da 8 ad un 1 solo delegato per zona) oltre a due esponenti di una associazione di categoria e 2 privati.

I due tavoli erano coordinati da Azzena e due tecnici dell’Ufficio di Piano, 3 facilitatori-progettisti dell’ATI (d:rh Criteria). Nell’introduzione ai lavori è intervenuto l’assessore all’urbanistica Careddu. 

Tavoli d’ambito. I 10 tavoli d’ambito, organizzati per frazione, a maggior ragione si presume siano stati aperti a tutti, visto che il numero di privati aumenta notevolmente, anche se in certi casi non è indicata nessuna categoria di appartenenza. Seppur molto rara si è riscontrata la presenza di qualche turista. A ciascun tavolo hanno partecipato dalle 20 alle 35 persone. Al coordinamento del tavolo era sempre presente Azzena con due tecnici dell’Ufficio Piano oltre a 4 progettisti dell’ATI (d:rh Criteria). 

Tavoli tematici. All’incontro workshop denominato “Tavoli tematici”, organizzato presso l’Urban Center, erano presenti circa 90 partecipanti, 12 facilitatori dell’ATI (d:rh Criteria). Tra i registrati: l’assessore ai lavori pubblici, il comandante della Capitaneria di porto, un dirigente della Provincia di Olbia Tempio. Nell’introduzione in plenaria sono intervenuti l’assessore all’urbanistica e uno dei progettisti dell’ATI. 

Tavoli sviluppo idee. Organizzati all’Urban Center, al primo dei 3 incontri si sono registrati 60 partecipanti, con appartenenza eterogenea, dai privati alle professioni. Al coordinamento del tavolo c’era Azzena e un tecnico dell’Ufficio del Piano e una consulente S. Zurlo, oltre ai due principali dell’ATI, Dinale e Falqui. Per il secondo tavolo la composizione del coordinamento era la stessa, 30 i partecipanti tra cui l’assessore (non si precisa a cosa) Orunesu. Al terzo incontro sugli ambiti turistici, organizzato presso la Sala Consiliare, Poltu Quadu, al coordinamento del tavolo c’erano Azzena e Melis dell’Ufficio di Piano e due principali dell’ATI (d:rh Criteria), 37 i partecipanti.

Incontri di accompagnamento dell'adozione. Come da progetto, dovevano essere incontri pubblici di presentazione del piano prima dell'adozione, aperti alla cittadinanza, ma non risultano essere stati effettuati da quanto riportato sul sito.

 

Metodi e Strumenti

Tavoli introduttivi, tavoli d’ambito e tavoli di sviluppo idee. Sono incontri pubblici, con un numero contenuto di partecipanti (20-30), molto probabilmente disposti in maniera frontale. Introdotti da una figura istituzionale la discussione è stata guidata dai facilitatori con una presentazione delle finalità del laboratorio di partecipazione - come in questo caso - “volto ad evidenziare criticità e proporre idee attuabili nel contesto urbano e territoriale”. Sono state utilizzate e illustrate ai partecipanti una tavola delle problematiche e uno schema progettuale abbozzato dai progettisti che hanno introdotto i temi principali del piano sui quali ne è seguita una discussione con interventi del pubblico. Nei tavoli introduttivi la scala delle tavole cartografiche e della discussione è complessiva, in quelle d’ambito ci si avvicina ai territori sia fisicamente che nella scala cartografica che sui temi guidati dai progettisti. Nei tavoli di sviluppo idee si passa alla presentazione delle proposte progettuali preliminari di piano, con l’illustrazione degli schemi cartografici e gli interventi strategici. Alle presentazioni segue una discussione tra partecipanti e tecnici. 

Community Planning Forum. Tavoli tematici. “Sono eventi multifunzionali e, nella maggior parte dei casi, aperti ad un pubblico misto. Sono divisi in fasi che prevedono la presentazione dell’argomento da trattare, la generazione di idee e la creazione di interazione tra i gruppi di interesse” (Report, 13, p. 7). In questo caso l’evento è stato suddiviso in una plenaria iniziale e 8 gruppi di lavoro su 5 temi (alcuni temi come l’agricoltura sono stati suddivisi in due sotto-temi). I gruppi erano facilitati dai progettisti ma  i portavoce di ogni gruppo sono stati individuati tra i partecipanti stessi. Alla fine dei lavori la sintesi per ogni gruppo è stata presentata in plenaria e il facilitatore-progettista ha stimolato una ulteriore discussione evidenziando alcune sintesi e temi trasversali/comuni a tutti i gruppi. 

