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Sito dedicato del Piano strategico metropolitano di Genova
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Ongoing
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Make, influence, or challenge decisions of government and public bodies
Approach
Consultation
Spectrum of Public Participation
Consult
Total Number of Participants
126
Open to All or Limited to Some?
Open to All
Targeted Demographics
Appointed Public Servants
Elected Public Officials
Stakeholder Organizations
General Types of Methods
Planning
Public meetings
Deliberative and dialogic process
General Types of Tools/Techniques
Facilitate dialogue, discussion, and/or deliberation
Propose and/or develop policies, ideas, and recommendations
Specific Methods, Tools & Techniques
Focus Group
Legality
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Facilitators
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Facilitator Training
Professional Facilitators
Face-to-Face, Online, or Both
Both
Types of Interaction Among Participants
Ask & Answer Questions
Discussion, Dialogue, or Deliberation
Listen/Watch as Spectator
Information & Learning Resources
Video Presentations
Expert Presentations
Decision Methods
Idea Generation
Communication of Insights & Outcomes
Public Report
Primary Organizer/Manager
Città metropolitana di Genova
Type of Organizer/Manager
Regional Government
Non-Governmental Organization
Funder
Città metropolitana di Genova
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Regional Government
Staff
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Types of Change
Changes in public policy
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Appointed Public Servants
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Formal Evaluation
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CASE

Il Piano Strategico Metropolitano di Genova [Italian]

October 31, 2019 19:07   (UTC +00:00) Scott Fletcher, Participedia Team
October 31, 2019 19:07   (UTC +00:00) Scott Fletcher, Participedia Team
October 24, 2019 23:11   (UTC +00:00) alexmengozzi
October 24, 2019 23:11   (UTC +00:00) Alanna Scott, Participedia Team
October 21, 2019 19:07   (UTC +00:00) alexmengozzi
October 21, 2019 19:07   (UTC +00:00) alexmengozzi
October 15, 2019 15:03   (UTC +00:00) alexmengozzi
October 15, 2019 15:03   (UTC +00:00) alexmengozzi
October 15, 2019 15:03   (UTC +00:00) alexmengozzi
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Il piano strategico metropolitano di Genova ha attivato un processo partecipativo riconoscendolo formalmente come indispensabile metodologia necessaria al funzionamento efficace del nuovo ente, la Città metropolitana.

Problems and Purpose

La legge 56/2014 (c.d. legge Delrio), anticipando una proposta di riforma costituzionale poi sconfitta dal referendum del 4/12/2016, ha di fatto destituito le vecchie province italiane, introducendo un percorso di riorganizzazione territoriale delle cosiddette “aree vaste” ossia quegli enti territoriali intermedi (tra regioni e comuni) dette “città metropolitane” o province (utilizzando ancora il termine province per le città medio piccole), con funzioni di indirizzo strategico, pianificazione generale, gestione e coordinamento di servizi pubblici, governo del sistema della mobilità e viabilità, promozione e coordinamento dello sviluppo economico e dei sistemi informativi (art. 1). 

Obiettivi specifici del percorso partecipativo qui in esame sono: 

  1. analisi partecipata e condivisa del contesto del territorio e delle sue relazioni esterne;
  2. elaborazione partecipata e condivisa del piano strategico (CM Genova, 2017, p. 46).

Background History and Context

Apparsi in Italia come prime esperienze sperimentali verso la fine degli anni novanta, i piani strategici sono diventanti strumenti di programmazione con la legge n.56/2014 (c.d. legge Delrio). Ad essi devono fare ricorso le città metropolitane (art. 1, c. 44) per ridefinire il loro contesto territoriale, gli obiettivi e gli assetti di governance.  

Le città metropolitane nascono con una legge preparata frettolosamente nell’aprile del 2014, due mesi dopo l’insediamento del nuovo governo Renzi, con Graziano Delrio sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. Quest’ultimo già ministro, nel precedente e brevissimo governo Letta, degli affari regionali e delle autonomie. 

