Data

General Issues
Economics
Specific Topics
Budget - Local
Location
Mira
Veneto
30034
Italy
Scope of Influence
City/Town
Start Date
End Date
Ongoing
No
Time Limited or Repeated?
A single, defined period of time
General Types of Methods
Public budgeting
Specific Methods, Tools & Techniques
Participatory Budgeting
Legality
Yes
Facilitators
Yes
Face-to-Face, Online, or Both
Face-to-Face
Decision Methods
General Agreement/Consensus
Voting
If Voting
Preferential Voting
Communication of Insights & Outcomes
Public Report
Public Hearings/Meetings
New Media
Type of Organizer/Manager
Local Government
Type of Funder
Local Government
Staff
No
Volunteers
No

CASE

Bilancio Partecipativo 2016 Comune di Mira [Italian]

May 27, 2019 Scott Fletcher, Participedia Team
September 27, 2017 alexmengozzi
General Issues
Economics
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Budget - Local
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Mira
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Problems and Purpose

Bilancio partecipativo del Comune di Mira (Venezia) 38.000 abitanti e 31.000 elettori localizzati nell'area sud ovest della Città Metropolitana di Venezia. Si tratta di un BP al secondo anno di attivazione, con un budget di €100.000 (raddoppiato rispetto al primo anno), lo 0,18% delle entrate, che ha raggiunto 950 voti nella partecipazione finale, il 3% degli elettori (il voto era riservato soltanto ai residenti maggiorenni). Il modello di BP della nuova amministrazione, guidata dal giovane sindaco M5S Alvise Maniero (26 anni, laureando in Scienze Politiche all’Università di Padova), ha le seguenti caratteristiche:

  • che gli ambiti d’intervento riguardano le spese di investimento finalizzate ad interventi di manutenzione del patrimonio dell’ente, qualità urbana nonché acquisti di attrezzature e beni durevoli;
  • che l’entità delle risorse economiche da destinare alla procedura partecipata è pari ad €. 100.000,00 da individuare nel contesto del bilancio di previsione per l’anno 2017;
  • che nel coinvolgimento della cittadinanza viene individuato un campione di popolazione, da estrarre a sorte dall’archivio anagrafico comunale, rappresentato da un target di circa 1000 cittadini dai 18 anni e più, provenienti in maniera omogenea dalle diverse frazioni/località del territorio, nel rispetto delle pari opportunità;
  • di prevedere il carattere vincolante per l’Amministrazione delle decisioni prese dai cittadini nell’ambito della procedura partecipata;
  • di stabilire che la realizzazione del progetto vincitore non deve comportare spese correnti riflesse sul bilancio comunale (cit., Del. G. 172/16, p.4);

Background History and Context

Nel 1871, Mira era un paese dell’immediato entroterra meridionale veneziano, che contava 8.600 abitanti. Da allora è cresciuto senza sbalzi e in maniera lineare fino agli anni ottanta, configurandosi come un tipico piccolo centro in area metropolitana, per poi fermarsi e avere una forte ripresa di crescita dal 2001 al 2011 con la forte immigrazione, fino a raggiungere i 38.000 abitanti di oggi.

Il Comune di Mira può essere considerata un’area depressa. Non ci sono mai stati dei progetti a lungo termine volti a migliorare la vita dei cittadini; non abbiamo mai avuto strutture sportive decenti, non ci sono scuole superiori, esiste un teatro con una stagione limitata a serate che si contano sulle dita di una mano. La cittadinanza è rassegnata al fatto di vivere in un paese dormitorio e non ha aspettative anche perché è piuttosto facile lasciare il proprio paese ed approfittare di iniziative a servizi che si trovano nei comuni limitrofi dove la percezione di “paese” era più forte e quindi si sono impegnati di più a salvaguardare identità locali e quindi anche servizi. Mira è un territorio di passaggio, cresciuto con una popolazione che serviva manodopera a Porto Marghera e altre località industriali limitrofe, con la necessità di avere una casa di proprietà, un’auto, la scuola dell’obbligo per i figli che poi se ne vanno a Mestre, Mirano, Dolo, a studiare e spessissimo a lavorare. Nei programmi elettorali si davano scarse aspettative alla cittadinanza, limitate e poco ambiziose (intervista del 20/3/2017).