 

Deliberazione, decisioni e interazione con il pubblico

Il percorso di partecipazione prende avvio con i tavoli introduttivi, non risultano altre comunicazioni o incontri tra tecnici e amministratori o con alcuni attori. 

27/5/2015 Tavoli introduttivi. Si sono tenuti un mercoledì mattina (il primo) e sera (il secondo) a Poltu Cuadu, Sala Consiliare. I temi della discussione guidata hanno riguardato i modelli abitativi, le attività produttive e i servizi, il turismo, l’efficacia del Piano, il ruolo della linea ferroviaria, le politiche di recupero. Viene comunicata la pubblicazione del sito web dove trovare i report e i materiali di piano e rimandare ai prossimi incontri le questioni di dettaglio per ogni zona. Nel primo incontro, sui modelli abitativi, ad esempio, le questioni emerse richiamano l’importanza del contenimento del consumo di suolo e la salvaguardia della corona agricola e naturalistica che circonda il centro abitato, oppure a necessità di basare la pianificazione sulle effettive linee di sviluppo demografico della città, in proposito si segnala la presenza ad Olbia di circa 4.000 alloggi sfitti, stima riferita a dati bancari sulla base dell’invenduto delle imprese (Report 1, p. 2).  Sul turismo “si propone inoltre di sopperire alla mancanza di attrattività della città di Olbia, carente di zone riconoscibili e caratteristiche, conferendo un’identità forte alle sue emergenze ambientali e culturali” (Ib.).  Sulla linea ferroviaria, una delle questioni su cui “si è convenuto” è relativa alla “sussistenza di concreti impedimenti alla completa dismissione o forte riduzione [...] della linea per Golfo Aranci [...] un punto logistico strategico della rete ferroviaria a scala nazionale [...] unico collegamento ferroviario diretto al mare in tutta la Sardegna” (Ib.). Nel secondo incontro si apre una discussione di chiarimento sul dimensionamento del piano, ossia dei volumi assentiti dagli strumenti urbanistici vigenti. I tecnici rispondono alle richieste fornendo il dato della insediabilità teorica tra i 10 e i 20 mila nuovi abitanti. Ma il dato preciso è in corso di verifica e discussione con la Regione Sardegna. Si precisa inoltre che non si parla per ora di volumetrie ma di visione strategica del piano. Viene ribadita la necessità di interrompere il consumo di territorio. C’è chi propone modelli densi di edificazione e chi invece apprezza la qualità di vita da modelli a bassa densità, per il maggior contatto con la terra, suggeriscono indici molto bassi ma diffusi per consolidare le frazioni esistenti e individuare borghi rurali. Si propone di porre attenzione alle zone di contorno del centro storico, dove sono presenti ingenti volumi da recuperare, anche per ricavare aree verdi per la comunità.
Dal 15/6 al 19/6/2015 - Tavoli d’ambito. Sono organizzati sullo stesso modello dei tavoli introduttivi ma sono organizzati per frazioni. In totale sono 10 incontri. Il primo incontro del 15 giugno (Report 3) si tiene a Rudalza, la frazione nell’entroterra del promontorio di Porto Rotondo.  La discussione si apre con una presentazione della commissione tecnica che ha redatto il masterplan di Rudalza-Porto Rotondo su 500 ettari. Porto Rotondo è gestito da un Consorzio che dagli anni ’60 si occupa della realizzazione e gestione di alcuni servizi, all’interno del Consorzio c’è una commissione che vigila sulla qualità edilizia degli interventi pur non avendo un ruolo ufficiale. Il costo per mq è molto alto e il consorzio vuole investire circa 1 milione di Euro per le fognature (Ib., p. 3). Inoltre propongono la valorizzazione ambientale del promontorio con percorsi naturalistici e itinerari che ne consentano la fruizione. Essendo ormai saturo come edificazioni concordano che un ulteriore sviluppo insediativo debba realizzarsi nel territorio di Rudalza (Ib.). Ne segue l’illustrazione di un’ipotesi di sviluppo per creare una centralità per la frazione di Rudalza. Il comitato propone di “realizzare autonomamente una indagine conoscitiva per quantificare l’effettiva domanda di ampliamento e nuova costruzione da localizzare nei borghi originari” (Ib.). 