La legge portava avanti una riforma istituzionale che sarebbe stata poi perfezionata con la riforma costituzionale voluta da Renzi, poi sconfitta al referendum del 4/12/2016. Nonostante la riforma delle province introdotta dalla cosiddetta legge Delrio sia stata dibattuta solo in Parlamento in poco tempo, accordando una sorta di grande coalizione centrosinistra-centrodestra inusitata, le città metropolitane sono da decenni al centro di un dibattito ancora in corso, sulla necessità di restaurare gli assetti amministrativi ereditati dalle configurazioni otto-novecentesche (dallo stato sabaudo prima e da quello fascista poi, per esempio in Italia) non più adatti ai mutamenti geografici delle nuove aree a sviluppo avanzato, dotate di una elevata complessità socio-economica e un delicato equilibrio ecologico dovuti ad un territorio sempre più pressato e connesso internazionalmente. Una delle conclusioni più rilevanti e condivise in questo dibattito è sempre stata la necessità di un percorso di inclusione nel processo decisionale delle volontà degli attori e della popolazione. 

“La nuova legge ha affidato ai Sindaci e agli Amministratori dei Comuni del territorio il compito di modellare il nuovo sistema, sulla base delle esigenze e delle prospettive di sviluppo di ogni realtà metropolitana [...]. E’ la capacità di costruire una vera governance unitaria ed efficace a consentire alla nuova amministrazione locale di governare per trovare soluzioni condivise alle questioni metropolitane e ad assolvere il difficile compito di migliorare i servizi, ammodernare la pubblica amministrazione e rinnovare il rapporto tra cittadini e istituzioni. In questa prospettiva abbiamo lavorato al primo piano strategico di Città” (CM, 2017, p. 3).

Il messaggio che è “importante comunicare, sia all’interno che all’esterno del territorio metropolitano, il cambiamento dell’Ente che non è un restyling della Provincia, ma l’inizio di una nuova modalità di governance del territorio aperta a sinergie e contributi esterni, in cui la Città Metropolitana è protagonista del cambiamento stesso, è l’interlocutore principale per raggiungere uno sviluppo del territorio, condiviso e sostenibile, è luogo di attrattività di risorse dal mondo esterno” (Ib., p. 9). 

La tradizione politica della provincia di Genova dal dopoguerra è lineare. Partita come democristiana fino al 1971, grazie anche alla crescita della presenza operaia, c’è uno spostamento a sinistra, da quell’anno iniziano governi con a capo presidenti del PSI ed uno del PCI (Elio Carocci nel 1985). Poi dal 1993 al 2012 presiedono due esponenti del centrosinistra (PDS-L’Ulivo-La Margherita-Partito Democratico). Gli ultimi due anni prima della riforma sono stati presieduti da un commissario straordinario nominato dal governo. 

Dal 2014, il sindaco della nuova città metropolitana coincide per legge con il sindaco del capoluogo, dunque il sindaco di Genova, che è Marco Doria, indipendente di sinistra, eletto alle comunali del 2012, in una ampia coalizione comprendente anche SEL e Federazione della Sinistra. Ma dopo 5 anni in comune e 3 in città metropolitana Doria quasi si dimette prima della scadenza di mandato [1] e il nuovo candidato del centrosinistra Gianni Crivello verrà sconfitto da Marco Bucci del centrodestra, grazie a una Lega Nord già in forte crescita. Tuttavia la Città metropolitana è attiva ed ha un proprio statuto approvato all’unanimità il 19/12/2014. Tra i suoi principi al comma 1 dell’art. 31 la partecipazione pubblica ha un forte rilievo: “La Città metropolitana informa la sua attività al principio del coinvolgimento e delle più ampia consultazione dei comuni, singoli o associati, e delle comunità ricomprese nel suo territorio”. 

