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General Issues
Immigration & Migration
Location
Lungomare Nazario Sauro, 33
Bari
Bari
70100
Italy
Scope of Influence
Regional
Start Date
Facilitators
Yes
Face-to-Face, Online, or Both
Face-to-Face

CASE

MiCS - Migrazione Condivisa e Sostenibile - Regione Puglia [Shared and sustainable migration - Apulia Region]

February 12, 2020 Alanna Scott, Participedia Team
February 23, 2018 alexmengozzi
General Issues
Immigration & Migration
Location
Lungomare Nazario Sauro, 33
Bari
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70100
Italy
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Regional
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Problemi e scopi

Il MiCS è il processo partecipativo che porta alla redazione del Piano triennale delle politiche per le migrazioni 2016-2019, come previsto dalla legge regionale n.32 del 4/12/2009. Segue il Piano Triennale Immigrazione 2013-2015 e prevede “il coinvolgimento di tutti i cittadini, le associazioni, le organizzazioni sindacali e datoriali e gli enti che operano nel settore dell’immigrazione, oltre che di tutti coloro che hanno a cuore tali tematiche” (Link 1).

“Al 31 dicembre 2015 risultano essere residenti in Puglia 122.724 cittadini stranieri, con un’incidenza del 3% sulla popolazione totale (al di sotto della media del Sud Italia 4,0% e lontano da quella nazionale 8,3%). In Puglia è presente il 2,4% del totale degli immigrati residenti in Italia. Tenuto conto che continueranno i flussi di migranti nella loro composizione mista (richiedenti asilo e lavoratori) e che, come previsto dalle proiezioni dell’Istat, persisteranno le esigenze demografiche dell’Italia, è opportuno iniziare a considerare i nuovi venuti come possibili leve da inserire nel mercato occupazionale. E questo può realizzarsi solo facendosi carico, come istituzioni, sia del bilancio delle loro qualifiche sia delle strategie formative e occupazionali più adeguate per immetterli nel mercato del lavoro” (Link 1).

“Dal punto di vista della società ricevente molto spesso l’inclusione è pensata come accettazione pacifica della subordinazione. L’idea comunemente condivisa, fondamentalmente, è quella di un’inclusione subalterna dei migranti che accettano di svolgere i lavori “poveri” e di vivere condizioni particolarmente difficili dal punto di vista abitativo, sanitario e culturale” (Link 1). Viene citata un’intervista a Papa Francesco in cui detta la sua strategia nei confronti dei migranti: 1. salvarli; 2. accoglierli in maniera dignitosa; 3. integrarli.

Sulla base di queste premesse parte un percorso di partecipazione per definire le priorità su quattro assi principali: 1) politiche del lavoro; 2) politiche abitative; 3) politiche per la salute; 4) politiche per l’integrazione.

Storia e geografia

Il 31 maggio 2015 si tengono le elezioni regionali. Il momento elettorale segna un punto di verifica obbligato dopo i 10 anni (2005-2015) di amministrazione guidata dal Nicola Vendola, leader nazionale di Sinistra Ecologia e Libertà (SEL). Vendola guida una stagione in cui il Partito Democratico, non ancora dominato dalla neo-corrente nazionale di Matteo Renzi, era aperto ad alleanze di coalizione a sinistra e introduceva in quegli anni lo strumento delle Primarie di coalizione. Vendola si distingue nelle primarie e governa poi per 10 anni la regione con posizioni promuovendo esperienze e progetti partecipativi e mantiene posizioni sempre molto aperte all’accoglienza degli immigrati. Durante il suo mandato viene approvata la legge regionale n.32 del 4/12/2009 per la pianificazione partecipata delle politiche per l’accoglienza e l’integrazione dei migranti, tuttavia il fenomeno migratorio in generale cambia dinamica, nonostante si riducano gli ingressi regolari e aumentino i rimpatri, anche per la crisi economica, iniziano a verificarsi sbarchi di migranti sempre più intensi.

