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Alternative & Renewable Energy
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Melfi
Basilicata
85025
Italia
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A single, defined period of time
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Open to All
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General Types of Tools/Techniques
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Specific Methods, Tools & Techniques
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Yes
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Face-to-Face, Online, or Both
Face-to-Face
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Ask & Answer Questions
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General Agreement/Consensus
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Comune di Melfi [Italian]
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Local Government
Funder
Comune di Melfi
Type of Funder
Local Government
Staff
No
Volunteers
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Evidence of Impact
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Changes in public policy
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Elected Public Officials
Appointed Public Servants
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Formal Evaluation
No

CASE

Melfi, Conferenza pubblica partecipativa, Biomethane Plus [Italian]

November 12, 2019 11:11   (UTC +00:00) alexmengozzi
November 12, 2019 07:07   (UTC +00:00) Jaskiran Gakhal, Participedia Team
November 12, 2019 07:07   (UTC +00:00) Jaskiran Gakhal, Participedia Team
November 11, 2019 21:09   (UTC +00:00) alexmengozzi
November 11, 2019 21:09   (UTC +00:00) alexmengozzi
November 11, 2019 21:09   (UTC +00:00) alexmengozzi
November 11, 2019 21:09   (UTC +00:00) alexmengozzi
November 11, 2019 20:08   (UTC +00:00) alexmengozzi
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Il progetto prevedeva la realizzazione di un impianto di produzione di biometano e compost per digestione anaerobica di rifiuti urbani organici (FORSU). Il Comune di Melfi ha indetto una Conferenza pubblica partecipativa e poi ha deciso.

Problemi e scopo

La ditta Biomethane Plus SrL ha sottoposto un proprio progetto all’iter autorizzativo di valutazione di impatto ambientale (VIA e AIA). Esso consiste in un impianto di produzione di biometano e compost da fermentazione anaerobica della frazione umida organica dei rifiuti urbani, da ubicarsi nella zona industriale di San Nicola di Melfi (Potenza), della dimensione produttiva di 155.000 t/a di frazione organica e 23.800 t/a di scarti vegetali (potature, sfalci).

Il sindaco di Melfi, Livio Valvano, parallelamente al procedimento di VIA (valido in tutto il territorio nazionale), ha indetto una Conferenza Pubblica Partecipativa; uno strumento che è stato introdotto nel Comune di Melfi dal Consiglio Comunale con delibera n.33 del 15 giugno 2017. 

Storia e contesto di sfondo

Il Comune di Melfi si colloca nel nord della Basilicata al confine con Puglia e Campania, nelle pendici nordorientali del Monte Vulture. Attualmente vi resiedono 17.750 abitanti. La tradizione politica è stata dal dopoguerra al 1978 sempre dominata dalla Democrazia Cristiana, dopodiché fino al 1993, sempre socialista (PSI) e poi é stata contesa alternante tra centrosinistra e centrodestra. Dal 2011, poi riconfermato nel 2016, è sindaco Livio Valvano (PSI) alla guida di una coalizione di centrosinistra (PD, SEL e liste civiche). 

Il territorio di Melfi non ha mai avuto un forte spopolamento. Nei vent’anni successivi al dopoguerra ha avuto un forte incremento (18.200 abitanti nel 1961), dopodiché è andato in calo, è stato territorio di emigrazione, fino agli anni novanta, periodo in cui sono stati realizzati dei nuovi grandi insediamenti industriali FIAT, Barilla e il loro indotto. L’impianto di biogas proposto avrebbe dovuto insediarsi proprio nel nei pressi dello stabilimento Barilla, a fianco del depuratore consortile.

Entità organizzative, di supporto e finanziatrici

Regione Basilicata sovrintende il procedimento amministrativo di autorizzazione e valutazione ambientale (VIA e l’AIA).

Comune di Melfi è tenuto ad esprimere un parere nelle Conferenze di Servizi su progetti o provvedimenti che potrebbero avere ricadute ambientali nel proprio territorio. Per fare ciò, la Giunta è tenuta ad indire una Conferenza pubblica partecipativa (Del. Cons. n.33 del 15/6/17) che è presieduta e moderata dal sindaco in persona, Livio Valvano.