Caratterizzato da una numerosa popolazione operaia dovuta alla presenza della grande industria chimica dei detersivi e saponi (Mira Lanza, poi Reckitt Benckiser) dal 1970 al 1992 è sempre stato guidato da giunte di sinistra (PCI, PSI). Dopo una breve parentesi dal 1992 al 1993 dove ha prevalso un sindaco appoggiato da DC, Lega Nord e Verdi, fino al 2012 ha sempre prevalso il centrosinistra. Alle elezioni del 2012 dopo un primo turno in cui il sindaco Carpinetti, ricandidato con il Partito Democratico e una lista composta da SEL, IdV, PRC, PdCI, UdC, raggiunge il 43% (con 7.848 voti), il centrosinistra viene battuto al ballottaggio dal candidato del Movimento 5 Stelle con 8.102 voti (52%) rispetto ai 7.334 (47,51%) ripresi da Carpinetti, più alti in percentuale ma non sufficienti a compensare la minore affluenza (-11%) e il massiccio afflusso verso il giovane Alvise Maniero (26 anni nel 2012) che aveva preso solo 3.169 voti (17,37%) al primo turno.

La ragione della sconfitta non ha una imputazione chiara perché dall'articolo letto del Gazzettino.it (8/1/2015) pare che il sindaco uscente non sia perseguito dalla giustizia ma se ne vada a Roma a sceneggiare il suo libro, in cui racconta un poco autobiograficamente della storia del sindacalismo di Mira (di cui lui, 46enne sarebbe erede, essendo dirigente della CGIL a Roma), degli errori della sinistra e del ritorno dell'uomo qualunque. Parla anche di "un pd lacerato da ripicche e litigi" che evoca due anni prima degli eventi, una mirabile profezia! L'ex sindaco è anche dipendente dell'Istituto regionale Ville Venete (intervista ad un partecipante del 20/3/2017).

Dalla visione dei programmi non risulta che il BP fosse nell’elenco degli impegni da assumersi. Anche il tema “Comune & Cittadini” non si trova ai primi posti e comunque tratta di “Ripresa audio e video dei consigli comunali” [...], “proposta di un tetto per gli stipendi di management delle aziende municipalizzate e per cariche elettive pubbliche”, e così via. Appare in gran parte come un elenco di desiderata riportati tali e quali nel programma dopo lo spoglio di una campagna di questionari (M5S, 2012, p. 3).

Il programma del centrosinistra, oltre ad essere più curato nella terminologia, seppur cautamente, intendeva portare avanti una politica di:

PARTECIPAZIONE E TRASPARENZA - Vanno portati a compimento i Consigli di Partecipazione, un maggior coinvolgimento delle associazioni, delle consulte, dei comitati e dei cittadini nelle frazioni, trovando momenti di confronto e di partecipazione nella programmazione del bilancio previsionale e nelle scelte strategiche per la città. Questo come indispensabile obiettivo di un ulteriore allargamento della partecipazione sociale, attraverso anche l'attività nei centri civici e in altre sedi, come momento di aggregazione dei giovani, degli anziani, di gruppi diversi.

Altresì è fondamentale proseguire nella trasparenza amministrativa, come già fatto in termini on line dei redditi degli amministratori, delle procedure di gara e dell’informazione a tutto campo sulle attività di tutti i settori del Comune.

In quest’ottica la valutazione di istituire la registrazione dei Consigli On line è un passo importante per la partecipazione attiva dei cittadini (cit., Programma centrosinistra, 2012, p. 2).