Nell’ultimo tavolo d’ambito del 19 giugno, si inquadra la situazione delle frazioni San Pantaleo e Portisco, ai confini nord del territorio comunale (Report 12). Dopo aver evidenziato le peculiarità paesaggistiche dell’area, si discute sullo sviluppo turistico, principale vocazione delle frazioni, avvenuto per iniziativa privata senza una politica organizzativa o di incentivi del Comune, al quale si richiede maggiore qualità urbana e decoro degli spazi pubblici. Dopodiché si passa allo sviluppo insediativo con varie proposte di densificazione, costruzione negli spazi interclusi tra edificati. I residenti hanno difficoltà a trovare abitazioni a causa della concorrenza turistica. Non mancano problemi legati al traffico per il quale si richiedono delle rotonde per limitare la velocità delle auto e la necessità di parcheggi. Inoltre la Marina di Portisco chiede un allaccio all’acquedotto non potabile del Liscia per avere una risorse idrica per il lavaggio delle imbarcazioni. I proprietari della zona di San Giovanni chiedono la rimozione dei vincoli e la possibilità di creare fabbricati per il ricovero del bestiame e l’espansione delle attività di pastorizia (Ib.). 

11/7/2015 - Tavoli tematici. L’evento del 11 luglio all’Urban Center che si svilupperà dalle 9:00 alle 14:00 è un momento di elaborazione delle proposte sulla base di un organizzazione tematica e sotto-tematica definita dai progettisti attraverso l’elaborazione di quanto emerso nella fase precedente. I partecipanti sono stati accolti nell’accogliente sala dell’Urban Center e sono stati disposti a semi-cerchio su più file nell’assemblea plenaria. Dopo le presentazioni e il programma della giornata i partecipanti si sono suddivisi per tema di interesse e lavorato in gruppo. I temi per ogni gruppo erano: 1) Turismo. L’offerta ricettiva, consistenza, tipologia, distribuzione; 2) Mobilità. Le grandi infrastrutture, ruolo nella città e integrazione funzionale; 3) Mobilità. Integrazioni tra parti di città e territorio e forme di mobilità sostenibile; 4) Attività produttive e servizi. Organizzazione degli spazi e nuove prospettive economiche, tra innovazione e tradizione; 5) Ambiente e paesaggio. Elementi identitari del paesaggio e dell’ambiente tra tutela e valorizzazione; 6) Ambiente e paesaggio. Elementi ambientali di connessione tra la città e il territorio; 7) Agricoltura. Potenzialità agronomiche e vocazioni territoriali; 8) Agricoltura. Forme e compatibilità della residenzialità e delle attività economiche in area agricola (Report 13). Nel gruppo 5 - ad esempio - i partecipanti hanno elencato i punti di forza: presenza di luoghi d’eccellenza paesaggistica, archeologica, la rete fluviale, i canali e le aree verdi ancora libere da edifici, le zone umide, le dune, la strada ciclabile Olbia - San Vittore (trascurata), molti punti di fruizione del paesaggio costiero dovuti alla conformazione della linea costiera, la cultura dello stazzo (il casale di campagna) e dell’accoglienza. I punti di debolezza come: le frammentazione del centro in quartieri segregati (sottocittà); l’assenza di connessione con la linea di costa; la presenza del parcheggio sul porto che ostacola la fruizione del lungomare; la dilatazione incontrollata della città nel territorio; la presenza della discarica di Multa Maria, l’inefficienza del depuratore della Peschiera; la sola tutela senza valorizzazione porta all’abbandono e al degrado dei luoghi, l’assenza di controllo nei siti sensibili; scarsa qualità dell’edificato dal punto di vista architettonico e della qualità degli spazi di connessione; assenza di programmazione degli interventi; ecc. Infine il gruppo ha discusso ed elencato esigenze ed obiettivi: Attivare progetti di valorizzazione ambientale che consentano anche la tutela, nonostante la fruizione; individuare “zone cuscinetto” per collegare le diverse parti della città; organizzazione di un sistema di circuiti turistici inclusivi che permettano la fruizione e il collegamento dei diversi elementi e li rendano riconoscibili (itinerari, cartellonistica con indicazioni e informazioni a supporto di una riconoscibilità degli interventi); coordinazione e programmazione degli interventi, che non devono risultare come progetti separati e indipendenti, ma come diverse tappe realizzative di un’unica visione alla scala urbana e territoriale, per garantire la creazione di un sistema di connessioni tra i diversi punti strategici ; definizione di linee guida per garantire l’omogeneità degli interventi dal punto di vista architettonico e programmatico; elevare la consapevolezza culturale (facoltà di agraria) per avviare un progetto di cultura e valorizzazione del sistema agricolo di tutta la Gallura (esempio: Stagno di Platamona di Sassari); stabilire linee guida e indirizzi per garantire una permeabilità/connessione paesaggistica e ambientale all’interno dell’area industriale; identificare delle aree a standard, finalizzate alla creazione di orti urbani; rimodulazione degli indirizzi del PPR sulla base di una contestualizzazione territoriale, ecc. 