Organizing, Supporting, and Funding Entities

Città metropolitana di Genova, Direzione Generale della Città metropolitana, Ufficio programmazione e controllo interno, Ufficio pianificazione territoriale. Il soggetto promotore, organizzatore e finanziatore è la città metropolitana stessa, con sindaco Marco Doria, vicesindaco Valentina Ghio, le sue direzioni e uffici, nonché i suoi consiglieri. Sebbene il processo appaia realizzato in gran parte con risorse umane interne all’ente stesso, non risultano dati sui costi relativi alla collaborazione con INU (Istituto Nazionale di Urbanistica) Liguria o altre spese relative al processo in sé.  

INU Liguria - La sezione regionale dell’Istituto Nazionale di Urbanistica, in particolare il suo rappresentante arch. Matteo Pasetti, ha fornito consulenza su tutto il disegno e l’organizzazione generale del processo (Link 1 - La partecipazione). Si dichiara che la collaborazione è l’attuazione del protocollo d’intesa tra INU e Città metropolitana (CM, 2017, p. 48), ma il documento non è pubblicato e non risultano pubblicizzati eventuali retribuzioni a tale istituto. 

Enti vari e comuni del comprensorio genovese - I sindaci e i consiglieri dei comuni del comprensorio dell’area metropolitana genovese, i rappresentanti dei Parchi, dei distretti sanitari, Camere di Commercio, fondazioni locali (p.e. la Società Economica di Chiavari fondata nel 1791) hanno fornito supporto al processo mettendo a disposizione le proprie sedi per incontri e i propri funzionari (Link 1 - La partecipazione). 

Participant Recruitment and Selection

Incontri nel territorio - Sono stati realizzati 7 incontri pubblici strutturati in due parti. Una prima parte in plenaria con le presentazioni delle autorità e di esperti ed una in discussioni in tavoli con il metodo del focus group: 27 tavoli in tutto, ai quali hanno partecipato i convenuti agli incontri. Nel complesso sono stati coinvolti 67 comuni con 126 presenze (sindaci, assessori, consiglieri, direttori di struttura, funzionari); 36 rappresentanti di altri enti (Regione, Ministero del Lavoro, Soprintendenza, Enti Parco, ASL, GAL, CONI, Pro Loco); 42 sindacati e mondo economico, 44 professionisti ed esperti (Università, INU, Fondazione Labò - Giovani Urbanisti); 50 presenze di associazioni e servizi; 7 stampa e media; 30 consiglieri della Città metropolitana (Link 1 - La partecipazione). 

Gli incontri si sono svolti in giorni feriali a partire dal primo pomeriggio (14:30/15:00) tra il 23/11/2016 e l’8/2/2017, a Genova e in altre 6 località rappresentative delle aree omogenee del comprensorio individuate dagli organizzatori (Recco, Chiavari, Arenzano, S. Olcese, Torriglia, San Colombano). Le sedute plenarie erano introdotte e presiedute dal sindaco del comune ospitante l’incontro che poi dava la parola al sindaco Doria o alla vice-sindaco Ghio, al consulente INU ed ai funzionari della Città metropolitana che introducevano il tema del piano strategico e le questioni fondamentali. Inoltre venivano proiettate le interviste effettuate a figure chiave del territorio. Erano presenti alle plenarie anche diversi consiglieri della Città metropolitana, oltre agli attori ed ai cittadini del territorio. Per ogni incontro viene riportato il numero dei partecipanti suddivisi per categorie di appartenenza, foto e verbale sintetico. Non è rilevabile le modalità di reclutamento dei partecipanti; si suppone che siano avvenute in gran parte attraverso inviti mirati via posta-elettronica o per passa-parola attraverso figure chiave dei vari territori. Non sono indicate le modalità di pubblicizzazione degli incontri.