E’ da questa situazione, abbastanza paradossale, che al terzo anno (2015) dal suo insediamento, viene avviato il BP a Mira, con €50.000 da mettere a disposizione per progetti realizzati solo da giovani (popolazione dai 15 ai 29 anni), sui quali poi hanno votato tutti. Ma perché a tre anni dal suo insediamento questo avviene? E perché solo ai giovani? Non ne abbiamo la certezza che sia l'unico motivo, ma pare che la Giunta per il primo e forse anche per il secondo anno, non abbia potuto lavorare in piena serenità perché la sera del 20 luglio 2012, a pochi mesi dalla elezione, un caso drammatico ha coinvolto l'amministrazione. Un ragazzo è salito sul tetto vetrato della piscina comunale chiusa per ristrutturazione ed è caduto, rimanendo tetraplegico. Il sindaco, due dirigenti comunali, il gestore della piscina e tre tecnici vennero indagati. I genitori, dopo la prima archiviazione, hanno chiesto il ricorso e il processo ai tempi dell'articolo del Fatto Quotidiano (17/5/2016) era ancora in corso.

Nella prima edizione la partecipazione alla elaborazione dei progetti è stata aperta solo alle proposte dei giovani (dai 15 ai 29) e un motivo di questa scelta radicale potrebbe essere stato proprio il fatto accaduto a quel giovane che è rimasto gravemente infortunato. Probabilmente il sindaco, essendo giovane, ha percepito un disagio diffuso o un bisogno di riconciliazione, ad ogni modo bisognerebbe proseguire nell'indagine [1].

Nella seconda edizione invece la partecipazione alla elaborazione dei progetti è stata aperta alle proposte di tutti (con alcune esclusioni - vedi Selezione dei partecipanti) “i maggiorenni residenti, italiani e non” (Comune di Mira, lettera prot. 58221/2015).

Organizing, Supporting, and Funding Entities

Il BP è stato organizzato dal Comune di Mira. Nella pagina del sito comunale si legge il Capitolo “Costi: nessun costo” (Vedi immagine allegata > link) eppure è sempre stato dichiarato fin dalla prima esperienza che è stato affidato l’incarico di curare il processo ad un facilitatore esterno all’amministrazione (Del. G. n.172/2016, p. 2). Da un'intervista del 3/2/2017 emerge che la facilitazione del processo è stata affidata (nel 2016) tramite bando pubblico e selezione delle candidature ad un professionista esterno (Dr. Gramaglia) per l'importo di circa 5.000 Euro e che nel suo complesso, il progetto ha comportato comunque un coinvolgimento operativo dei dirigenti comunali e nuovi compiti organizzativi interni che ha richiesto maggiore coordinamento, ore lavoro e spese per la comunicazione.

Participant Recruitment and Selection

I partecipanti vengono distinti in 4 fasi. La prima fase di informazione è aperta a tutti.

La seconda fase di progettazione è riservata ad un campione formato da coloro che accettano di essere coinvolti in 4-5 incontri con i tecnici dell’amministrazione. Questo invito, viene inoltrato ad un campione casuale stratificato (sulla base di età, genere e località) di 1000 residenti. L'accesso a questo gruppo però - come si avverte nella lettera di invito - viene escluso secondo i seguenti criteri:

  • chiunque ricopra incarichi di natura politica sul territorio nazionale [...];
  • chiunque ricopra incarichi in consigli di amministrazione di aziende, enti, consorzi e fondazioni a partecipazione pubblica;
  • coloro che ricoprono incarichi in organi dirigenti di partiti politici, sindacati, ordini e collegi professionali, associazioni di categoria;
  • presidenti delle associazioni di volontariato presenti sul territorio comunale;
  • dipendenti del Comune - sono ammessi invece i dipendenti delle aziende partecipate dal Comune (Comune di Mira, lettera d’invito, 2015).

Non è riportato sul sito quanti cittadini, alla fine della fase di reclutamento, siano stati effettivamente reclutati. Non essendo riusciti a completare il campione con le adesioni su invito selettivo si è proceduto a completare il gruppo con le candidature spontanee e sollecitazioni mirate (come da intervista, vedi sopra).

La terza fase di presentazione dei progetti è aperta a tutti e la quarta fase, di votazione dei progetti, è aperta a tutti i maggiorenni residenti.