Mentre Vendola inizia a defilarsi dalla scena politica, alle elezioni del 2015 vince il candidato del PD, Michele Emiliano (ex-sindaco di Bari dal 2004 al 2014); la componente avversaria di destra non è coesa e cresce il Movimento 5 Stelle (310.300 voti, 18,42%). Emiliano rilancia la partecipazione, inserendola al secondo punto del programma di governo: “Trasparenza e partecipazione”. Emiliano ha costruito il programma stesso attraverso una campagna elettorale partecipativa curata dalla sua attuale consigliera speciale (l’ex-parlamentare Caterina De Simone), incaricata di curarne l’attuazione. Si punta ad “una governance condivisa e collettiva del territorio, fra istituzioni, società civile, impresa, in grado di concertare le politiche territoriali e di co-progettare interventi, servizi, investimenti” (Regione, 2015b, p. 7), la redazione di una legge sulla partecipazione (approvata poi come l.r. n.28 del 13/7/2017) che prevede eventi partecipativi regionali periodici (Town Meeting e Citizen Meeting) e il sostegno a quelli locali (Ib.).

Per quel che riguarda il “dramma dell’immigrazione [...] impone un’azione decisa nei confronti dell’Europa, nel rispetto dei diritti umani. La Regione Puglia, nell’ambito delle proprie competenze sussidiarie, continuerà a mettere in campo una cornice comune di riferimento per le politiche territoriali, in particolare per l'inserimento dei minori stranieri nel sistema scolastico, il contrasto allo sfruttamento lavorativo, i servizi sanitari, le politiche di integrazione” (Ib., p. 28).

Sui media è sempre più presente il tema degli sbarchi dei migranti e il loro sfruttamento nei campi, da parte del capolarato agricolo, anche pugliese. Proseguono dunque le politiche con azioni mirate su vari aspetti. Uno di questi è quello dello sfruttamento dei lavoratori agricoli che è stato coordinato con un accordo nazionale tra governo, regioni, organizzazioni di categoria del settore (del 27/5/2016) e poi una legge nazionale (n.199 del 29/10/2016). Altri interventi, con la collaborazione di organizzazioni di volontariato, cercano di arginare una situazione che il Rapporto sull’immigrazione della Regione mutuato dal Dossier del Centro Studi e Ricerche IDOS, 2016, descrive così:

“Il volto dell’immigrato in Puglia, nonostante i numeri confermino la prevalenza di pro- venienze storiche e consolidate, appartiene alla disperazione, alla povertà, alla fuga. Si frammenta il sistema d’accoglienza, che come sistema è ancora difettoso, e dietro nomi come Case hot-spot si consuma una situazione caratterizzata da una gestione emergenziale. Interventi confusi e frammentari hanno portato alla chiusura reale o apparente di alcuni centri sorti formalmente o informalmente (si pensi al cosiddetto “ghetto di Rignano”), senza proposte adeguate, senza alternative o con suggerimenti che si sono persi tra burocrazia e timore di inimicarsi la popolazione autoctona. E così tutto è ovattato, accennato. In questa confusione si improvvisano gli interventi e i risultati sono discutibili” (Regione, 2015a, p. 427). Tra le azioni già messe in campo nel 2016, abbiamo i progetti (Regione, 2016b):

  • La Puglia non tratta. Insieme per le vittime” con 1.289.000 Euro, con interventi di primo contatto, counseling, identificazione delle vittime di tratta, accoglienza residenziale, assistenza socio-sanitaria, psicologica, attività mirate all’ottenimento del permesso di soggiorno e per l’inserimento socio-lavorativo, ecc.
  • FAMI Puglia integrante - formazione civico linguistica, per l’apprendimento della lingua, della cultura civile, delle modalità di accesso ai servizi pubblici e privati, al mercato del lavoro, contrasto alla dispersione scolastica, ecc.
  • seguono altri progetti con associazione e protocolli d’intesa con le Università pugliesi per la comprensione e la divulgazione degli studi sul fenomeno migratorio.

Soggetti promotori e finanziatori

Regione Puglia. Il procedimento del Piano triennale per le politiche delle migrazioni è curato dal Servizio immigrazione, Sezione sicurezza del cittadino, politiche per le migrazioni e antimafia sociale.

IPRES – Istituto Pugliese di Ricerche Economiche e Sociali ha l’incarico dell’assistenza tecnica al processo partecipativo e alla redazione del Piano (Link 1).