Tavoli (focus group). Ad ogni tavolo era assegnato un colore. I tavoli erano condotti da un moderatore con il supporto di un verbalizzante, ruoli svolti sempre da dirigenti e funzionari della Città metropolitana; concludeva e sintetizzava i lavori di ogni tavolo un relatore finale scelto tra i partecipanti. La sintesi veniva poi riferita in plenaria. Ogni verbale di tavolo inizia con l’elenco dei nomi dei partecipanti e il rispettivo ruolo di appartenenza e si conclude con un paragrafo finale dedicato a richieste di eventuali modifiche o integrazioni al verbale stesso (Link 1 - La partecipazione). Guardando nel dettaglio ogni incontro, si nota che le presenze sotto la categoria “cittadini” sono state molto esigue (1 o 2 presenze per incontro); mentre le più rilevanti sono rappresentate dai funzionari e dagli eletti degli enti locali (Link 1 - Partecipazione). Non è rilevabile la modalità di reclutamento dei partecipanti ai tavoli. 

Questionari e contributi online - Durante gli incontri, almeno, veniva ricordata la possibilità di accedere al sito web e compilare un questionario in cui si poteva rispondere alle stesse domande sottoposte nei focus group, oltre ad uno spazio aperto alla formulazione di proposte. La raccolta si è conclusa il 15 febbraio 2017, con 122 questionari inviati, un’alta risposta da parte dei cittadini (44%), oltre al 34% di questionari pervenuti da consiglieri comunali e il 23% da attori (CM, 2017, p. 51). Oltre ai questionari sono pervenuti, in forma più estesa e libera, contributi sia in forma cartacea che elettronica, da parte di comuni e attori (INU, CNA, Comitato Valle Scrivia, ecc...). 

Video interviste. Sono state realizzate anche 11 video-interviste con figure chiave dirigenziali del territorio (p.e. Presidente di Confindustria, rettore dell’Università, il presidente della Camera di Commercio, ecc...) e un paio di studenti, che sono state proiettate nel corso degli incontri.

Media - Oltre al sito web dedicato, attivo dal 3/6/2016, data della prima notizia, al 20/6/2018, data dell’ultima, sono state diffuse notizie stampa e altre forme di comunicazione (radio e tv locali, portali locali di informazione web, pagine istituzionali web nel sito della Regione Liguria); non risultano profili o campagne sui social media, né campagne tradizionali con affissioni e volantini (Link 1 - Rassegna stampa). Dopo il 20/6/2018 (il crollo del viadotto Polcevera è del 14/8/2018) non ci sono più notizie sulle pagine web del Piano strategico nonostante una sezione del menù sia titolata “Il percorso continua” (Link 1) con la possibilità di inviare contributi per il futuro aggiornamento del piano. Non è possibile però vedere i contributi inviati da altri utenti al momento (ril. 14/10/19). 

Methods and Tools Used

Focus group. Il metodo del focus group permette di riunire un gruppo di persone e avviare con loro una discussione attorno a un tema desiderato, grazie alla conduzione di un facilitatore che è chiamato a stimolare la discussione e a verificare che tutti possano esprimere la propria opinione. Attraverso tale metodologia si possono raccogliere pareri diversi, stimolare un confronto ed esplorare diversi punti di vista ovvero arrivare ad un accordo. Per facilitare la discussione si può fare ricorso all’utilizzo di post-it, che permettono a coloro che non sono a loro agio nel parlare in pubblico di esporre le proprie opinioni e a coloro che hanno difficoltà di sintesi di riflettere su quale sia il concetto fondamentale che vogliono esprimere. Nel caso in esame, il focus group è stato impiegato nei tavoli con 3 domande identiche per ogni tavolo e per ogni incontro. 

What Went On: Process, Interaction, and Participation

L’avvio del processo ha seguito 3 fasi di coinvolgimento.