Un portavoce scelto nel gruppo, ha poi riportato in plenaria una sintesi di quanto emerso nei gruppi. Dopodiché i facilitatori hanno realizzato una sintesi. In molti tavoli è emersa la consapevolezza di luoghi di eccellenza e potenzialità paesaggistica e ambientale che necessitano di tutela e/o valorizzazione come: la rete fluviale, i canali, le aree verdi del tessuto urbano, Monte Pino, il Golfo di Olbia, le zone umide, Capo Ceraso, ecc. 

L’ambito urbano interessato dalla riconversione degli spazi ferroviari è stato identificato come luogo critico che tramite azioni di recupero potrebbe assumere un ruolo strategico all’interno della sistema degli spazi pubblici e delle connessioni a livello urbano. Dai tavoli emerge inoltre la necessità di collegare i luoghi identitari, tra loro e con i quartieri, attraverso una rete di trasporto pubblico locale e un sistema di percorsi ciclopedonali che permettano una diversificazione dei flussi d’accesso verso il porto e l’aeroporto (Ib, p. 31). 

E’ stata evidenziata la necessità di una intercomunalità delle politiche e la collocazione degli interventi del PUC su un’area vasta che consideri Olbia nel sistema unitario della Gallura, in particolare per quel che riguarda gli insediamenti degli stazzi e il fenomeno turistico, come per la mobilità. Questo approccio può portare ad una maggiore identificazione culturale del territorio gallurese, con la Facoltà di Agraria e le produzioni a marchio locale, l’individuazione e la tutela degli stazzi storici. Serve inoltre un coordinamento tra strumenti di pianificazione che è assente mentre cresce il problema della sovrapposizione di competenze tra i vari Enti. Si propone anche una maggiore interazione tra soggetti pubblici e privati, per migliorare l’efficienza gestionale di progetti di recupero e valorizzazione dei luoghi strategici e di aree per servizi. Gli accordi possono essere guidati con incentivi e disincentivi, ad esempio fiscali, in modo da assicurare l’auto-sostenibilità economica degli interventi (Ib., p. 32). 

28-29/9 e 10/11/2015 - Tavoli di sviluppo delle idee. Questi eventi sono organizzati sul modello dei tavoli iniziali, della prima fase, ma hanno lo scopo di orientare le conclusioni con delle proposte preliminari di progetto disegnate sulle cartografie. Il primo incontro era dedicato all’area urbana centrale; il secondo alle frazioni e alle aree rurali; il terzo agli ambiti turistici. Dopo l’illustrazione delle criticità emerse dagli incontri precedenti sulle carte, i progettisti hanno individuato delle proposte sulla base di “schemi direttori, intesi come insiemi tematici di progetti a scala urbana” (Report 14, p. 4). Dunque per l’area urbana centrale Olbia, Pittolongu e Multa Maria hanno previsto una “dorsale verde esterna”, una “dorsale ferroviaria interna”, una “dorsale interna del lungomare” e più “penetranti verdi”. “Nel loro insieme questi schemi direttori formano una rete di spazi pubblici prevalentemente “verdi” le cui finalità sono: rendere coerente lo sviluppo urbano con la rete idrografica, conferire una continuità ecologica e di spazio pubblico tra area urbana ed extraurbana e tra i diversi quartieri, sulla quale immaginare nuove economie (in particolare la valorizzazione della presenza turistica)” (Ib.). I report sono illustrati con le tavole di piano preliminari, più leggibili e suddivise per schema direttore con descrizioni più approfondite. Ad esempio la dorsale interna del lungomare è un’area che copre tutta la linea di costa del golfo, dove si prevede la riappropriazione all’uso urbano con un percorso di lungomare continuo, la valorizzazione degli ambiti di interesse paesaggistico e il riuso delle attrezzature pubbliche collocate lungo la costa, il recupero dei borghi marinari e la riconversione del fronte mare della zona industriale (Ib, p. 5).
Esiti del processo? Gli ultimi aggiornamenti sul sito dedicato risalgono al novembre 2015 (Link 1 - News), non ci sono materiali relativi o notizie relative a come procede la redazione del PUC, che prevedeva, come da progetto, una fase di accompagnamento all’adozione con incontri pubblici nel territorio. 

Dal sito del capofila dell’ATI (d:rh architetti associati) emerge che al dicembre 2015 i progettisti hanno consegnato gli elaborati finali e avviato il percorso di adozione. Eppure anche sul sito del Comune di Olbia non è reperibile nulla e non è stato possibile trovare notizie sul PUC. 