Biomethane Plus SrL è una società di capitali con sede a Melfi. E’ rappresentata dall’Ing. Sacco e dall’ing. Scarola.

Selezione e reclutamento dei partecipanti

Conferenza pubblica partecipativa è stata organizzata il giorno 14/11/2018 dalle ore 10:40 alle 13:20 presso il Municipo o altri locali comunali. La conferenza è stata convocato con un avviso pubblico divulgato il 24/10, tramite manifesti affissi nella città, comunicati stampa del Comune, sulla rete. Della conferenza viene redatto un verbale integrale che poi è pubblicato sul sito del comune. “I soggetti che si dichiarano parte interessata partecipano alla Conferenza di Servizi Partecipativa e possono intervenire in ordine a questioni di carattere conoscitivo, tecnico e scientifico direttamente attinenti l’opera o l’intervento progettato e i suoi effetti sull’ambiente. All’esito della Conferenza l’Amministrazione Comunale in fase autorizzatoria anche nell’ambito dei procedimenti per il rilascio di pareri in ambito provinciale o regionale dovrà tener conto delle proposte e dei pareri acquisiti nell’ambito del procedimento partecipativo” [1]. Alla conferenza hanno partecipato con il proprio intervento:

  • sindaco di Melfi, Livio Valvano;
  • proponenti ing. Sacco e ing. Scarola (Biomethane Plus SrL);
  • consigliera Angela Bisogno (M5S);
  • Antonio Catalani, direttore Agroalimentare Sud SpA e rappresentante delegato per Candeal Commercio, Cargil, Preziosi Food, Barilla SpA;
  • Danilo Carbone e Nicola Abiuso, rappresentanti del Comitato Diritto alla Salute;
  • consigliere regionale Gianni Leggieri (M5S);
  • prof. Onofrio Laricchiuta, tecnico consulente del Comune di Melfi; 
  • Antonio Cignarale, cittadino
  • sindaco di Montemilone, D’Amelio.

Probabilmente erano presenti altre persone di cui tuttavia non si riporta il dato. L’incontro è andato in streaming Facebook dalla pagina del Comune.

Metodi e strumenti usati

Conferenza pubblica partecipativa si tratta di un incontro pubblico di consultazione, moderato dal sindaco, registrato e trasmesso in streaming via Facebook [2].

Cosa è successo: processo, interazione e partecipazione

Il 14/11/2018 si è tenuta la Conferenza pubblica partecipativa, che è stata presentata dal sindaco nelle sue modalità di svolgimento, dopodiché traccia l’iter del procedimento e dà la parola all’ing. Sacco della ditta Biomethane Plus Srl che ha rispiegato l’iter passato e la strategia dell’azienda e del motivo della proposta. 

In seguito alla prima presentazione dell’istanza di VIA del 10/12/2015, la prima conferenza dei servizi si tenne solo il 19/12/2017, in seguito anche ad un ricorso al TAR per il silenzio serbato fino a quella data [3]. I pareri furono tutti negativi perché i quantitativo era considerato esorbitante rispetto al fabbisogno zonale e al rischio di emissioni odorigene in presenza di industrie agroalimentari. Nonostante non ci fossero norme che prescrivessero un limite di dimensioni dell’impianto di biogas né la distanza di provenienza (che è potenzialmente libera in tutta Italia) e la conformità rispetto alle emissioni di quanto stabilito nel Piano regionale di gestione rifiuti, la ditta Biomethane ha ridotto l’impianto a 30.000 t/a e ha reso tutto il progetto compatibile con i migliori standard tecnologici sul mercato. Dice l’ing. Sacco che l’ha fatto perché credono fermamente nel progetto e perché sono persone che vivono a Melfi e ci tengono a non fare cose “raffazzonate” [4]. Inoltre argomenta sui vantaggi economici per la comunità, i benefici economici e ambientali dovuti ad un sito di riciclaggio vicino (attualmente le frazioni organiche vengono inviate al Nord Italia), il recupero di biogas per autotrazione e produzione di energia elettrica, calore e fertilizzante confezionato in sacchi.