Fase 1. Coinvolgimento delle parti attive del territorio. Con l’obiettivo di creare una “bozza di visione strategica iniziale, più parlata che scritta” (CM, 2017, p. 46) il gruppo di progetto (Città metropolitana e INU) si è rivolto al “Coordinamento dei Consiglieri Delegati, al Consiglio e alla Conferenza Metropolitana”. Si tratta di sedi e strutture istituzionali già attive ma non si specifica in che tipo di incontri né quali documenti siano stati prodotti. In questa fase sono state realizzate le video-interviste a 12 figure chiave del territorio (vedi video-interviste) dedicate principalmente ad una “analisi di contesto del territorio e delle sue relazioni esterne in modo partecipato e condiviso” (Ib., p. 46). E’ possibile rivedere le interviste nelle pagine web degli incontri. Sono interviste di circa 40-60 secondi. Di ogni intervistato è stato evidenziato un punto specifico legato al suo ruolo. Il presidente di Confindustria “ha posto l’accento sulla necessità di riconoscere competenze specifiche della Città metropolitana sullo sviluppo economico e industriale” (Ib., p. 54), il rettore dell’Università e il presidente della Camera di Commercio hanno individuato nel fare squadra, nella coesione e condivisione fra gli enti su tutto il territorio metropolitano l’elemento fondamentale su cui impostare le strategie. Occorre uscire dall’isolamento infrastrutturale, rilanciare il turismo come motore dell’economia, supportare l’innovazione e ricerca ed il programma governativo per l’industria 4.0, favorire la collaborazione tra Università e IIT, Camera di Commercio e Autorità portuale” (Ib.). Altri hanno puntualizzato sul rischio idrogeologico al quale Genova è particolarmente sensibile. I giovani su aspetti dei servizi di trasporto, la manutenzione delle strade e delle scuole verso l’entroterra e la costa, altri sulla promozione del territorio. Non emergono nodi conflittuali ma assi strategici sui quali il territorio dovrebbe puntare e sui quali creare coesione dunque un intento condiviso “da tutti”. Temi dunque che appaiono un po’ ovvi e scontati ma sui quali sarebbe necessario almeno, porre delle priorità. 

Fase 2. Visione strategica declinata in obiettivi tematici. Questa fase prevedeva una “elaborazione partecipata e condivisa del piano strategico”. Il prodotto atteso era una “bozza di Piano strategico scritta” (Ib., p. 46). In questa fase sono stati organizzati gli incontri pubblici con i relativi tavoli (vedi sopra) oltre alla raccolta di proposte e questionari on-line. “Il lavoro dei “workshop” si è svolto con partecipazione a tavoli con un numero massimo di 10 persone per tavolo, oltre al moderatore e al segretario, con composizione eterogenea: cittadini consiglieri comunali politici e stakeholder. Nelle pagine web dedicate è possibile trovare i verbali per ogni tavolo/focus group con le immagini dei post-it utilizzati nelle discussioni.

Ai focus group sono state poste tre domande: 

a. Quale è la criticità che interessa maggiormente questo territorio ed è tale da creare un problema non solo locale, ma per l’intera area metropolitana? 

b. Quale è la maggiore potenzialità di sviluppo di questo territorio che, se fosse adeguatamente sostenuta, potrebbe creare un fattore di sviluppo per l’intera area metropolitana? c. La Città Metropolitana sta predisponendo il primo Piano strategico. Secondo te su quale tematica il Piano dovrebbe puntare prioritariamente?” (Ib., p. 49). 