L'esclusione dei tradizionali rappresentanti dei portatori di interesse dalla fase progettuale, è stata intenzionalmente orientata alla selezione di persone meno abituate alla trattativa politica, dunque meno condizionate da interessi di fazione o bloccate su posizioni ideologiche, per avvicinarle al bene comune e facilitare il confronto in un'ottica deliberativista. Tuttavia il progetto è stato prima presentato agli organismi di partecipazione decentrata, "le Consulte" (sia tematiche che di quartiere, formate da rappresentanti delle associazioni e rappresentanti di zona) con le quali si è fatto intendere che avrebbero contribuito alla buona riuscita del percorso sollecitando la propria rete di associati e contatti a partecipare (sia nella fase progettuale che in quella di voto), magari portando idee progettuali discusse prima nelle proprie sedi e poi mobilitando il voto. In tale modo si sarebbe stimolata la partecipazione democratica anche in quelle sedi della società civile che dovrebbero formalmente coltivarla ma talvolta non abbastanza. Questo è dedotto dalla lettura completa del processo (Comune di Mira, progetto, 2016) e dei suoi avvisi. Altra interpretazione deducibile e più esplicita potrebbe essere quella secondo cui la scelta era coerente con una strategia per non trovarsi a condividere un percorso e dunque a vedersi riempire i gruppi di progettazione di cittadini legati ad un tessuto di partecipazione civica abbastanza forte come quello veneto, appartenente, per la maggior parte, allo schieramento di centrosinistra; dunque indurre un nudge, spingere con una forzatura, verso un ricambio o un rimescolamento della rete del volontariato italiano, che molto spesso riproduce logiche clientelari o gerarchiche (paternalisticamente democratiche) ed è poco incline alla partecipazione pubblica [ndr].

Methods and Tools Used

Il Bilancio partecipativo (BP) è uno metodo di partecipazione nato a Porta Alegre in Brasile negli anni ottanta, che prevede la messa a disposizione della decisione pubblica, una percentuale del bilancio di previsione (budget) comunale. Le fasi di apertura generalmente sono organizzate con assemblee pubbliche aperte a tutti nelle varie zone della città/territorio in cui si manifestano i problemi e i bisogni degli abitanti, così come eventuali soluzioni. Le assembleee pubbliche prevedono di solito una introduzione o un saluto politico e poi sono facilitate. In alcuni casi, in tali assemblee si eleggono i rappresentanti oppure - come nel caso in esame - vengono estratti a sorte sulla base delle candidature, coloro che andranno a discutere nella fase successiva quali progetti e interventi proporre e progettare. Tali proposte vengono vagliate dai funzionari-tecnici comunali che ne valutano la fattibilità, facendole proseguire alla fase successiva della selezione. Nelle assemblee finali aperte a tutti, nuovamente, si votano le proposte da realizzare. Negli ultimi anni vengono utilizzate sempre di più le votazioni online.

Con Collaborative design si intende un'ampia tipologia di laboratori di discussione in cui - come nel caso in esame - tecnici che si occupano professionalmente di approntare piani o progetti, si confrontano, discutono e cercano di condividere con altri cittadini (non tecnici o tecnici in veste di cittadini) gli obiettivi e il disegno più o meno dettagliato di una atto/azione pubblica.

What Went On: Process, Interaction, and Participation

L’interazione avviene in 4 diverse fasi, nell'arco di circa 4 mesi.

1. Informazione

Nella prima fase, di informazione, si forniscono spiegazioni sul percorso, quali sono gli obiettivi e il metodo del processo, tramite incontri pubblici. La fase consiste in classiche assemblee in presenza dei rappresentanti dell’autorità (eletti e funzionari). Il primo incontro si è tenuto il 4/2/16. Non ci sono informazioni sul numero dei partecipanti né verbali degli incontri.