Selezione dei partecipanti

Attraverso la pagina web dedicata al progetto MiCS (Link 1) è aperto a tutti ed è possibile informarsi e iscriversi agli incontri territoriali all’interno dei quali si discute in tavoli tematici. Nel sito non vengono date restrizioni d’accesso, nel form di iscrizione si chiedono dati anagrafici, il possesso di uno smartphone, l’appartenenza ad organizzazioni, il consenso all’uso delle immagini e a ricevere i successivi materiali. Inoltre si richiede di indicare a quale tavolo si vuole partecipare: a) politiche di integrazione; b) politiche abitative; c) politiche della salute; d) politiche del lavoro. Per ogni tavolo sono indicati i posti disponibili e la lista d’attesa quando quelli disponibili risultano esauriti. Quindi i posti erano limitati ma non viene indicato a quale numero di partecipanti (Link 1). I 6 incontri programmati si tengono nel territorio dalle 15:30 alle 18:30: 1) 9/2/17 a Lecce; 2) 21/2 a Brindisi; 3) 28/2 a Taranto; 4) 7/3 a Bari; 5) 14/3 ad Andria; 6) 21/3 a Foggia. Non sono riportate ulteriori informazioni sul numero di partecipanti e sulle modalità di pubblicizzazione degli incontri.

Metodi e Strumenti

Focus group. Sono modalità molto comuni per riunire un gruppo di persone e avviare con loro una discussione attorno a un tema desiderato, grazie alla conduzione di un moderatore che è chiamato a stimolare la discussione e a verificare che tutti possano esprimere la propria opinione. Attraverso tale metodologia si possono raccogliere pareri diversi, stimolare un confronto tra posizioni diverse ed esplorare diversi punti di vista ovvero arrivare ad un accordo. Per facilitare la discussione si può fare ricorso all’utilizzo di post-it, che permettono a coloro che non sono a loro agio nel parlare in pubblico di esporre le proprie opinioni e a coloro che hanno difficoltà di sintesi di riflettere su quale sia il concetto fondamentale che vogliono esprimere. In genere, come nel caso in esame, i focus group ospitano un numero limitato di partecipanti (12-14) e si concentrano su singoli aspetti di un tema.

Deliberazione, decisioni e interazione con il pubblico

Non è dato un programma del percorso, ma solo l’elenco dei 6 incontri territoriali (Link 1). Non sono dati i resoconti degli incontri a un anno dal loro svolgimento (ril., 21/2/18). Non sono date spiegazioni relative a sospensioni o ritardi relativi allo svolgimento del percorso.

Influenza, risultati ed effetti

Non è chiaro se il processo sia concluso. Gli incontri dichiarati sul sito dovrebbero essersi tenuti un anno fà, non ci sono resoconti né spiegazioni (ril., 21/2/18).

Analisi e lezioni apprese

Grave carenza di trasparenza nella mancata programmazione del percorso e nel mancato aggiornamento del processo, oltre che all'entità del costo per il suo svolgimento compresi gli incarichi assegnati (ril., 21/2/18).

Fonti secondarie

Regione Puglia (2015a), Programma di governo regionale, 22/7 > http://www.regione.puglia.it/documents/10180/9510315/Programma+del+Governo+Regionale/ca6a8354-1659-4834-acf1-2cda804e5938 (ril., 21/2/18).

Regione Puglia (2016a, a cura di Angela Martiradonna), Puglia, Rapporto immigrazione 2016 > http://mics.regione.puglia.it/wp-content/uploads/2017/01/IDOS-Puglia-1.pdf (ril., 21/2/18).

Regione Puglia (2016b), Azioni progettuali immigrazione Regione Puglia anno 2016 > http://mics.regione.puglia.it/wp-content/uploads/2017/01/Azioni-progettuali-Puglia-2016.pdf (ril., 21/2/18).

Link

  1. Regione Puglia, MiCS - Migrazione condivisa e sostenibile, Verso il piano triennale delle politiche per le migrazioni > http://mics.regione.puglia.it/cose-mics/#more-128 (ril., 21/2/18).