Le risposte ai focus group sono state sintetizzate nella relazione finale, pur rimandando con un link alla pagina web dedicata (Ib., p. 49). “Le criticità - mancanza di una visione comune / campanilismo /scarsa comunicazione - trasporto pubblico su ferro e gomma / mobilità / isolamento - viabilità / difficoltà rapporto città e territorio extraurbano / manutenzione delle strade - dissesto idrogeologico, ecc.. 2. Le potenzialità più condivise ai “tavoli” di lavoro - turismo come risorsa a 360° [...] nuove tecnologie (IIT) / centralità area genovese 3. Le tematiche su cui il PSM deve puntare più condivise ai “tavoli” di lavoro - sviluppo del tessuto economico per creare posti di lavoro - trasporti ed infrastrutture per garantire la mobilità - politiche per favorire un cambiamento culturale e di “mentalità” - investire nella scuola, non solo per garantire sicurezza degli edifici, ma per creare luoghi aperti - rapporto pubblico-privato: il ruolo degli Stakeholders come potenzialità per rafforzare il senso di appartenenza di cittadini e sviluppare il territorio come “rete” degli attori. Dai focus group e dai dibattiti conclusivi sono emersi alcuni elementi comuni alle aree territoriali: - un forte ed inaspettato senso di identità di ciascuna area che si riconosce soprattutto nei valori, nella storia comune, ma anche nei bisogni - una unanime richiesta alla Città Metropolitana di svolgere un ruolo di regia e coordinamento per lo sviluppo sociale ed economico - la convinzione di una diffusa qualità del paesaggio e dell’ambiente che deve essere tutelata e valorizzata - la richiesta di maggiore attenzione ai servizi vitali specie per le aree periferiche ed interne, quali la viabilità, i trasporti, le scuole, i servizi sociali. Si evidenziano, inoltre, alcuni contenuti puntuali emersi nei “tavoli di lavoro”, che costituiscono spunto di riflessione: - l’importanza di progetti di ampio respiro, come il Blue Print - i Parchi regionali e nazionali come valore da tutelare e da integrare nelle politiche di sviluppo sostenibile; - i giovani e lo sport come opportunità; dare sostegno alle iniziative legate ad attività sportive ed all’ospitalità per i giovani; - la volontà di cooperare fra Comuni, con alcune richieste di fusione dei Comuni, piuttosto che di Unioni, ritenute queste ultime esperienze non efficaci; - promuovere e definire il Piano territoriale generale della Città Metropolitana per centrare le politiche territoriali sulla base delle aree omogenee” (Ib., p. 51).

I contributi forniti dai 122 questionari raccolti via web erano confrontabili con quelli dei focus group ed erano sostanzialmente coincidenti. Molte le proposte formulate in calce nello spazio aperto dei questionari. Molte di esse riguardavano specificamente una delle aree omogenee interessate dal piano. P.e. per il Tigullio, un’area di costa alta, molto raffinata, dedicata al turismo, con 42 mila abitanti e comuni come Portofino e Santa Margherita Ligure, si propongono: “Azioni legate allo sviluppo di turismo sostenibile: subacquea responsabile, attività ricreative a basso impatto ambientale (canoa, kayak, nuoto in mare). Servizi comprensoriali per il turismo, sport e cultura, replicando esempi già avviati, quali il Progetto Tigullio Nautico e l’iniziativa congiunta dei Comuni Chiavari – Lavagna – Leivi (riconosciute Comunità europea dello sport 2017 )” (Ib., p. 53).

Anche per le altre aree vengono segnalati progetti riusciti, modalità di gestione di progetti pubblica o di governance metropolitana come nel caso del nuovo servizio di ristorazione scolastica della Polcevera (Ib.).

Altri contributi sono giunti direttamente dagli attori come CNA, Comuni, Enti, Associazioni ed uno dall’INU stessa che era il consulente stesso del processo, seconda la quale - così è stato sintetizzato il contributo nella relazione - “Il piano strategico non può essere concepito in modo riduttivo come strumento solo “organizzativo” dell’Ente Città metropolitana, ma deve offrire alla comunità metropolitana allo stesso tempo visione del futuro e concrete prospettive di azione” (Ib., p. 53). 

Fase 3. Visione strategica finale. Sul prodotto atteso di questa fase, il Documento finale del Piano strategico, non sono specificate quali azioni avrebbe messo in atto il processo. Non ci sono infatti strumenti partecipativi attivati in questa fase. Si presume che si tratti di una sintesi del lavoro svolto elaborata dal gruppo di progetto (Ib.). 

Il Piano - elaborato dagli esperti e funzionari del gruppo di progetto INU-CM - è stato articolato per 3 assi.