2. Progettazione

La seconda fase che parte dopo il reclutamento del campione casuale stratificato, invitando 1000 individui, si avviano, in 3 incontri consecutivi (18/2, 17/3 e il 31/3 vedi Calendario incontri per coloro che hanno aderito) i gruppi di progettazione che assieme ai tecnici, in un confronto di ideazione e selezione dei progetti (collaborative design) redigono la “rosa dei progetti”. "In questa fase sono coinvolti direttamente i dirigenti comunali che si “alterneranno nel fornire un quadro sintetico di funzionamento del Comune in base alla struttura organizzativa esistente delineando sommariamente le principali attività di competenza e la programmazione di bilancio dell’ente per poi delineare i diversi ambiti d’intervento che riguarderanno, come nella prima esperienza di bilancio partecipativo, le spese di investimento finalizzate ad interventi di manutenzione del patrimonio dell’ente, qualità urbana nonché acquisti di attrezzature e beni durevoli. In particolare i Dirigenti con il supporto dei tecnici di settore presenteranno le aree interessate e interessabili dalla partecipazione” (Comune di Mira, progetto 2a edizione, 2016, p. 4). “Gli uffici comunali interessati analizzeranno le idee progettuali emerse in tali laboratori esprimendo, a seguito di un’attenta analisi interna che potrà necessitare anche di verifiche tecnico-economiche ed eventuali sopralluoghi, una valutazione di fattibilità. [...] Comunque sarà organizzato apposito incontro per spiegare le ragioni di fattibilità o meno delle idee progettuali analizzate motivando le ragioni. Le motivazioni dei sì e dei no verranno rappresentate ai partecipanti in maniera chiara e trasparente con l’ausilio dei tecnici” (Ib., p.5)̀. Non ci sono informazioni sul numero dei partecipanti né verbali degli incontri.

3. Presentazione pubblica dei progetti

In una penultima fase che avviene con l'incontro del 14/4, “i partecipanti verranno, quindi, responsabilizzati nella decisione della rosa dei progetti finali da trasferire da parte dei tecnici in schede di progetto descrittive del titolo, delle attività e delle opere funzionali alla realizzazione della proposta, nonchè indicative della stima delle risorse economiche necessarie. Infine in apposito incontro pubblico verrà presentata dall’Amministrazione, con il supporto eventuale dei partecipanti sostenitori delle idee in competizione, la rosa dei progetti finali finanziabili da sottoporre a votazione da parte di tutta la cittadinanza. La documentazione elaborata sui progetti finali da mettere in votazione verrà comunicata alla cittadinanza attraverso diversi strumenti di comunicazione (sito istituzionale, comunicati stampa, informative,ecc...)” (Ib., p. 5). Non ci sono informazioni sul numero dei partecipanti, né verbali degli incontri.

4. Votazione

Infine si passa alla votazione popolare dal 15 al 30 apirle. “Le proposte in competizione saranno consultabili sul sito internet del Comune e presso le diverse sedi di votazione (es: Urp, Biblioteca di Mira ed Oriago).

Potranno votare tutti i cittadini maggiorenni residenti a Mira, italiani e non. Ciascun cittadino potrà esprimere un solo voto.

Essendo ammesso un solo voto per uno specifico progetto nel caso di espressione del voto telematico e di quello cartaceo, prevarrà quello espresso con modalità cartacea” (Ib., p.5). Eppure poi si è optato solo per il voto tradizionale su scheda presso i locali dell’Urp e delle biblioteche comunali, negli orari di apertura al pubblico normali, in un lasso di tempo di 2 settimane (Comune di Mira, informativa voto finale, 2016).

Dal momento della definizione dell’elenco dei progetti candidati alla votazione si formano spontaneamente dei gruppi di sostenitori del proprio progetto che portano avanti una mini-campagna elettorale, sia andando nelle strade a parlare con la gente sia con con vari mezzi multimediali (video > link).

Infine il 13/5 si presentano in un ulteriore incontro pubblico i risultati della votazione. Il progetto più votato con 319 voti nel 2016 è "una nuova sede per gli sport d'acqua", a Mira infatti si pratica canottaggio, kayak e si può andare in barca e c'è una squadra giovanile di tutto rispetto. Il secondo classificato ma non finanziato, riguardava "la riqualificazione dell'ex-campo da rugby" con 205 voti. Non ci sono informazioni sul numero dei partecipanti né un verbale dell'incontro.

Una procedura formale di monitoraggio relativa all'implementazione progetti vincenti non è stata prevista dal progetto ed è assente nelle comunicazioni del sito. La rapida ricognizione di un social network (Facebook) è stata tentata ma non ha dato risultati in proposito.