 

Influenza, risultati ed effetti

Dal sito risulta che il percorso partecipativo, o almeno la sua comunicazione, si sono interrotti bruscamente senza nessun avvertimento. Risultano informazioni contrastanti con quanto emerge dal sito dei progettisti.

 

Analisi e lezioni apprese

Si constata una grave carenza nella trasparenza-comunicazione del processo, soprattuto nella fase finale riguardante il mancato aggiornamento e la conclusione del percorso. Come spesso accade mancano le informazioni sul costo dell’incarico, e sulle misure di pubblicizzazione degli eventi partecipativi e il reclutamento dei partecipanti. Manca - o almeno non è dichiarata - una fase anche minimale di condivisione del percorso con gli attori più rilevanti. 

L’inclusività non sembra essere sufficiente, ma servirebbero indagini più approfondite, ad esempio sull’assenza di una qualche sigla ambientalista, almeno tra le più note, associazioni di portatori di handicap e comunità straniere. La conflittualità scaturita infatti è piuttosto blanda e non sono sufficientemente sottolineati ed enucleati i nodi conflittuali scaturiti. Mancando gli incontri di accompagnamento all’adozione non è possibile rilevare se il progetto ha raggiunto una consistente rappresentatività che al momento non ha. 

 

Fonti secondarie

Programma (2011), elettorale coalizione civica “Giovannelli Sindaco”, elezioni amministrative Comune di Olbia 2011 > http://www.giannigiovannelli.it/files/programma_coalizione_definitivo.pdf (ril. 1/3/18).

Comune di Olbia (2013), Linee programmatiche e procedure operative, Piano Urbanistico Comunale Olbia > http://www.laboratorio-puc-olbia.it/wp-content/uploads/2015/06/Linee-Programmatiche-e-procedure-operative.pdf (ril. 1/3/18). 

 

Report

1. Città di Olbia, Tavolo introduttivo: Associazioni di categoria, 27 maggio 2015 > http://www.laboratorio-puc-olbia.it/wp-content/uploads/2015/06/Report-01_Associazioni-di-categoria_27_05_2015.pdf (ril. 1/3/18). 

3. Città di Olbia, Tavolo d’ambito: Rudalza - Porto Rotondo, 15 giugno 2015 >  http://www.laboratorio-puc-olbia.it/wp-content/uploads/2015/07/Report-03_Rudalza-Porto-Rotondo.pdf (ril. 1/3/18). 

12. Città di Olbia, Tavolo d’ambito: San Pantaleo - Portisco, 19 giugno 2015 > http://www.laboratorio-puc-olbia.it/wp-content/uploads/2015/07/Report-12_San-Pantaleo.pdf (ril. 1/3/18).

13. Città di Olbia, Workshop - Tavoli Tematici, 11 luglio 2015 > http://www.laboratorio-puc-olbia.it/wp-content/uploads/2015/07/Report13_tavoli_tematici.pdf (ril. 1/3/18). 

14. Città di Olbia, Tavolo sviluppo idee: Area urbana centrale (Olbia, Pittolongu, Multa Maria), 28 settembre 2015 > http://www.laboratorio-puc-olbia.it/wp-content/uploads/2015/10/Report-14_Area-urbana-centrale.pdf (ril. 1/3/18). 

 

Link

  1. Comune di Olbia - Laboratorio PUC > http://www.laboratorio-puc-olbia.it/index.php/partecipazione-2/ (ril., 1/3/18). 

 

 

Case Data

Overview

Specific Topic(s): 
[no data entered]

Location

Geolocation: 
Comune di Olbia
via Dante 1
07026 Olbia , OT
Italy
Olbia-Tempio IT

History

Start Date: 
Tuesday, May 26, 2015
End Date: 
Monday, November 9, 2015
Ongoing: 
No
Number of Meeting Days: 
16.00

Process

Facilitation?: 
Yes
If yes, were they ...: 
Facetoface, Online or Both: 
Face-to-Face
If voting...: 
[no data entered]
Method of Communication with Audience: 
[no data entered]

Organizers

Who paid for the project or initiative?: 
Comune di Olbia
Who was primarily responsible for organizing the initiative?: 
Type of Organizing Entity: 
Who else supported the initiative? : 
Sardinia Region

Resources

Total Budget: 
[no data entered]
Average Annual Budget: 
[no data entered]
Number of Full-Time Staff: 
[no data entered]
Number of Part-Time Staff: 
10
Staff Type: 
professional engineers and architects
Number of Volunteers: 
[no data entered]

Discussions

No discussions have been started yet.