3.1 La Città metropolitana come ente nel rapporto con il territorio. Come ente di coordinamento secondo uno spirito di cooperazione tra pubblica amministrazione, soggetti privati e terzo settore è fortemente sentito come “centrale e trasversale” il tema della legalità e trasparenza: nella sua gestione interna come nella metodologia di lavoro unitaria con i comuni. Segue il tema della coesione con intenti di azioni come incentivi per forme innovative di inclusione sociale, attuare le strategie nazionali per le aree interne e le periferie, individuare e sviluppare azioni per l’accoglienza dei migranti e le persone disagiate. C’è poi lo sviluppo economico, quindi richiamare risorse e attività produttive, infrastrutture, forme innovative blue&green. Infine la resilienza quindi la lotta al dissesto geologico, controllo e gestione del rumore, la qualità dell’aria. Inoltre la CM deve organizzare i servizi pubblici. Vengono elencati diversi progetti in itinere o in attesa di essere avviati, per ogni area omogena; di seguito solo alcuni esempi dell’area genovese: 

  • Patto per Genova, infrastrutture per la mobilità, riconversione aree dismesse, mitigazione rischio idrogeologico, polo scientifico-tecnologico degli Erzelli con nuova sede di Ingegneria, recupero waterfront, giochi europei paralimpici giovanili, riqualificazione strutture sportive;
  • grandi opere: valico ferroviario dei Giovi, Gronda di ponente, Porto di Genova, completamento ad est della linea metropolitana;
  • progetto periferie urbane con il riuso di spazi e immobili 
  • riqualificazione val Polcevera a partire dall’idea di ‘scuola aperta’, in cui alcuni plessi si aprono alla città per diventare ‘civic center’ [2]. 

3.2 La Città metropolitana come ente che si deve rapportare ai diversi livelli istituzionali. Deve conoscere e “far dialogare e quindi cooperare tutti i soggetti che vivono il territorio [...] offrendo ai comuni le proprie competenze manageriali [...]”. Ne sono esempio “gli accordi quadro nella pianificazione urbanistica, nell’agenda digitale, nella gestione unica degli appalti per più comuni, nella progettazione europea, nelle forme di consultazione” (Ib., p. 59). Su questo tema gli esempi riguardano esperienze soddisfacenti come:

  • SUA (Stazione Unica Appaltante), ruolo che la Città metropolitana a svolto per aggiudicare alcuni servizi pubblici per diversi comuni, centralizzando acquisti e criteri di qualità; 
  • pianificazione urbanistica coordinata intercomunale, che la Provincia prima e la CM poi hanno svolto per diversi comuni redigendo PUC (Piani urbanistici comunali) aggregati;
  • coinvolgimento attivo del territorio nella governance, un ruolo che la CM ha svolto per il presente piano così intende seguire le linee guida per la consultazione del Governo del 9/3/17 combinando strumenti on line e off line e richiamando alcune raccomandazioni per un ascolto serio, come la massima trasparenza (Ib., p. 171);

Inoltre, il ruolo della CM è rappresentare l’area nei confronti di Regione, Stato, UE e altri enti. I progetti indicati qui sono:

  • "Liguria in rete" con la Regione, per la diffusione della Società dell’informazione e del decentramento amministrativo
  • il "Patto per Genova" nei confronti dello Stato, relativamente ai grandi investimenti in infrastrutture, salvaguardia del territorio, sviluppo e salute.
  • Inoltre il rapporto di CM con l’Europa, dunque la cura delle reti internazionali e garantire un approccio integrato ai progetti europei.
  • Infine, il rapporto con Università e ricerca. Alcuni progetti a breve termine sono l’accordo quadro per l’alternanza scuola-lavoro, l’accordo CM-Unige, riguardante tirocini formativi, pianificazione, finanza, centralizzazione acquisti e gare, servizi in rete (rifiuti, trasporti, ecc...), informatizzazione del territorio, definizione delle modalità di gestione, valutazione e monitoraggio con un comitato guida paritetico (Ib., p. 179). 