Influence, Outcomes, and Effects

L'influenza dovrebbe essere alta, visto l'impegno pubblicamente espresso nel progetto: “prevedere il carattere vincolante per l’Amministrazione delle decisioni prese dai cittadini nell’ambito della procedura partecipata” (cit., Del. G. 172/16, p.4). Inoltre come in tutti i casi di BP, il conteggio delle preferenze finale (vedi sopra) ha un influenza simbolica molto alta sulla percezione pubblica e le conseguenti azioni dell'amministrazione. Anche il rituale della presentazione pubblica dei risultati (vedi sopra) dovrebbe incrementare la sua accountability politica.

Tuttavia, al momento sulle pagine web del Comune non è rintracciabile un aggiornamento sullo stato di avanzamento dei progetti votati.

Da un'intervista ad un funzionario del 3/2/2017 emerge che nel primo anno, il progetto dei giovani è entrato nel budget previsto ed è stato in gran parte realizzato. Il progetto vincitore del 2016 (nuova sede per gli sport d'acqua) è in fase di attuazione e completamento burocratico per quel che riguarda il 1° stralcio esecutivo e il bando di gara per i lavori, anche se la cifra messa a disposizione non riuscirà a coprire interamente la realizzazione dell'idea complessiva. Tale affermazione non è stata ulteriormente commentata dall'intervistato e non è possibile non chiedersi cosa possa accadere. Da una seconda intervista ad un partecipante emerge che:

"l’ufficio tecnico del settore Lavori Pubblici ha dato incarico ad un progettista esterno (con compenso ricavato dai 100000€) per lavorare sul progetto più idoneo alla cifra. Traendo spunti dal un precedente progetto presentato dal Canoa Club un po’ di tempo fa (progetto già pagato dal Canoa club Oriago), il progettista ha elaborato un progetto per la costruzione di una sede composta da 4 container poggiati su una platea di cemento che ospiteranno due spogliatoi con bagni e docce, con un piccolo ufficio ad uso segreteria. Inoltre recinzione dell’area, allacciamenti a luce e acqua. Costo del lavoro 76000€ (come si evince dal sito del comune alla voce bandi e gare). Rimane fuori il ricovero canoe (che deve essere coperto e chiudibile visto il valore delle barche), la zona lavanderia e l’area palestra (inizialmente presente nel progetto del Club).

Il bando per l’assegnazione dei lavori è stato aperto a dicembre 2016 (pena il destino dei soldi ad altra voce di spesa) e le buste per l’affidamento della ditta sono state aperte ad inizio di marzo (un mese di ritardo sul previsto). Secondo il cronoprogramma i lavori dovrebbero durare circa due mesi; se tutto andasse per il meglio la sede dovrebbe essere pronta per giugno. Sto cercando di avere risposte sulla stesura di una convenzione in quanto il progetto definiva lo scopo ma non l’associazione a cui la sede sarà assegnata. Ho avuto rassicurazione da parte dell’assessore che maggiormente si è occupata del Bilancio (Spolaore, Pari opportunità) che si procederà con la stesura. Ho anche avuto un incontro con l’assessore allo sport, Sanginitti, per cercare di perorare la causa dal lato agonistico, senza risultati positivi, solo buoni propositi. Quindi, ora (e come sempre) tutto è in mano ai funzionari del settore Lavori Pubblici che determinano scelte tecniche e pare, anche scelte politiche, nel senso che i tempi di attuazione dei progetti sono dati dalla scaletta che l’ufficio determina. Non è mai stato pubblicato per iscritto un vero cronoprogramma; anche se richiesto, ci sono state date solo delle informazioni a voce. E sempre, tutte le informazioni, gli incontri, sono stati dati ed ottenuti dopo mia sollecitazione/richiesta" (intervista del 20/3/2017).

Si ritiene abbastanza grave che i progetti non vengano seguiti da una procedura di monitoraggio formale con comunicazioni ufficiali sul sito web del progetto.