La consigliera Bisogno fa notare che si sarebbe dovuto organizzare la Conferenza in un orario pomeridiano o serale per permettere ai cittadini che lavorano di poter assistere. Inoltre torna sulle dimensioni dell’impianto che vanno oltre il fabbisogno regionale e quindi è contraria ad assecondare progetti che importano scarti da territori confinanti. Dunque chiede una serie di prescrizioni che potrebbero condurre ad un suo parere favorevole (la ripetizione della Conferenza pubblica, il massimo lavorabile dall’impianto a 30.000 t/a, la possibilità di sospendere le attività dell’impianto senza preavviso non appena si manifestano emissioni di odori o fuoriuscite di liquidi inquinanti). 

Antonio Catalani (direttore Agroalimentare Sud) è contrario per la questione del rischio odori. Inoltre aggiunge che la zona industriale di Melfi versa in cattivo stato di manutenzione stradale e che le aziende agroalimentari sono a rischio di blocco perché non riescono a trovare il modo di smaltire i fanghi di depurazione di industria alimentare, che al momento non sono considerati rifiuti e non possono più essere smaltiti in impianti di biogas appositi, di cui uno simile a quello proposto è già esistente nell’area.

Intervengono i rappresentanti dei comitati e il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, portando istanze contrarie e facendo spesso riferimento ai trascorsi problemi di inquinamento che il territorio ha già dovuto sopportare. Il prof. Laricchiuta, chimico dell’Università di Bari, consulente del Comune, sebbene auspichi il trattamento della frazione organica, come gli altri, non è convinto delle misure anti-odorigene dell’impianto e conclude che “per fortuna” la regione con il suo piano rifiuti ha escluso l’insediamento di tali impianti vicini a siti sensibili come quelli dell’industria agroalimentare [5]. 

In particolare, richiamando la relazione del prof. Laricchiuta, la Giunta del Comune di Melfi, in data 1/8/19, delibera un parere “non favorevole” (Link 1).

Influenza, risultati ed effetti

L’esito della conferenza è stato recepito in pieno dalla Giunta il 1/8/2019 [6], che si è trovata con tutti gli attori non proponenti, diffidenti o avversi al progetto. Così è stato l’ultimo esito della Conferenza dei servizi regionale. 

Analisi e lezioni apprese

La Conferenza pubblica partecipativa pur essendo un tentativo partecipativo non può dirsi del tutto equilibrato e non ha dedicato un tempo sufficientemente lungo ad un dibattito tecnico abbastanza complesso. La Conferenza pubblica partecipativa è sicuramente qualcosa di più della Conferenza dei servizi così come procedimentalmente pensata; è una consultazione onesta e parca, che stimola anche il confronto e potrebbe condurre al dialogo se ad essa fosse stato dato seguito come richiesto dalla consigliera e concesso dal sindaco, ma ciò non è avvenuto e si è lasciato prevalere l’unanime parere tecnico e attoriale non favorevole, nonostante non ci fossero effettive norme - semmai interpretate - che lo legittimassero del tutto. Si poteva, ad esempio, aprire un confronto creativo nelle modalità adottate da Ascolto Attivo per i siti di compostaggio di Roma.

Vedere anche

Comune di Roma, percorso partecipativo impianti di compostaggio

Comune di Melfi

Riferimenti

[1] Comune di Melfi, Conferenza pubblica partecipativa, 14/11/2018, p. 1-2, http://www.comune.melfi.pz.it/index.php?pagina=3103 (ril. 11/11/19).

[2] Ib., p. 13.

[3] Ib., p. 7.

[4] Ib., p. 10.

[5] Ib., p. 30.

[6] Comune di Melfi, Delibera di Giunta n. 116 del 1/8/2019, http://www.comune.melfi.pz.it/upload_file/2/2944/Delibera%20di%20G.%20M.%20n.%20116%20del%20201902082019.pdf (ril. 11/11/19).

Collegamenti esterni

Comune di Melfi, Criticità ambientali, progetto Biomethane Plus, http://www.comune.melfi.pz.it/index.php?pagina=2944 (ril. 11/11/19).

Notes