3.3 Un nuovo modello organizzativo in funzione delle strategie. Per mettere in atto nuove strategie serve un nuovo modello organizzativo dell’ente che sappia ottimizzare le risorse patrimoniali, il personale, ecc... (Ib.). Su questo asse:

  • un progetto in corso è la condivisione del patrimonio, per migliorare analisi e previsioni del mercato immobiliare e avviare strategie di recupero che soddisfino esigenze comuni. Questo piano ad esempio prevede un censimento unico dei detentori dei patrimoni, un tavolo e un osservatorio e un piano operativo (Ib., p. 184). 
  • Le strategie di comunicazione su un brand territoriale, intese sia come risultato che come processo per creare un sistema di valori comuni al territorio. Questo obiettivo prevede la costruzione di un piano, la strutturazione di un percorso di partecipazione, ristrutturazione dell’URP. 

Il piano si conclude con il capitolo del Monitoraggio e Valutazione, dove si prevede:

  • un monitoraggio semestrale per misurare e valutare lo stato di avanzamento (procedurale/ realizzativo e finanziario) dei progetti;
  • un monitoraggio annuale per misurare e valutare lo stato di avanzamento delle strategie. 

L’intreccio e la predisposizione di queste due forme di monitoraggio saranno in grado di consegnare agli stakeholder un “Bilancio annuale del Piano strategico” (Ib., p. 188). 

Influence, Outcomes, and Effects

Il piano è stato approvato in Consiglio Metropolitano il 21/4/2017. Molte azioni sono proseguite, si trattava di progetti già in atto prima del piano. Non è chiaro cosa sia successo invece al coordinamento del piano stesso. In particolare, alla sezione news bloccata al 20/6/18 e alla assenza del “Bilancio annuale” del piano, mai realizzato. Probabilmente il cambio di orientamento politico ha segnato una parziale discontinuità - tuttavia non evidente - e il disastro del viadotto Polcevera, ossia il crollo del Ponte Morandi, ha aperto una ferita con emergenze e altre priorità. 

Analysis and Lessons Learned

I nuovi assetti metropolitani da un lato accentrano funzioni, dall’altro richiedono esplicitamente, fino ad istituzionalizzarle, parole come “coinvolgimento del territorio”, partecipazione, ascolto. Le fasi di dialogo ci sono state, anche se 7 incontri e un sito web dedicato, per un territorio così vasto e complesso non sembrano sufficienti.

L’influenza è incerta, la cura del sito è bloccata e mancano spiegazioni alla assenza di documenti relativi al monitoraggio e alla valutazione ex-post previsti dal piano stesso. 

La trasparenza relativa alle discussioni è completa, anche se mancano del tutto i costi del processo e non sono chiarite le modalità di reclutamento dei partecipanti così come la loro rappresentatività/inclusività non sembra sufficientemente curata; per esempio sono del tutto assenti attori sfuggenti, marginali, deboli o conflittuali (comitati, associazioni ambientaliste, gruppi stranieri, disabili), sia negli incontri che nelle comunicazioni scritte. Mancano del tutto fasi preliminari di condivisione del percorso con gli attori e qualsiasi sforzo almeno a far emergere se non ad affrontare gli aspetti più conflittuali del piano ed i relativi attori.

See Also

Focus Group

References

[1] Genova, il sindaco Doria: “Non mi ricandido”, Il Secolo XIX, 8/2/2017, https://www.ilsecoloxix.it/genova/2017/02/08/news/genova-il-sindaco-doria-non-mi-ricandido-1.30694665 (ril. 9/10/19).

[2] L’idea delle scuole come ‘civic center’ risale alla Progressiva Era (1900/10) degli Stati Uniti, dove operarono figure come Mary Parker Follett o Jane Addams.

External Links

1 - Genova Piano Strategico Metropolitano - https://pianostrategico.cittametropolitana.genova.it (ril. 9/10/19). 

CM Genova (2017a), Città metropolitana di Genova, Piano strategico della città metropolitana, il primo passo per costruire insieme il territorio metropolitano, aprile, https://pianostrategico.cittametropolitana.genova.it/sites/default/files/psm2017/All.1_PSM%20aprile%202017.pdf (ril. 8/10/19). 

Notes