Analysis and Lessons Learned

Il modello di processo adottato evita - o meglio - esclude di coinvolgere direttamente i portatori di interesse tradizionali, la società civile organizzata, almeno nelle figure dei suoi legali rappresentanti. Si rivolge ai cittadini senza cariche pubbliche perché - secondo gli ideatori - “questo approccio consente di conoscere con una buona approssimazione quale sarebbe l’opinione informata di una comunità se fosse possibile coinvolgere tutti i cittadini in una discussione faccia a faccia approfondita in merito a una specifica questione (cosa che, anche solo per motivi pratico-logistici, invece non è possibile). Come si vede, si tratta di un approccio che costituisce un avanzamento rispetto al modello assembleare, in cui non vi è confronto, ma scontro, e i cui partecipanti auto-selezionati sono rappresentativi solo di sé stessi: una partecipazione che in realtà appare assai poco democratica e ancor meno produttiva” (Comune di Mira, progetto, 2016, p. 3). Per "modello assembleare" si intende, nel gergo comune - forse più in Veneto che altrove - un modo di discutere per assemblee aperte a tutti, frequentante sempre dai soliti cittadini più attivi nelle arringhe pubbliche, che in realtà, non sono rappresentativi rispetto alla stragrande maggioranza silenziosa.

Secondo una partecipante intervistata, l'esperienza di confronto con gli altri è stata positiva, e le ha dato la possibilità di comprendere e incidere sul pubblico.

"Anche la posizione della platea nei confronti del bilancio partecipativo era disomogenea; io sono sempre stata convinta che se l’amministrazione aveva proposto questo progetto alla cittadinanza, quello su cui si dovesse lavorare era su proposte che andavano oltre la manutenzione ordinaria e straordinaria e su quanto il Comune dovesse in ogni caso farsi carico come competenza. Ho sempre rigettato convintamente tutte le proposte che prevedevano l’asfaltatura delle strade per coprire le buche, le uscite di sicurezza ancora mancanti in alcune scuole, l’illuminazione straordinaria delle strade, ecc. Se una amministrazione qualsiasi ha bisogno che la cittadinanza decida per questo tipo di interventi ha fallito nel proprio incarico e dimostra di non essere in grado di gestire neanche gli aspetti che le leggi ed i codici impongono ad essa" (intervista del 20/3/2017).

Dato questo approccio, da investigare ulteriormente sono gli effetti del modello sulle strategie di partecipazione al BP delle associazioni locali (il vincitore del 2016 è stato un progetto riguardante proprio una associazione sportiva) e degli attori in generale (compresi i comitati di quartiere) ed eventuali loro reazioni ad ipotetici innalzamenti della posta in discussione. Per esempio ci si chiede quanto abbiano condiviso il modello di selezione del campione che forma il gruppo di progettazione che se affidato solo al caso o alla disponibilità individuale potrebbe escludere qualche gruppo di interesse, magari debole numericamente perché minoritario territorialmente o socialmente, ma portatore di argomenti o idee significative. In realtà le associazioni più strutturate o meno, così come i partiti, possono facilmente mobilitarsi e inviare i propri affiliati in quanto non dirigenti, in modo tale che si può anche testare effettivamente la loro capacità di attivare "rappresentativamente" il territorio. Il numero del campione di 1000 cittadini è talmente ampio e visto che poi vengono accettate anche candidature spontanee ciò garantisce formalmente la non esclusione di coloro che sono fuori dai criteri già esposti (vedi sopra Selezione dei partecipanti).

La mobilitazione delle associazioni è confermato ma non è scontato ed è sempre legato all'iniziativa e alla passione di singole figure.

"in questo contesto è stato difficile parlare coi nostri concittadini e convincerli a votare (1000 voti circa per tutti i progetti sono un risultato a mio avviso deludente rispetto il numero dei votanti). Quindi, da un lato c’era la sorpresa di sentire che qualcuno chiedeva un’opinione su come spendere dei soldi (la cultura della delega ha fatto danni soprattutto localmente dove invece si dovrebbe essere piu’ vigili), dall’altro ci si chiedeva perché quei soldi non si usavano per reali necessità e la lista a Mira è infinita. Ho avuto alcuni scontri, sempre nei limiti della buona educazione e dell’amicizia, con amici che si occupano di altre società sportive che vivono tutti gli anni l’incubo delle assegnazioni delle convenzioni, delle rotture degli impianti sportivi già fatiscenti che il Comune non ripara, delle migrazioni in altri comuni per poter trovare degli impianti omologabili ai vari campionati, che non erano molto propensi a darmi una mano, nella fase finale di voto. Proprio perché non si capiva il senso di togliere, da un piatto già magro, risorse che potevano essere utili da altre parti.

[...] non è stato facile neanche convincere i partecipanti al BP ad appoggiare il mio progetto, proprio perché orientato ad una attività che coinvolgeva di fatto un piccolo gruppo di cittadini, ma che andava a dare una collocazione ad un gruppo sportivo che da oltre 20 anni partecipa a gare nazionali ed internazionali, che ha portato sportivi del territorio a gareggiare ed emergere portando a Mira titoli Mondiali ed Europei. Sta di fatto che ci sono riuscita e poi il grande lavoro di convincimento per far andare a votare amici/parenti/conoscenti nella fase finale, ha fatto il resto" (intervista del 20/3/2017).

Gli aspetti da approfondire dunque riguardano il monitoraggio dei progetti vincitori, il coinvolgimento dei cittadini-progettisti e dei relativi portatori di interesse nella fase di progetto effettiva ed esecutiva e l'informazione pubblica sul loro stato di avanzamento.

"Che si tratti della parte politica ma soprattutto la parte funzionale (gli uffici tecnici), il cittadino si sente un intruso, potenzialmente una fonte di extra-lavoro, che non è un bel sentire... In questo momento sono scoraggiata: i tempi di attuazione sono ridicoli e mi trovo senza saper cosa fare per velocizzare i lavori. Tra due mesi la giunta decade e non avrò neanche interlocutori certi nella parte politica" (intervista del 20/3/2017).

See Also

Participatory Budgeting

References

Il Fatto Quotidiano, 17/5/2016, M5s, il sindaco di Mira è a processo. Pd: "Il criterio dello staff per le espulsioni è la fedeltà a Grillo” > http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/05/17/m5s-il-sindaco-di-mira-e-a-pr...

Gazzettino.it, 8/1/2015. L'ex sindaco di Mira Michele Carpinetti ritorna alle sue passioni di sempre, la regia cinematografica e i temi legati al lavoro, alla vita sociale e alle contraddizioni della politica, http://ilgazzettino.it/pay/venezia_pay/l_ex_sindaco_di_mira_michele_carp... (ril. 3/3/17).

M5S (Movimento 5 Stelle), Mira 5 Stelle, Programma elezioni comunali, Comune di Mira, 2012 www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/mira/Programma%20M5S%20Mira%202012...

Programma della coalizione di centro-sinistra, Elezioni amministrative del 06/21 maggio 2012 www.partitodemocraticovenezia.it/wp-content/uploads/2012/01/ProgrammaGen...

Documenti prodotti dall’amministrazione pubblica

Delibera di Giunta, n°172 del 20/10/2016, Approvazione progetto bilancio partecipativo 3 edizione: indirizzi www.comune.mira.ve.it/public/dgc_172_del_20102016.pdf

Comune di Mira, Lettera d’invito, “IO PARTECIPO!” - Invito a partecipare alla seconda esperienza di Bilancio Partecipativo del Comune di Mira, prot. n. 58221, 23/12/2015 www.comune.mira.ve.it/public/documenti/Settore1/lettera_invito_2016_dest...

Comune di Mira, Progetto 2a edizione, 2016 www.comune.mira.ve.it/public/documenti/Settore1/progettobilanciopartecip...

Comune di Mira, Informativa votazione finale, 2016 www.comune.mira.ve.it/public/ssdd/informativa_votazione_bilancio_parteci...

External Links

Video di un progetto candidato al BP del 2016 https://www.youtube.com/watch?v=m5g0Zg5TE7k&t=8s

Pagina sito web del Comune di Mira - Bilancio partecipativo https://www.comune.mira.ve.it/index.php?area=1&menu=546

Notes

[1] Si precisa che questa deduzione non è stata suggerita dalla intevista del 3/2/2017 che tali notizie non aveva riferito.